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Calvino e le lezioni americane

“Trent’anni fa, nelle sue Lezioni americane, Italo Calvino è riuscito a elaborare una sintesi vera ed estrema del suo tempo. L’autore del Barone rampante scriveva che: ‘forse l’inconsistenza non è nelle immagini o nel linguaggio soltanto: è nel mondo’, e in una sola frase descriveva gli anni Ottanta, ma anche, senza saperlo, il nostro Duemila. Calvino non riuscì a completare né a tenere le Lezioni, previste nel ciclo delle Poetry Lectures dell’Università di Harvard, ma le Sei proposte per il prossimo millennio vennero pubblicate postume nel 1988 e rappresentano ancora oggi un prezioso manuale di istruzioni sulle qualità da salvaguardare. Non solo quelle letterarie”.
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Kostadinka Kuneva e i diritti nel lavoro di cura

“Instancabile sindacalista, Kostadinka Kuneva è la prima parlamentare europea ad aver proposto una risoluzione sui diritti di chi lavora nel settore domestico e della cura”
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Lavorare ma essere lo stesso poveri: così l’Italia rischia un nuovo primato negativo

“Lavorare (e guadagnare) ma essere poveri ugualmente. Una categoria che in Italia cresce da anni nel silenzio delle statistiche che mettono insieme tutti: occupati che possono spendere a piacimento e occupati che devono tirare la cinghia. E’ possibile lavorare ed essere poveri allo stesso tempo, almeno secondo la banca dati della Commissione europea che ha recentemente, e per la prima volta, censito i lavoratori con retribuzioni così basse da essere annoverati tra i poveri”
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Un bell’articolo di Giovanni Bitetto sulla scuola di oggi, La scuola è impotente contro la superbia dei genitori, su The Vision: “I ragazzi, forti dell’educazione impartitagli, acquistano una fiducia spropositata nei propri mezzi: ciò li danneggia perché impedisce loro di rapportarsi con la realtà tramite un sano confronto. Allo stesso modo, rischiano di venir messi in crisi dalla prima difficoltà. Parallelamente gli insegnanti, impauriti dalle conseguenze che una condotta autoritaria può avere sul loro lavoro, si limitano a soprassedere quando gli alunni si dimostrano indisciplinati. Si attua così uno scenario illusorio, la parodia della trasmissione di sapere, carente del rapporto di fiducia che ci dovrebbe essere nel processo educativo”.

Valigia Blu conferma di essere proprio un gran bel sito con un articolo di Claudia Torrisi e Andrea Zitelli sulla ricostruzione post-terremoto nel centro Italia, Terremoto Centro Italia. Tutto è fermo, siamo ancora al 24 agosto 2016.

Proviamo a seguire anche il calcio, almeno quello che ribalta: Ultimo uomo pubblica un estratto Cantona. Come è diventato leggenda di Daniele Manusia, edito da add: Eric Cantona ha smesso di giocare a calcio una prima volta a ventiquattro anni, poi una seconda a trenta. Ha preso a calci e pugni un tifoso del Crystal Palace nel gennaio del 1995 ed è stato squalificato per otto mesi. Ha scagliato il pallone su un arbitro che gli aveva fischiato un fallo contro nel 1991. Ha gettato a terra la maglia dell’Olympique Marsiglia durante un’amichevole di beneficenza. Ha dato del sac à merde ad Henri Michel, allenatore della nazionale francese, nel 1988. Eric Cantona ha recitato in una ventina di film e molte pubblicità. Ha fatto un film con Ken Loach. È il direttore sportivo dei New York Cosmos. Dipinge e colleziona quadri da quando ha vent’anni. Ha pubblicato libri di fotografie in bianco e nero. Nel 2010 ha provato a far crollare il sistema bancario invitando tutti a ritirare i propri risparmi il 7 dicembre”.


