Più ce n’è, più si fa: i numeri del gioco d’azzardo

Il denaro giocato dagli italiani (e dagli umbri) è in aumento ed è concentrato (buttato) soprattutto nei cosiddetti “apparecchi” (New Slot e VLT). Sono tantissimi anche coloro che giocano alle Lotterie e ai Gratta e Vinci, spendendo però nel complesso di meno. Il problema è noto: troppi pensano che sia possibile diventare ricchi giocando, se si hanno buone abilità. E poi, il gioco costituisce una risorsa per sperare in un mondo migliore: ecco perché nella sua diffusione non influisce il livello di reddito, ma l’offerta sul territorio.


L’epidemia del gioco d’azzardo. Abbiamo un vaccino?

Il gioco d’azzardo patologico non genera lo stesso allarme delle dipendenze tradizionali. Eppure, ci sono tante persone comuni che, cercando di distaccarsi da preoccupazioni e frustrazioni, si giocano l’intero stipendio su macchinette infernali, veloci, basate solo sul caso, cui si può accedere in ogni momento (ovviamene anche online). Disgregando se stessi e il contesto sociale a cui appartengono.


Ferragni, Salvini, Fusaro, Sfera: perché dettano la linea

Seppur apparentemente diversi, si tratta di quattro personaggi che sono un mix di conservatorismo sociale e di elementi di emancipazione che si sono imposti alcuni decenni fa e sono ormai patrimonio comune. Così rispondono a bisogni, aspirazioni e valori diffusi anche attraverso un’efficace auto-promozione sui social



Unire i puntini.

Quando il piccolo e il locale, in politica, non bastano

“Cosa è successo al futuro? Che fine ha fatto?”, questa è la domanda da cui partono Nick Srnicek e Alex Williams nel loro Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro, edito da Nero (l’originale è del 2015; di questa interessante casa editrice avevamo già recensito il libro di Mark Fisher). La prendiamo un po’ […]



Non è colpa tua!

Contro la retorica della responsabilità individuale

Siamo sicuri che chi si trova in povertà, chi è precario, chi è sfruttato, chi è disoccupato, è personalmente colpevole della propria situazione? Non è abbastanza istruito, formato, flessibile, o scaltro o intelligente o chissà cos’altro? Non è che, magari, le “colpe” sono da trovare nel come vanno le cose, nel “sistema”, cioè in un qualcosa che sta molto, ma molto al di sopra di tutti noi?


Uscire dalla crisi

Rovesciare cooperando

Come le imprese e le cooperative sociali possono rappresentare una via d’uscita dalla crisi all’altezza della situazione. A patto di rivedere alcune cose. E di pensare in grande. Se ne è parlato all’assemblea umbra organizzata da Legacoop



La capacità di dire “no”

E costruire la speranza

Oggi viviamo una “crisi della speranza” e non riusciamo a pensare ad un futuro migliore. Un contesto adatto per il radicarsi dei populismi di destra. Occorre fare opposizione e denuncia, ma anche essere capaci di “costruire sogni” e orizzonti per le persone, perché tutti abbiamo bisogno di dare un senso all’esistenza. È per questo che, per Podemos, bisogna arrivare ai vertici della piramide, dove si concentra la maggior parte delle risorse, e pretendere che la ricchezza venga condivisa con tutti.


Capitalisti e “reddito per tutti”

Un matrimonio di comodo?

Il “reddito per tutti” non è un’idea solo di chi ha a cuore la giustizia sociale e l’eguaglianza. A sostenerne le ragioni, oggi, sono anche numerosi ambiti di capitalismo puro, più o meno innovativo: dalla Silicon Valley al Forum di Davos. Perché? Per filantropia? O per convenienza?



Il pane, ma anche le rose

Quello che la crisi nasconde

Non c’è solo l’impoverimento generalizzato. La mancanza di reddito e il precariato minano le persone dal di dentro, danno luogo a un malessere individuale che ha una radice profondamente sociale. Ci sono anche le statistiche a dimostrarlo. Le strade per uscirne ci sono, a cominciare da una: illuminare l’invisibile


Il rapporto Edelman

Quella ricerca di alternative

La sfiducia crescente nel “sistema” porta le persone ad appoggiarsi ai populismi perché quella è l’unica risposta che trovano. Ma il malessere profondo cerca risposte all’altezza della sfida. Lo dimostrano le risposte degli scettici al sondaggio Edelman, che nascondono sorprese


Psicofarmaci, uomini e donne

Con la crisi sulle spalle

L’uso dei medicinali è in aumento a causa della crescente farmacologizzazione del quotidiano, che inizia nell’ambulatorio del medico di base. È favorito da un paradigma culturale che accetta il ricorso alle sostanze come rimedio privilegiato, rapido ed efficace. Ma esistono differenze di genere. I risultati di una ricerca sul campo