Ultimo aggiornamento:

Marine Le Pen e le altre

Sono sempre più le donne a guidare partiti e movimenti di estrema destra, creando un nuovo modello di leadership.
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Accoglienza, il nuovo dossier di Lunaria

Una analisi delle proteste contro la presenza o l’apertura di centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo e alcune possibili strategie di prevenzione. Online il nuovo dossier di Lunaria.
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Per un reddito minimo garantito europeo

Le considerazioni del Comitato scientifico del Basic Income Network Italia sul Parere relativo al “pilastro europeo dei diritti sociali” del Comitato economico e sociale europeo.
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La ricetta contro la crisi si chiama “infrastrutture sociali”

“Nel momento in cui si fa strada – speriamo non solo per motivi strettamente pre-elettorali di breve periodo – una revisione critica delle politiche dell’austerity, è essenziale porre l’accento non solo sul “quanto” ma anche e soprattutto sul “come”. Riproporre vecchie ricette in un contesto economico e sociale radicalmente cambiato, anche per la presenza massiccia delle donne sul mercato del lavoro e nei segmenti più alti del lavoro qualificato, può portarci da un automatismo all’altro, con altrettanti pericoli. Ripensare la spesa sociale in termini di investimento sul futuro è essenziale per ridare efficacia e sostenibilità, sia economica che politica, al modello europeo”. Annalisa Rosselli e Annamaria Simonazzi su InGenere.it.
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Governare una grande città con Gramsci

Claudio Madricardo (su ytali.com) incontra Jorge Sharp, il nuovo sindaco di Valparaíso (Cile). Trentunenne, definito il Pablo Iglesias cileno, è stato eletto rompendo gli schemi della vecchia politica: “Eletto sindaco con il contundente compito di provocare una scossa sismica capace di cancellare i dodici anni di Jorge Castro, suo predecessore di destra. Ma anche le ricette di un centro-sinistra sempre più prigioniero delle teorie neo-liberali. Per la sua giovane età, per la sua parlantina fluente, per il suo essere un perfetto animale mediatico, e finalmente per la novità di cui rappresenta la punta di un iceberg che si suppone dormiente nel paese, farà di tutto per rottamare i vecchi canoni della politica ormai estranei al sentire della gente”.
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Hikikomori, i giovani che si ritirano

“Sono i più fragili tra chi non studia né lavora: più esposti i maschi, educati alla regola del successo. Si barricano nella loro cameretta, il computer sempre acceso, musica e libri, i pasti consumati lì. Motivo: la pressione della società che chiede una competizione alla quale il giovane risponde negandosi”
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Contro il mercato della salute. Intervista a Iona Heath

“Lo Stato sociale, considerato il grande pilota del progresso sociale post-bellico, è oggi visto come uno sperpero di ricchezza e di impresa. Viviamo sotto la dittatura del capitalismo finanziario e prevale la tirannia del profitto. La medicina è diventata oggi complice dell’errata aspirazione a cercare soluzioni tecnologiche all’eterno problema esistenziale posto dalla finitezza della vita e dall’ineludibilità della sofferenza”.
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La fabbrica del fake

“Il caso Trump insegna: pur di guadagnare un reddito che altrove non c’è, i nuovi precari dell’era hi-tech sono diventati strumento per notizie false e opportunismi digitali. […] Il limite di questa mentalità ‘va bene tutto, basta che paghi’ è evidente. Trump, come imprenditore politico, l’ha usato per attrarre persone molto diverse che hanno visto nella sua campagna l’occasione per guadagnare un reddito”. Roberto Ciccarelli su Prismo.
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L’influenza di Instagram

“Sulla piattaforma vengono pubblicati ogni giorno 95 milioni di post che ricevono 4,2 miliardi di like. Inchiesta sulla pubblicità non esplicita: un mercato che vale almeno 3,5 miliardi di euro”. Luca Martinelli su Altreconomia.
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Referendum: a dire no sono stati giovani, disoccupati e i meno abbienti

