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“Raccolti di comunità”: l’agricoltura sociale per un welfare nuovo

Nel 2018 la Regione Umbria ha dato avvio ad un importante percorso di investimenti per sviluppare interventi di innovazione sociale diretti a promuovere nuovi modelli di welfare territoriale e attività imprenditoriali sociali. Il progetto “Raccolti di comunità” nasce all’interno di questa cornice, per rafforzare il ruolo dell’agricoltura sociale nelle sfide e nei cambiamenti. Sfide epocali, che da un lato creano una frattura netta con gli schemi classici di intervento sociale (spesso centrati su trasferimenti monetari poco selettivi e un approccio assistenzialista), dall’altro registrano le spinte verso un welfare comunitario capace di leggere i bisogni del territorio nella loro multidimensionalità e attivare risposte più efficaci, efficienti ed eque che nascono all’interno di processi partecipativi della società e dei cittadini, rendendo maggiormente incisiva, stabile e sostenibile l’innovazione prodotta.

L’agricoltura sociale sembra rappresentare il terreno migliore di sperimentazione di pratiche di innovazione sociale che, per riprendere la definizione di Robin Murray, “soddisfano i bisogni sociali in modo più efficace delle alternative esistenti e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni”. La contemporaneità di queste due situazioni è fondamentale per comprendere appieno la spinta innovativa proposta dal progetto “Raccolti di comunità”: non può esistere innovazione di prodotto o di un servizio senza un cambiamento di ecosistema pronto ad accoglierlo, valorizzarlo e migliorarlo, al tempo stesso nuove relazioni collaborative hanno bisogno di nuovi mezzi per potersi esprimere, comprendersi e liberare la potenzialità creativa.

In primo luogo bisogna riconoscere come l’agricoltura, nel corso degli ultimi anni, abbia assunto ruoli diversi, passando da semplice produttrice di beni, per il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare, a quello di tutela del territorio, di mantenimento dei legami solidaristici di comunità, custode di conoscenze e trasmissione di esse, di tutela dei beni comuni, oltre a consentire la conservazione delle relazioni sociali e dei legami con il territorio. Grazie alle prime forme di impresa etica, l’agricoltura è diventato il luogo dove poter sperimentare innovativi servizi di prossimità, attraverso cui promuovere azioni terapeutiche, educative, ricreative, culturali, di inclusione sociale. Si delinea, quindi, un’evoluzione delle imprese agricole che, oltre a svolgere il proprio ruolo di produzione, sono chiamate a realizzare servizi per la collettività, sia di tipo ambientale, con il presidio sul territorio e la gestione dello stesso, sia attraverso attività di tipo sociale. L’agricoltura sociale può rappresentare il nesso funzionale per valorizzare queste potenzialità in una logica di collaborazione con le istituzioni socio-sanitarie competenti e rappresentare un modello di rete e di interconnessione tra settore agricolo e servizi socio-sanitari unico nel suo genere.

“Raccolti di comunità” propone tre linee di intervento fra loro fortemente integrate che puntano a: rafforzare la dimensione economica delle produzioni di agricoltura sociale, anche attraverso il coinvolgimento di produttori tradizionali che supportano i processi inclusivi dell’agricoltura; realizzare nuovi servizi di inclusione sociale attiva, sempre più centrati sulle reali esigenze dell’utente e co-programmati con la rete dei servizi territoriali; moltiplicare le opportunità terapeutiche, educative e di inserimento socio-lavorativo, grazie al coinvolgimento diretto della comunità nella fase di co-progettazione, realizzazione e sostegno economico diffuso.

Dal punto di vista socio-economico, la principale innovazione proposta dal progetto rimanda alla costituzione di un nuovo soggetto, una cooperativa di comunità, per rilanciare l’azione inclusiva dell’agricoltura sociale. La cooperativa di comunità dovrà coniugare la sfida del miglioramento dei processi di produzione agricola delle cooperative con il sostegno alla comunità nella ricerca, creazione e sperimentazione di nuovi legami solidaristici e di cooperazione. Con il supporto dei soci, la cooperativa dovrà diventare un attore operativo in grado di affrontare le esigenze dei cittadini della comunità locale e, di conseguenza, concepire una risposta efficiente secondo modelli innovativi rispetto a quelli implementati da attori tradizionali, sia pubblici che privati.