Cos’è l’effetto “San Matteo”? Un meccanismo iniquo, scrivono Isabella Mingo e Roberta Bracciale su Neodemos,
“secondo cui, nel tempo, le disuguaglianze tendono a perpetuarsi, se non addirittura ad aumentare. Il nome deriva da un versetto del Vangelo di Matteo che dice: ‘Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha’. Insomma, “i ricchi diventano più ricchi e i poveri sempre più poveri”. “La crescente diffusione della società dell’informazione induce a chiedersi se tale meccanismo operi anche nel contesto digitale in Italia. E la risposta è sì, almeno in senso relativo: i gruppi di popolazione che quindici anni fa erano indietro nell’uso internet (come ad esempio anziani, casalinghe e persone con basso livello di istruzione) sono indietro ancora oggi“.

Redattore Sociale parla di Stormi, “il sito di giornalismo a fumetti che racconta le storie di cui nessuno parla“. “Due storie al mese (tre nel primo) di autori emergenti e non, che usano il fumetto per raccontare la realtà. L’idea è di Giacomo Traini e Mattia Ferri ed è legata alla casa editrice BeccoGiallo”. Questo è il loro Chi siamo: “Stormi è una rivista online di graphic journalism antifascista, antisessista, antirazzista ed ecologista ideata da Giacomo Taddeo Traini e Mattia Ferri. Seguendo una filosofia di impegno civile, puntiamo a raccontare la realtà che ci circonda tramite il medium del fumetto, dando spazio a fumettisti emergenti e non, interessati a narrare col proprio volo storie e/o temi d’attualità. Gracchieremo, tuberemo e beccheremo sui vostri schermi per farvi sentire il nostro canto tonante, il canto di Stormi”.

Quasi 6 italiani su 10, specie se donne, hanno pochissimo tempo libero, quello che rimane lo dedicano prevalentemente alla famiglia (46%) e quando praticano un hobby non spendono più di 100 euro al mese (57%)”. Questo ciò che emerge da un rapporto sul tempo libero nel nostro paese, curato dall’Osservatorio mensile Findomestic/Doxa e ripreso da Agi. “Per il 65% degli intervistati il tempo libero rappresenta principalmente un’occasione per rilassarsi e riposarsi. Dopo la famiglia, nella lista delle attività preferite figurano nell’ordine: fare sport (29,1%); guardare la TV (28,8%); leggere (27,6%); navigare su internet o usare i social media (24,7%); stare con gli amici (24,7%); dedicarsi a attività manuali o lavori creativi (17,9%). Tra gli sportivi, il 24,6% va in palestra, il 18,5% ama camminare, il 14,6% si dedica alla corsa e il 12,3% alla bicicletta. Tra gli appassionati del fai-da-te, il 30,6% pratica il giardinaggio, il 21,9% lavora il legno e realizza piccoli interventi di muratura e il 19,6% si interessa al cucito e al lavoro a maglia”.

Molte case (troppe?) sono senza libri. Ne parla Il Libraio: “Stando agli ultimi dati Istat, il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli. Un dato che fa riflettere, tratto dall’ultimo rapporto Istat sulla lettura”. Qui i dati originali dell’Istat.


Di articoli sulle ultime elezioni ne sono usciti davvero tanti. Segnaliamo quello di Marta Fana (di cui abbiamo recensito l’ultimo libro qui) e Giacomo Gabbuti, su Internazionale.it, che mettono insieme alcuni dati per capire il voto dell’Italia del Sud: il reddito di cittadinanza «spiegherebbe la geografia del voto ‘lazzarone’ del sud; parallelamente, il nord produttivo avrebbe votato egoisticamente per la flat tax»; ma questa interpretazione «rimuove in realtà la profonda trasformazione imposta all’Italia dagli ultimi, lunghi decenni di stagnazione e poi crisi». Per rendersi conto di cosa è successo, può essere «utile mettere insieme alcuni numeri, noti e disponibili, ma largamente rimossi dal dibattito pubblico».

Mauro Biani ricorda con questa bella vignetta Fabrizio Frizzi.