“I giovani, i disoccupati, le persone con un reddito più basso. Sono loro ad aver portato alla vittoria del No al referendum costituzionale di domenica, in quello che appare più un voto antisistema che una difesa del testo della Carta. E che, pur in un contesto di sconfitta, paradossalmente consolida il ruolo di Matteo Renzi alla guida del Pd”. Riccardo Saporiti su Il Sole 24 Ore.
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Quanto ha pesato la disoccupazione sul risultato del referendum

“Due isolette del sì nella marea del no. La mappa di Roma, con le circoscrizioni del centro e dei Parioli baluardo altoborghese del Partito democratico (Pd), assediate dalla valanga dei quartieri dell’ex ceto medio, delle periferie sconfinate, delle zone declinanti come di quelle emergenti, insomma del resto del mondo, potrebbe essere una premessa fin troppo scontata al capitolo più dolente che il risultato del referendum apre per il Pd: la questione sociale, prima ancora che la ragione sociale, della sinistra”. Roberta Carlini su Internazionale.
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Referendum, quei 5 milioni in più

“Uno degli aspetti più significativi del voto è stato quello della partecipazione – il 65,5% dei cittadini – che ha superato di quasi otto punti quella delle elezioni europee del 2014”. Carlo Clericetti su Sbilanciamoci e Repubblica.
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Neoliberismo e populismo: non c’è altro?

Chris Carlsson per comune-info: “neanche i grandi movimenti, che pure hanno mostrato uno sguardo diverso sul mondo, sembrano rispondere alle attese dei più. In realtà, migliaia di persone ovunque stanno portando il proprio tempo e la propria competenza fuori dal mercato del lavoro, dedicandosi a progetti utili e pratici con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita qui ed ora. No, non possiamo limitarci a guardare il mondo con la lente delle elezioni. c’è un universo enorme, fatto creatività e compassione, cooperazione quotidiana e mutuo soccorso che si ostina a cambiare il mondo”.
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Giovani e nuove droghe

Dalla newsletter di www.minori.it: “Diminuisce, tra gli adolescenti europei, il consumo di alcolici e tabacco, ma crescono l’uso delle nuove droghe (Nps) e le dipendenze comportamentali. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del progetto Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), che ha coinvolto 35 Paesi europei e un totale di 96.043 studenti di 15-16 anni”.
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A volte ritornano: i falsi co.co.co

Manuel Marocco su Lavoce.info: “Il Jobs act ha abrogato la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative introdotta dalla riforma Fornero. Con un risultato paradossale: si riapre la strada alle forme di falso lavoro autonomo che la norma del 2012 aveva contrastato. La questione del salario minimo stabilito per legge”.
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Italiani senza cittadinanza

Da Bologna a Palermo, da Roma a Reggio Emilia i figli di cittadini stranieri scendono in piazza per chiedere che il senato prenda in esame la legge di riforma della cittadinanza che è stata approvata dalla camera un anno fa e che è ferma da mesi.
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Mai così vicini. Uomini e donne a un anno dal Jobs Act

Gli effetti della crisi a un anno dall’entrata in vigore del Jobs Act. Uno sguardo di genere sul mercato del lavoro a partire dagli ultimi dati disponibili.
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I (veri) poveri dimenticati d’Italia

Periodicamente ci viene rammentato che, nonostante la nostra spesa sociale sia tutta sbilanciata sulle pensioni, il 63% delle pensioni non supera i 750 euro e due milioni non raggiungono i 500 euro, ovvero la minima. Un articolo di Chiara Saraceno.
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Reddito di cittadinanza o reddito minimo?

