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Quanto giocano (d’azzardo) gli italiani?

Secondo i dati dell'Istat, un italiano su tre gioca. Scommettono di più i maschi, chi ha un'età centrale, chi abita al Sud e nei centri urbani più grandi e chi sta peggio come condizione professionale. E molti giovani maschi (che magari non lavorano o lavorano male) giocano a video-poker e slot machine. Insomma, le disuguaglianze contano anche qui.

Com’è fatto l’italiano che gioca d’azzardo? È uno strano animale da cui guardarsi o una persona comune come tutti gli altri? Ci aiutano a capirlo i dati (del 2015) recentemente rilasciati dall’Istat su Cittadini e tempo libero, da cui abbiamo estrapolato quelli relativi, appunto, al gioco.

Le fasce di età

Gli italiani che “scommettono” (secondo la terminologia Istat) sono il 34% del totale. Non poco, come noto e come ha già scritto Emanuela Broglioni su Ribalta (qui e qui). Il 23,4% partecipa a concorsi a premi e lotterie (Gratta e Vinci compresi), circa il 17% a Lotto e Super-Enalotto. Seguono a grande distanza bingo, video-poker e slot machine (su cui torneremo nello specifico), casinò e corse dei cavalli, con percentuali attorno al 3% o al di sotto.

Persone per tipo di concorso a premi a cui partecipano – Valori percentuali sul totale

Non a tutte le età si gioca con la stessa frequenza: innanzitutto, i giovani minorenni che lo fanno sono solo il 15,5% e quelli con età tra i 18 e i 19 il 27,8%. La fascia in cui si scommette di più è quella tra i 25 e i 64 anni (tra il 37,7% e il 39%), mentre gli anziani con più di 75 anni sono molto meno propensi (21,2%).

Persone che partecipano a concorsi a premi per classi di età – Valori percentuali sul totale

Maschi e femmine

C’è una grandissima differenza tra maschi e femmine: gioca il 40,5% dei primi e lo fa solo il 28% delle seconde. Una distanza molto ampia, che fa pensare ad una dimensione molto più maschile del gioco e, ovviamente, dei problemi che può comportare. Tra i 25 e 64 anni, quasi un maschio su due scommette.

Persone che partecipano a concorsi a premi per sesso e classi di età – Valori percentuali sul totale

Le percentuali dei maschi giovani sono molto più alte nel settore dei nuovi giochi, cioè video-poker e slot (quelle delle femmine sono pari a meno dell’1%). Mentre solo il 2,2% degli italiani, nel complesso, si piazza davanti a queste macchinette infernali, la quota è molto più alta (doppia o tripla o addirittura quadrupla) per chi, maschio, ha tra i 14 e i 44 anni. Spicca, in particolare, come ben l’8,9% dei maschi tra i 20 e i 24 anni giochi ai video-poker.

Persone che scommettono ai videopoker e alle slotmachine per classi di età – Valori percentuali sul totale

Zona geografica e lavoro

Si scommette di più al Sud (38,3%) e al Centro (36,8%) e di meno al Nord (circa il 31%). Le regioni che guidano la graduatoria sono la Campania (41,9%) e la Calabria (41,4%), quelle che la chiudono la Valle d’Aosta (27,2%), il Trentino-Alto Adige (27,3%) e il Piemonte (27,5%). Se guardiamo alla dimensione demografica del comune di residenza, notiamo come si scommetta maggiormente nei centri più grandi (comuni dell’area metropolitana e con più di 50.000 abitanti) e di meno in quelli più piccoli (dai 10.000 abitanti in giù).

Persone che partecipano a concorsi a premi per ripartizione territoriale – Valori percentuali sul totale

Giocare d’azzardo dipende, in parte, dal lavoro che si fa (o non si fa), quindi dalle condizioni economiche, tanto per cambiare. Lo fa di più chi è in cerca di nuova occupazione (41%), gli operai o apprendisti (42,8%) e i lavoratori in proprio o coadiuvanti (39,6%). Tutti ceti che si trovano alla base della scala sociale. Studenti (24,4%) e casalinghe (27,3%) scommettono meno degli altri.

Persone che partecipano a concorsi a premi per condizione e posizione professionale – Valori percentuali sul totale

Per quanto riguarda video-poker e slot e guardando ai soli maschi, troviamo di nuovo percentuali doppie o triple o quadruple della media nazionale proprio nei settori più disagiati rispetto al lavoro, con la quota più alta, stavolta, di chi è in cerca di prima occupazione (rispettivamente 8,3% e 7,4%).

Persone che scommettono ai videopoker e alle slotmachine per condizione e posizione professionale– Valori percentuali sul totale

Infine, il titolo di studio. Gioca di più non chi ha solo la licenza elementare (del resto, sono ormai soltanto gli anziani ad aver interrotto la scuola dopo cinque anni), ma chi ha la licenza media (40,1%) e il diploma (38,9%); molto di meno chi ha la laurea (29,4%). Di nuovo, vista la tradizionale e assodata relazione tra livello di istruzione e condizione professionale, i ceti più bassi.

Qualche curiosità prima di tirare le fila: gioca di più alle corse dei cavalli chi è maschio e ha tra 18 e 19 anni (4,8%) e chi è toscano (2,5%); i giovani fino a 25 anni sembrano snobbare Lotto e Super-enalotto (9% circa), più frequentati da chi ha tra 45 e 65 anni (attorno al 21%) e soprattutto, senza sorprese, dai campani (29,3% e 27,4%, quasi un abitante su tre); al casinò vanno di più, di nuovo senza sorprese, dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (2,8%) e maschi tra 25 e 34 anni (4,7%).

Gioco e disuguaglianze

Abbiamo visto che un italiano su tre gioca, soprattutto al Lotto e all’Enalotto; i giovanissimi lo fanno poco, mentre a scommettere di più è chi è nella fascia di età centrale; i maschi giocano molto di più delle femmine; e molti giovani maschi giocano a video-poker e slotmachine, quelli che rovinano tante persone. I dati dell’Istat mostrano che chi sta peggio come condizione professionale gioca di più. Chi è in cerca di prima occupazione ha una probabilità di scommettere in linea con la media nazionale. Ma chi è in cerca di una nuova occupazione, dopo aver già lavorato, ha più probabilità di scommettere.

Tra chi non lavora, quindi, gioca con più frequenza chi ha forse più fretta di guadagnare, di pagare debiti contratti, di mantenere una famiglia, di “svoltare”. Invece, chi cerca la prima occupazione scommette più degli altri nei video-poker e nelle slot. Questo, forse, dipende dalla maggiore disponibilità di tempo rispetto a chi è disoccupato e cerca di nuovo lavoro, dalla noia, dal non avere niente altro da fare e dal ciondolare in bar e sale slot. Le disuguaglianze contano anche nel gioco.

Foto di copertina di Isaías Campbell tratta da Flickr.

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