Ripartire dai piccoli, fare comunità

Il 18 febbraio è morto don Roberto Sardelli. Si tratta di una figura ricchissima, che è impossibile racchiudere in poche righe. La sua “creazione” più importante è stata probabilmente “Scuola 725”, una struttura per i bambini figli degli emigrati dal sud Italia a Roma che a causa degli scarsi salari non potevano permettersi un’abitazione vera e andavano a vivere nelle baracche a ridosso dell’Acquedotto Felice. I ragazzini nella scuola “ufficiale” venivano emarginati da docenti e compagni a causa della loro provenienza. Don Roberto, nella baracca 725 da cui prese il nome questa scuola “di strada”, offrì loro uno strumento di riscatto a partire dal riconoscimento della propria condizione e dalla costruzione degli strumenti culturali per uscirne. Riproponiamo qui le parole raccolte durante un’uscita pubblica di don Roberto il 6 gennaio 2017 e pubblicate da Comune-info. È un modo per omaggiare una grande figura e per farla conoscere a chi la ignorasse. Ma lo facciamo anche perché pensiamo che quelle parole contengano una validissima indicazione di percorso