È appena uscito per Il Mulino un nuovo libro su reddito di cittadinanza e reddito minimo, scritto da Stefano Toso. Questa la quarta di copertina: “Il reddito di cittadinanza è l’espressione più autenticamente universale di un welfare state volto a fornire un sostegno economico a tutti, a prescindere dal reddito e dalla disponibilità a lavorare. Un’idea antica, affascinante, ma mai realizzata. Perché? Contrapposto al reddito di cittadinanza è il reddito minimo, un trasferimento destinato alle sole persone indigenti e disponibili a un reinserimento lavorativo. Come funziona nei paesi che lo hanno introdotto? Cosa si sta facendo in Italia?”
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Scuole non sicure

“Le nostre scuole non sono sicure e tutti o quasi ‘facciamo finta che tutto va ben’, come cantava Ombretta Colli. Non prendiamoci in giro: tra i responsabili delle stragi ci siamo anche noi, c’è il nostro debole senso di cittadinanza attiva”. Un articolo di Alex Corlazzoli per Comune-info.
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La rivoluzione di Bernie Sanders

Sanders lancia «Our Revolution», una strategia politica per insediarsi nella società americana e per divenirne una forza culturalmente egemone
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Radio Tre e razzismo

Un bellissimo articolo di Alessandro Leogrande su Lo Straniero: le mutazioni del pubblico di Radio Tre come mutazioni della società. E il tema è, tanto per cambiare, l’immigrazione, cartina di tornasole dei nostri sentimenti più veri.
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Il “caso” Moustaphà: quando la legge produce illegalità

Nel sito del Centro Sociale Arvultùra di Senigallia (An) la storia di Moustaphà, ambulante da spiaggia, “sequestrato” per un cavillo: “Ma davvero in questi tempi tristi di stragi insensate, guerre, migrazioni disperate sono riusciti a convincerci che il nostro nemico principale è l’ultimo della catena sociale, il più povero? Davvero la ragione ci ha abbandonato per lasciare il posto alla ferocia verso chi non ha la forza per difendersi? Davvero pensiamo che il rispetto sacrale di un banale regolamento valga di più che consentire ad un essere umano di continuare ad avere un minimo di dignità? Per di più in un paese dove le leggi vengono imposte con la forza ad alcuni ed invece interpretate per chi conta. Dove corruzione, evasione e grande criminalità la fanno da padrone in ogni settore. Quindi chi è davvero illegale?”.
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Immigrati risorsa

Gli immigrati, “andando oltre la cupa ombra gettata sull’argomento dagli ultimi tragici eventi in Europa, possono essere considerati una risorsa?” Un rapporto di Confindustria, ripreso da Il Sole 24 Ore e presentato lo scorso 22 giugno, riporta che “il contributo della popolazione straniera al Pil nel 2015 è quantificabile nell’8,7% (124 miliardi), quando nel 2008 era del 6,5% (98 miliardi)”.
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Bufale

“Se l’unica democrazia davvero compiuta è una democrazia informata, le notizie false indeboliscono la democrazia: costruiscono paradigmi culturali e creano percezioni che si riflettono nella vita di tutti i giorni, dalla scelta del partito da votare a quella dell’università da frequentare”. Un articolo de Il Sole 24 Ore.
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Creare beni comuni e mondi nuovi

Un bel pezzo su Comune-info: “L’idea dei beni comuni esercita una forte attrattiva sull’immaginario collettivo. Del resto, in ogni angolo del mondo gruppi di persone hanno cominciato a costruire insieme beni comuni: orti urbani, banche del tempo, gruppi di acquisto solidale, monete locali, licenze ‘creative commons’, pratiche di baratto, cucine popolari, esperienze di pesca comunitaria… Creare e difendere beni comuni è più di un argine contro gli assalti neoliberisti alle nostre vite. È la forma embrionale di un modo diverso di vivere, è il seme di una società oltre il mercato e lo stato”.
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La sociologia e la strada