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Il sito Le Parole e Le Cose ha ospitato un interessante riflessione di Roberto Frega sulla possibilità di articolare un populismo “di sinistra”. Secondo lo studioso, “pancia e ragione, immediatezza e mediazione, democrazia diretta e democrazia rappresentativa, populismo e liberalismo sono i due volti speculari della democrazia, perché incarnano due dimensioni fondamentali della natura umana e dell’azione collettiva. Visto in questa luce, il populismo è l’ombra della democrazia, nel duplice significato di alter-ego e di inquietante minaccia”. Non “è guardando indietro alle proprie origini – nel socialismo, nel riformismo, nell’Ulivo – che la social-democrazia potrà ritrovare la propria centralità politica, ma solo in una rinnovata rilettura della realtà sociale e politica, e nell’accettazione che nuove dinamiche sociali hanno dato forma e richiedono nuove forme di rappresentanza”; strategie come “il partito della nazione” o un allenza tra le forze populiste “richiedono, entrambe, un ripensamento profondo e radicale del significato del progetto novecentesco della social-democrazia e del concetto stesso di sinistra”. Per quanto riguarda il PD, questo partito, “come avrebbe detto Friederich Nietzsche”, per ritrovarsi “dovrà avere avuto prima il coraggio di perdersi. Ripensare e reintegrare il renzismo dovrà essere la prima, necessaria, tappa di un percorso che sarà lungo e complesso”.

Ancora su Internazionale.it, Angelo Mastrandrea (qui una recensione del suo ultimo libro su ribalta) ha scritto uno splendido reportage sullo spaccio e la droga a Roma, che inizia così: “Fare lo spacciatore a Tor Bella Monaca, quartiere nella periferia est di Roma, è più o meno come lavorare in una fabbrica che produce a ciclo continuo. Si comincia alle otto del mattino e si stacca alle quattro del pomeriggio, quando comincia il secondo turno, che si prolunga fino a mezzanotte. Chi lavora di notte chiude il ciclo delle ventiquattr’ore. Il reclutamento avviene tramite una sorta di caporalato: quando serve uno spacciatore, se ne cerca qualcuno per strada o tra i tossicodipendenti della zona. Il compenso può arrivare a cento euro al giorno, dodici euro e mezzo all’ora. Non sono previsti soldi in più per gli straordinari, né bonus legati alle vendite. Gli incassi totali si misurano in tutt’altre cifre. Al termine di un doppio turno per le strade della periferia romana che, parafrasando una battuta dello scrittore Ermanno Rea sulla gemella napoletana Scampia, viene da definire come ‘la schiuma nera della modernità capitolina’, A. consegna ai caporali-reclutatori 16mila euro”.


Le idee e i numeri della Contromanovra di Sbilanciamoci!

“Cosa servirebbe per farci vivere tutte e tutti meglio? Quali sono gli interventi a cui daremmo priorità se potessimo decidere come impiegare le risorse pubbliche? Sono le domande con cui le 47 organizzazioni della campagna Sbilanciamoci! si confrontano ogni anno in occasione della presentazione e della discussione della Legge di Bilancio dello Stato. Proposta dai Governi in carica, sempre più sotto le direttive e il controllo delle autorità di Bruxelles; discussa in Parlamento in tempi proibitivi e sottratta in questo modo al nostro controllo democratico; la Legge di Bilancio non è un provvedimento di cui dovrebbero occuparsi solo gli addetti ai lavori, perché condiziona (molto) la vita di tutti i cittadini”.
Leggi tutto sul sito di Sbilanciamoci

Vogliamo cambiare l’ordine delle cose

“Se cinquecento persone, in grande maggioranza donne, provenienti da oltre cento città si incontrano per ragionare di migrazioni e per immaginare percorsi comuni nei giorni in cui il razzismo sembra inarrestabile e la campagna elettorale non smette di dettare parole d’ordine e agende, significa che sono ancora molti coloro che rifiutano le gabbie che Stato, circo mediatico e mercato hanno loro assegnato”.
Leggi tutto su comune-info

