Reddito per tutti. Combattere la povertà in un nuovo welfare

Pubblichiamo di seguito l’Introduzione al libro “Reddito per tutti. Combattere la povertà in un nuovo welfare”, di Ugo Carlone. Un testo frutto di diverse riflessioni fatte all’interno del progetto Ribalta e che ne rispecchia spirito, idee e prospettive. Dalla quarta di copertina: “Abbiamo bisogno di protezione, di un ombrello che ci ripari. Lo stato sociale ha permesso a milioni di individui di risollevarsi dalla miseria e uscire dalla povertà. Ma occorre rilanciare: se si vuole un recupero del welfare, bisogna muoversi come farebbe il cavallo negli scacchi: in avanti e lateralmente, nello stesso tempo. Il reddito per tutti è un passo in avanti, perché espande la protezione in senso realmente universale, e uno laterale, perché non richiede obblighi e contropartite. Basta un cuore che batte”.


Reddito per tutti, perché solo per i poveri non basta

Le misure di sostegno al reddito rivolte solo ai poveri (come il Reddito di Cittadinanza) troppo spesso non fanno uscire dalla povertà e non “aboliscono la miseria”. Troppi sono gli individui che ne restano fuori, per diversi e seri motivi. Un “reddito per tutti” risolverebbe questo problema. Alla radice.


Un giorno ci chiederemo: come abbiamo potuto vivere senza reddito di base?

Proponiamo di seguito un estratto del volume di Giuseppe Allegri “Il reddito di base nell’era digitale. Libertà, solidarietà, condivisione”, Fefé editore, Roma, 2018, convinti che la discussione sul tema del “reddito per tutti” sia necessaria, utile e attuale (ne abbiamo scritto spesso su Ribalta), anche e soprattutto dopo il varo del Reddito di cittadinanza da parte dell’attuale maggioranza di governo.


Buonsenso, divano e reddito di cittadinanza

Quando il buonsenso si fa propaganda e più in generale arma politica, il destino collettivo di una società organizzata (lo stato nazione direbbero i nostalgici autarchici di ogni dove) vede virare il proprio timone verso un baratro di cui è impossibile scorgere il fondo. Buonsenso (parola così scontata da non avere significato reale) è tutto […]


Il lavoro, oggi/2.

Aiuto, le macchine!

Seconda puntata del nostro viaggio nel “tema dei temi”, quello del lavoro. Nella prima, abbiamo scritto che il lavoro, oggi, o non c’è, o è precario, o non basta ad arrivare a fine mese o è troppo; e che, in aggiunta, non è più un fattore di identificazione personale, o perlomeno non lo è come […]


Il lavoro, oggi/1.

Sicuri che non sia meglio un *reddito per tutti*?

Inizia con questo articolo un viaggio di ribalta nel mondo del lavoro. Una riflessione (in più puntate) sul “tema dei temi” della società di oggi, quello più dibattuto in tutte le salse e in tutti i luoghi. Cominciamo, diciamo così, dalla fine: ci siamo occupati parecchio del reddito per tutti e di come una misura […]


Unire i puntini.

Quando il piccolo e il locale, in politica, non bastano

“Cosa è successo al futuro? Che fine ha fatto?”, questa è la domanda da cui partono Nick Srnicek e Alex Williams nel loro Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro, edito da Nero (l’originale è del 2015; di questa interessante casa editrice avevamo già recensito il libro di Mark Fisher). La prendiamo un po’ […]






Il terremoto e l’ombrello largo

Perché un reddito di base nelle zone colpite dal sisma

Basta garantire un “reddito per tutti” a chi è stato colpito dal terremoto? No, certo che non basta. Ma sarebbe un aiuto concreto, una misura di rassicurazione per popolazioni molto provate, un segnale di interesse da parte dello Stato e una possibilità di sperimentare una misura innovativa e radicale, per rilanciare la protezione sociale in Italia.


Capitalisti e “reddito per tutti”

Un matrimonio di comodo?

Il “reddito per tutti” non è un’idea solo di chi ha a cuore la giustizia sociale e l’eguaglianza. A sostenerne le ragioni, oggi, sono anche numerosi ambiti di capitalismo puro, più o meno innovativo: dalla Silicon Valley al Forum di Davos. Perché? Per filantropia? O per convenienza?



Olimpiadi

Nel frullatore del nulla

Fabrizio Marcucci Ci sono giornate normali, ordinarie. In cui accadono cose come sempre succede. Ma cose normali, appunto, senza scosse particolari, senza picchi di attenzione. Quella di oggi, nella sua normalità anormale, ci può aiutare a capire che siamo conficcati dentro un frullatore. Perché se oggi un marziano atterrasse in Italia o se un eremita […]