Valerio Marchi, sociologo di strada, moriva dieci anni fa. Dinamo Press gli dedicò uno speciale qualche tempo fa: “Valerio Marchi apparteneva a una sottocultura di strada. Da quella posizione, certamente di nicchia e orgogliosa di esserlo, aveva la capacità nient’affatto scontata di articolare ragionamenti e produrre discorsi che allargavano lo spettro del discorso e proiettavano i reietti della società, quella che lui definiva la teppa, al centro dell’osservazione”.
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Le foto di Diane Arbus

“Travestiti, tatuati, ermafroditi, albini, giganti, nudisti, ‘personaggi per fiabe da adulti’, così Diane Arbus definiva i suoi soggetti. Nelle sue fotografie raccontava la commedia umana, di cui facevano parte non solo quelli che venivano etichettati come freaks (fenomeni da baraccone) ma anche le persone più ordinarie, tutti, senza differenze, colti sotto la lente dello stesso disperato incantesimo”.
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Reportage sulla Patagonia

“Da venticinque anni la famiglia Benetton è il più grande latifondista straniero della Patagonia e dell’Argentina. Ha comprato un territorio immenso, quasi alla fine del mondo, per soli cinquanta milioni di dollari. Non è mai riuscita a comprare, però, la gente che lo abita da secoli. I Mapuche hanno resistito ai conquistadores spagnoli all’esercito argentino deciso ad impadronirsi del ‘deserto’ e oggi resistono al colonialismo di imprese multinazionali insaziabili e decise a impossessarsi della terra e dell’acqua con qualsiasi mezzo, dalla repressione di uno stato compiacente alla manovra ‘culturale’ che tende a considerare gli indigeno gente da museo. Quello dei Mapuche, però, è un popolo che non si lascia imbrogliare né piegare, come dimostra la leggendaria resistenza diventata vittoriosa due anni fa della famiglia di Rosa Nahuelquir e Atilio Curiñanco e quella opposta ancora nei primi giorni di luglio di quest’anno a uno sgombero inaspettato e di inaudita violenza. Un reportage racconta gli ultimi mesi di una lotta che dura da 130 anni”.
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Se il lavoro cresce, perché non ce ne accorgiamo?

Già, perché? Lo racconta Gianpiero Dalla Zuanna su Neodemos.
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Città sostenibili e abitabili

“La Svezia scopre la via sostenibile per uscire dalla crisi. Una città industriale diventa città sostenibile ed esce dalla crisi. Il caso di Malmö, quasi 300mila abitanti, terza città della Svezia”. Da La Stampa.
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Welfare al contrario

Detrazioni e assegni penalizzano le famiglie povere e numerose: “I dati presentati dal presidente dell’Istat, Giorgio Alleva in audizione al Senato: assegni per quattro famiglie su dieci, ma con le detrazioni Irpef ai nuclei più ricchi 1,1 miliardi di euro”
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Biblioteche che riparano

Su Pagina99: “A Bologna la Sala Borsa è un riferimento per i clochard. E ovunque il posto dei libri è anche un rifugio. Dove si sperimentano espedienti e modelli di integrazione”.
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Religione in calo

Marzio Barbagli su Lavoce.info: “La partecipazione religiosa è al livello più basso nella storia del nostro paese, in particolare fra i ventenni. Il processo di secolarizzazione avrà effetti rilevanti su politica e società italiane. Non direttamente sull’esito delle elezioni, ma su decisioni importanti lungo la vita di ciascuno”.
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La scuola “funziona”?