FORUM low

La vita delle ragazze nigeriane costrette a prostituirsi in Italia

“Centinaia di donne lavorano come prostitute lungo la strada Bonifica del Tronto, una strada provinciale di una decina di chilometri al confine tra Marche e Abruzzo. Negli ultimi anni c’è stato un grande aumento di ragazze provenienti dalla Nigeria. Molte di loro sono vittime di tratta”.
Guarda il video del Guardian sul sito di Internazionale

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Le forme della proprietà: privata, pubblica, collettiva

“Udite, udite! Aggiornate i manuali di diritto, le forme della proprietà si arricchiscono di una nuova fattispecie, non sono più due, ma tre: privata, pubblica e collettiva. Una vera rivoluzione nella cultura giuridica e anche politica”.
Leggi l’articolo di Paolo Cacciari su comune-info

Stop Fiscal Compact

Una petizione “per dire in tante e tanti che il Fiscal Compact va fermato, per riaprire la discussione per l’eliminazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione e per sostenere l’avvio di una Commissione indipendente d’indagine sul debito pubblico italiano che ne verifichi la legittimità”.
Vai al sito della campagna
Leggi l’articolo di Raphael Pepe su italia.attac,org

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Gli agrumi che spiazzano

“Si può, acquistando una cassetta di agrumi (arance, mandarini, pompelmi…) fare una scelta di consapevolezza etica e politica? Sì e lo dimostra lo sbarchissimo che stiamo organizzando con Le Galline Felici, un consorzio di produttori siciliani e calabresi che hanno deciso di mettersi in rete, per la vendita di arance biologiche “senza sfruttamento e con prezzo trasparente”, per offrire un’alternativa di consumo aperta a tutti, nella tutela del lavoro dell’agricoltore e del bracciante, dei trasportatori e dell’ambiente stesso”. Appuntamento il 3 dicembre a Roma, a Scup, in via della stazione Tuscolana, 82 all’interno di EcoSolPop.
Vai al sito dell’evento


Il problema del neoliberismo

In Italia è un dibattito preso poco sul serio, ma nel resto del mondo sempre più economisti sostengono che il neoliberismo – o almeno la sua versione dogmatica – non funzioni.
Leggi l’articolo de Il Post

Questa politica è lontana dai problemi reali del paese

Senza un cambio di rotta, l’ottimismo della classe dirigente sulla crescita rischia solo di creare rabbia soprattutto tra le generazioni più colpite dal declino.
Leggi l’articolo di Mauro Magatti su Corriere.it

I bengalesi vanno picchiati: così Forza Nuova indottrina i ragazzini al razzismo

Una informativa del Ros dei carabinieri alla procura delinea un quadro allarmante. I ragazzi organizzano i ‘bangla tour’ per picchiare gli stranieri.
Leggi tutto su Globalist


Le buche sulle strade e i buchi nel welfare

“Tra le buche sulle strade che, negli ultimi anni, si sono create numerose nelle nostre città e i buchi che si sono aperti nella rete sociale e istituzionale che dovrebbe tutelare le persone e i gruppi più fragili c’è un nesso diretto. L’origine è la stessa”.
Leggi l’articolo di Gianfranco Bettin su Gli Asini

Angela Davis e la maturità di una rivoluzionaria

“Angela Davis ha settantatré anni e nessuna intenzione di abbandonare la lotta politica. L’ha ribadito all’undicesima edizione del Festival di Internazionale a Ferrara, durante l’intervista di Ida Dominijanni al Teatro Comunale. Davanti a più di mille persone che la ascoltavano immerse in un silenzio irreale, ha cercato di riabilitare la necessità, l’attualità e la potenza del “femminismo”, contro l’obiezione secondo cui la (presunta) scarsità dei risultati tangibili dal femminismo storico dovrebbe bastare a dubitare della sua efficacia”.
Leggi l’articolo di Sara Zucchini su Minima&moralia

