L’epica della singletudine

Una generazione che aveva proclamato di voler superare la coppia monogamica tradizionale ora fa l’apologia della vita da single, passata a consumare prodotti culturali (libri, serie tv, ecc.) e a godersi la libertà di… essere ognuno murato nel proprio appartamento (per chi può permetterselo). Siamo giunti a fare l’epica della singletudine, e non stupisce: assemblare una sfilza di soluzioni peggiori dei problemi che erano chiamate a risolvere, il tutto in meno di 20 anni, è un disastro culturale che avrebbe ammazzato dei reduci di guerra


Cosa significa essere sgomberati

“Immaginate che gli sgomberati siate voi. Pensate alle parole che utilizzereste per spiegare a vostro figlio quanto sta accadendo. Di dovergli spiegare, con le parole degli adulti, che le stanze sistemate e quel cesso accroccato, che nella sua immaginazione di bambino sono comunque una casa, il giorno dopo non ci saranno più. Immaginate anche che il giorno dopo, di dove dormi te, la tua famiglia, i tuoi amici, tuo figlio non frega più niente a nessuno”.


Più ce n’è, più si fa: i numeri del gioco d’azzardo

Il denaro giocato dagli italiani (e dagli umbri) è in aumento ed è concentrato (buttato) soprattutto nei cosiddetti “apparecchi” (New Slot e VLT). Sono tantissimi anche coloro che giocano alle Lotterie e ai Gratta e Vinci, spendendo però nel complesso di meno. Il problema è noto: troppi pensano che sia possibile diventare ricchi giocando, se si hanno buone abilità. E poi, il gioco costituisce una risorsa per sperare in un mondo migliore: ecco perché nella sua diffusione non influisce il livello di reddito, ma l’offerta sul territorio.


L’epidemia del gioco d’azzardo. Abbiamo un vaccino?

Il gioco d’azzardo patologico non genera lo stesso allarme delle dipendenze tradizionali. Eppure, ci sono tante persone comuni che, cercando di distaccarsi da preoccupazioni e frustrazioni, si giocano l’intero stipendio su macchinette infernali, veloci, basate solo sul caso, cui si può accedere in ogni momento (ovviamene anche online). Disgregando se stessi e il contesto sociale a cui appartengono.


Le reti sociali aiutano. Ma sono disuguali (e di meno)

Perché le reti sociali contano così tanto per il benessere? Che tipo di aiuti ci si può aspettare da chi fa parte delle nostre cerchie? Domande a cui cerca di rispondere il Rapporto annuale 2018 dell’Istat, da cui emergono disuguaglianze anche su questo versante; e il fatto che (a sorpresa?) in Italia le reti di sostegno sono meno presenti rispetto alla media europea.


Reddito per tutti, perché solo per i poveri non basta

Le misure di sostegno al reddito rivolte solo ai poveri (come il Reddito di Cittadinanza) troppo spesso non fanno uscire dalla povertà e non “aboliscono la miseria”. Troppi sono gli individui che ne restano fuori, per diversi e seri motivi. Un “reddito per tutti” risolverebbe questo problema. Alla radice.



Buonsenso, divano e reddito di cittadinanza

Quando il buonsenso si fa propaganda e più in generale arma politica, il destino collettivo di una società organizzata (lo stato nazione direbbero i nostalgici autarchici di ogni dove) vede virare il proprio timone verso un baratro di cui è impossibile scorgere il fondo. Buonsenso (parola così scontata da non avere significato reale) è tutto […]


Il lavoro, oggi/3.

Precari, e così sia?

Luciano Gallino scriveva che il rapporto di impiego odierno si è destrutturato e frammentato in maniera degradante, al punto da far parlare, più recentemente, di uberizzazione del lavoro. Come abbiamo scritto nelle due puntate precedenti del nostro viaggio sul “tema dei temi” della società contemporanea (qui e qui), il lavoro, oggi, per troppi, non c’è […]


Il lavoro, oggi/1.

Sicuri che non sia meglio un *reddito per tutti*?

Inizia con questo articolo un viaggio di ribalta nel mondo del lavoro. Una riflessione (in più puntate) sul “tema dei temi” della società di oggi, quello più dibattuto in tutte le salse e in tutti i luoghi. Cominciamo, diciamo così, dalla fine: ci siamo occupati parecchio del reddito per tutti e di come una misura […]



Non è lavoro, è sfruttamento

Un libro necessario

Non è lavoro, è sfruttamento è un “libro necessario”, come direbbero i Wu Ming. Necessario perché racconta il tempo in cui viviamo attraverso il fenomeno che più coinvolge, forse, gli esseri umani oggi: il lavoro, e il suo svilimento. E lo fa unendo chiarezza, rigore e passione. Insomma, pancia e testa. E Marta Fana, l’autrice, […]



La capacità di dire “no”

E costruire la speranza

Oggi viviamo una “crisi della speranza” e non riusciamo a pensare ad un futuro migliore. Un contesto adatto per il radicarsi dei populismi di destra. Occorre fare opposizione e denuncia, ma anche essere capaci di “costruire sogni” e orizzonti per le persone, perché tutti abbiamo bisogno di dare un senso all’esistenza. È per questo che, per Podemos, bisogna arrivare ai vertici della piramide, dove si concentra la maggior parte delle risorse, e pretendere che la ricchezza venga condivisa con tutti.