La cooperativa “Racccolti di comunità” propone un modello di business centrato sul rapporto fra la dimensione comunitaria e la dimensione imprenditoriale al servizio del territorio. Un modello che si basa sulla capacità di attrarre/accedere a risorse economiche esterne alla comunità attraverso la diffusione del brand socio-culturale 3presso nuove aziende agricole finora non incluse nei tradizionali sistemi dell’agricoltura sociale. Questo processo di “contaminazione” contribuisce alla diffusione di un cambiamento nelle abitudini sociali, culturali e di consumo delle comunità coinvolte.

All’interno dello spazio economico della cooperativa di comunità potranno confrontarsi ed incontrarsi i bisogni di produttori e consumatori. Se i piccoli e micro produttori agricoli, ai quali si orienta particolarmente questo modello, hanno bisogno di creare un reddito stabile, di ricevere un equo compenso, di operare in buone condizioni di lavoro e di migliorare l’efficienza e l’efficacia produttiva, i consumatori, dal canto loro, avranno la necessità di poter usufruire in maniera costante di prodotti sani, sostenibili ad un prezzo equo, oltreché di ottimizzare l’uso del tempo, di vivere spazi di relazionalità e di innalzare la propria autoconsapevolezza e autodeterminazione.

La dimensione sociale viene affrontata dal progetto a partire da una considerazione di fondo che riguarda il territorio regionale ovvero l’insufficienza di strutture e percorsi finalizzati all’inserimento socio-lavorativo di persone affette da disabilità, spesso a causa di un approccio culturale che considera i disabili incompatibili con gli attuali modelli economici. Il disabile è visto come fruitore di ricchezza più che portatore di ricchezza. Ma tra l’incapacità assoluta di attendere a qualsiasi funzione produttiva, e l’esservi assolutamente adeguati, esiste una distanza enorme.

In questa “distanza” vive un popolo di individui, forse la maggioranza dei cosiddetti “disabili psico-fisici”, con potenzialità operative, sia pure con metodologie, tempi e modalità proprie e assolutamente “originali” rispetto al sistema produttivo reale, a cui impedire la partecipazione attiva ad un “lavoro” e ad una “comunità” vuole dire di un sol colpo impedire insieme di crescere ed essere cresciuti. Individui per cui è terapeutico già l’essere parte di una comunità, ed è già essere adulti il potersi identificare concretamente in una comunità di adulti.

I servizi di inclusione sociale attiva propongono una modalità organizzativa autosostenibile di avviamento al lavoro dei diversi beneficiari che non gravi in termini di risorse sul sistema di welfare pubblico (riconoscendone tuttavia il suo ruolo in termini di programmazione e monitoraggio) e la mobilitazione delle forze della comunità per promuovere il loro inserimento nella società attraverso il lavoro, il volontariato e la partecipazione, anche nel definire nuovi servizi di prossimità.

Le Cooperative di agricoltura sociale che compongono il partenariato sono Ariel, capofila del progetto (Foligno), Fattoria Sociale (Spoleto), OASI agricola (Orvieto), La Rondine a Maccarello (Città di Castello) e Le Cascine (San Giustino). I cinque soggetti hanno ideato e sperimentato altrettanti nuovi servizi di inclusione sociale attiva che rappresentano la base del catalogo proposto in piattaforma. L’organizzazione in piattaforma permette di ottimizzare l’offerta e diversificarla in base al livello di autonomie possedute e finalità dell’intervento in agricoltura (percorsi diversificati di inclusione socio-lavorativa, percorsi terapeutici-riabilitativi, contrasto alla povertà educativa). La piattaforma permette inoltre di migliorare l’accessibilità dell’utenza finale al servizio proposto, attraverso una personalizzazione del servizio in base ad una analisi dei fabbisogni e la definizione di un piano individuale di inserimento ad opera del consulente sociale della cooperativa di comunità. Alla piattaforma possono aderire tutte le strutture del privato sociale e enti del terzo settore che realizzano e propongono attività di inclusione in agricoltura, anche presso le strutture agricole che hanno aderito al brand dell’agricoltura sociale umbra. La cooperativa di comunità e gli organismi di controllo rappresentativi degli utenti e degli operatori, garantiranno la conformità ad adeguati standard qualitativi decisi e condivisi.