Il Sole24Ore ospita un articolo di Luca Ricolfi sulle difficoltà cognitive degli studenti di oggi e sulle disuguaglianze che ne derivano.
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Competizione

Emilia De Rienzo su www.comune-info.net: “La competizione si estende ben oltre quella economica e il mercato; arriva a plasmare la nostra quotidianità e soggettività senza che ne abbiamo piena coscienza”.
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Mobilità alternativa, in bici

Da Bicizen.it: “A chi vive in una città con colline o pendenze di un certo rilievo e vorrebbe usare la bicicletta, gli sarà senz’altro capitato di sentirsi dire la seguente frase: ‘La nostra città non potrà mai essere ciclabile perché ci sono troppe salite e non è per tutti la bicicletta’”. Una proposta di un gruppo di architetti di Lisbona dimostra che non è così e che si può cambiare prospettiva.
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Un’altra difesa è possibile

Un’altra difesa è possibile è lo slogan della Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta. In occasione del 2 giugno, i movimenti per la Pace e il Disarmo hanno rilanciato la proposta di legge per la difesa civile, non armata e nonviolenta, e chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella di sospendere la parata militare.
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Consumo di droga

Nella sua relazione annuale, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze mette in evidenza “i rischi per la salute dei prodotti di elevata potenza; la continua comparsa di nuove sostanze e il variare dei modelli di consumo di stupefacenti. Esprime altresì preoccupazione per gli aumenti dei decessi per overdose in alcuni paesi e per le minacce poste dai mercati della droga su Internet”. “Questa nuova analisi evidenzia la necessità che l’agenda politica europea in materia di droga contempli un insieme di indicazioni politiche di più ampio raggio e più articolate rispetto al passato”.
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Quale Italia?

E’ uscito il rapporto annuale 2016 dell’Istat. Come al solito, una gran mole di informazioni e chiavi di lettura sul nostro paese.
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Reddito di cittadinanza in Finlandia

“Forse è giunto il momento: il reddito di cittadinanza potrebbe presto essere introdotto in un Paese europeo. In Finlandia ha preso avvio da pochi mesi un percorso di studio che porterà alla sperimentazione di una misura -ancora da definire nei dettagli- di questo tipo. Si tratta di una somma di denaro che viene erogata a tutti i cittadini, a prescindere dal reddito e senza che debbano essere soddisfatte specifiche condizioni di altra natura”. Se ne parla su Altreconomia.
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Vivere online

“Vivere online. Identità, relazioni, conoscenza” è un volume, di Luciano Paccagnella e Agnese Vellar, appena uscito per Il Mulino: “Come cambia la nostra identità quando la prima cosa che gli altri conoscono di noi è il contenuto del nostro profilo sui social network? E come possiamo distinguere la verità, se mai ne esiste una, dallaquantità di notizie infondate, opinioni non provate, disinformazione epropaganda che dilagano in Internet? Quel che è certo è che le forme della nostra presenza online vanno scelte consapevolmente, per valutare l’importanza del capitale sociale rappresentato dai nostri «amici», per decidere criticamente quale peso attribuire a ciò che leggiamo”.

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“Il paese ha bisogno di piccoli atti di coraggio…”

Il link al video e all’intervento di Alessio Grancagnolo, studente della Scuola Superiore di Catania e membro del Coordinamento per la democrazia costituzionale della stessa città, in occasione di una tappa del “tour elettorale”, come lo chiama lui, della ministra Boschi. Da vedere, ascoltare, girare, stampare e diffondere.
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Sostegno al reddito

Elena Granaglia, su Menabò, “analizza una recente proposta francese di riforma dell’assistenza sociale che si caratterizza per un’innovativa combinazione fra elementi d’individualizzazione e non condizionalità propri del reddito di cittadinanza e un’attenzione al contrasto della povertà propria del reddito minimo. La tesi di fondo è che la strada più feconda, nel disegno delle politiche sociali di sostegno al reddito, sia quella della contaminazione fra schemi di reddito di cittadinanza e schemi di reddito minimo”.
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Bonus bebè

Da Lavoce.info: “Torna di attualità il bonus bebè. Ma la misura non favorisce la natalità, è uno strumento contro il rischio povertà delle famiglie con figli. Per garantire alle giovani generazioni le sicurezze di cui hanno bisogno prima di avventurarsi nella genitorialità, servono altri e più stabili interventi”.
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