Infine, il ruolo centrale della comunità, presente in tutti i processi caratterizzanti l’intervento. A partire dalla scelta di costituirsi come cooperativa di comunità dal forte valore simbolico che meglio rappresenta lo sforzo collettivo promosso dai territori per rilanciare l’azione inclusiva dell’agricoltura sociale. Le novità introdotte dalla recentissima normativa della Regione Umbria nel 2019, prima in Italia a disciplinare su questo tema, consentono di attuare un modello imprenditoriale capace di valorizzare il coinvolgimento della “comunità” nelle pratiche di gestione delle risorse preservandone il fine di cura degli interessi sociali della comunità, nella capacità inclusiva degli utenti nei meccanismi decisionali, nella co-produzione di nuovi servizi.

La base sociale della cooperativa di comunità è ampia e rappresentativa di tutti gli stakeholder coinvolti con vari ruoli e funzioni nel progetto: i consumatori dei prodotti di agricoltura sociale, gli utenti e i familiari dei servizi proposti in piattaforma, le cooperative di agricoltura sociale che propongono servizi di inclusione sociale attiva e conferiscono i prodotti agricoli. Questa diversificazione consente di osservare il territorio da tutti i punti di vista e di valorizzare il coinvolgimento della “comunità” nelle pratiche di gestione delle risorse preservandone il fine di cura degli interessi sociali della comunità, nella capacità inclusiva degli utenti nei meccanismi decisionali, nella co-produzione di nuovi servizi attraverso il coinvolgimento degli utenti e dei consumatori.

Raccolti di comunità propone in modello circolare di sviluppo territoriale che pone al centro una questione determinante: redistribuire la marginalità derivante dalla commercializzazione dei prodotti di agricoltura sociale per moltiplicare le opportunità di inserimento socio-lavorativo. Il modello di community engagement parte dai cittadini che acquistando i prodotti di agricoltura sociale tramite market place, accumulano dei punteggi con un correspettivo valore economico. Ogni anno la cooperativa di comunità organizzerà dei workshop territoriali di co-progettazione con la propria base sociale per definire nuove proposte di servizi di inclusione e prossimità in risposta alle nuove sfide sociali emergenti definite dal comitato etico-sociale in una open call to action. I workshop accompagneranno i cittadini organizzati in G.O.D.O. (Gruppi Organizzati Domanda Offerta) a definire le nuove proposte che saranno sostenute economicamente dagli stessi consumatori tramite assegnazione dei punteggi accumulati con gli acquisti dando avvio ad un intervento di civic crowdfunding finalizzato al lancio di nuovi interventi concreti e nuove opportunità di inserimento.

Grazie a questo modello, i produttori di agricoltura sociale potranno crescere e migliorare la loro capacità di commercializzazione dei prodotti agricoli, i consumatori potranno acquistare prodotti biologici e/o a Km0 a prezzi equi e sostenere direttamente l’attivazione di nuove opportunità di inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati che al tempo stesso, potranno scegliere il servizio più adeguato alle proprie esigenze perché hanno partecipato all’attività di co-progettazione, insieme al resto della comunità coinvolta.

Il progetto si trova ora ad affrontare un banco di prova importante: quello di avvio dei processi di commercializzazione dei prodotti agricoli mentre si è appena conclusa la fase di co-progettazione che ha portato alla defezione prima e successivamente alla sperimentazione dei nuovi servizi di inclusione sociale attiva proposti dai partner che vedono coinvolti più di 50 beneficiari diretti. L’invito è quello di seguire tutti gli aggiornamenti “dal campo” tramite i “racconti di comunità” e di entrare nella piattaforma dell’agricoltura sociale umbra su raccoltidicomunita.it.

Foto tratte dal sito raccoltidicomunita.it.

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