Una società di bulli

“La struttura della violenza nelle piccole o grandi comunità sembra riprodursi, sempre uguale, nei secoli”.
Leggi l’articolo di Giorgio Fontana su Il Tascabile


Perché cresce il numero dei nuovi italiani

L’alto numero di stranieri che ottengono oggi la cittadinanza italiana è l’effetto diretto dell’alto numero di ingressi che si è verificato tra la fine degli anni Ottanta e il 2008. E sono proprio le politiche restrittive che spingono più immigrati a chiederla.
Leggi l’articolo di Maurizio Ambrosini su La Voce

Bombe all’Arabia Saudita

Nei primi sei mesi del 2017, il valore delle esportazioni di armi prodotte a Cagliari dalla RWM ha sfiorato 30 milioni di euro. Nel frattempo, Montecitorio respinge lo stop all’invio di nuovi ordigni al Paese impegnato nei bombardamenti sullo Yemen.
Leggi tutto su Altreconomia

Anno Uno, appunti dal cratere dei terremoti senza nome

“Eppure le persone resistono. A tutto. C’è un tratto di eroismo nella vicenda di un popolo intero che è stato cacciato di casa dal terremoto e che adesso lotta con tutte le proprie forze per poter tornare a casa. L’apnea della distanza, «la mancanza che è un assedio», la terra che trema, la natura che travolge, la burocrazia che avvolge, le parole parole parole, il lutto e lo sconforto. Soli contro tutti, qui nessuno ha intenzione di mollare. Perché oltre le curve la direzione è sempre la stessa. Una casa a cui tornare”.
Leggi tutto su Lo Stato delle Cose


Un paese in galera

In Italia dal 1990 a oggi i detenuti sono più che raddoppiati. Cos’è successo? Perché molti reati sono diminuiti e l’ossessione per la sicurezza è cresciuta?
Leggi tutto su Internazionale

Perché non c’è nulla di etico nella vita di un vegano

I vegani sono infatti ossessionati dalla parola “etica”. È quella a cui ricorrono quando viene chiesto loro che cosa li abbia spinti a cambiare dieta. È come definiscono loro stessi. Persone con etica
Leggi tutto su The Vision

L’unica certezza è che siamo più precari

La lettura dei dati Istat mostra che l’unica certezza è l’aumento della precarietà, che si conferma un dato strutturale del lavoro in Italia.
Leggi tutto su La Città Futura


L’universo classista delle lezioni private

“Da insegnante di liceo mi capita spesso di partecipare ad assemblee sindacali e politiche, dibattiti e convegni, e ogni volta che pongo il problema delle ripetizioni è come se nominassi un tabù. La maggioranza dei colleghi che ho conosciuto dà ripetizioni; in alcuni casi si tratta di una sorta di doppio lavoro, in altri è diventato – in termini economici e di tempo – il lavoro principale. Eppure il tema delle ripetizioni private non ha interessato nessuna delle proteste che hanno accompagnato la legge Gelmini o quella sulla Buona scuola”. Un articolo di Christian Raimo.
Leggi tutto su Internazionale

The Guardian: perché finora l’Italia è stata risparmiata da attacchi terroristici di massa?

“L’Italia, contrariamente agli altri paesi europei, negli ultimi anni non ha subìto attacchi terroristici di massa legati al radicalismo musulmano. Un articolo di The Guardian analizza le possibili cause: l’abilità e l’esperienza acquisita da polizia e intelligence italiane negli anni di lotta a terrorismo e mafie, certo. Ma anche il fatto che in Italia non è presente un’ampia popolazione di immigrati di seconda generazione, dotati di cittadinanza e passibili di radicalizzarsi. Né enormi periferie di tipo parigino, territori difficili da controllare. I soggetti a rischio di terrorismo sono meno, per lo più non italiani, e quindi più facili da tenere sotto sorveglianza. Un articolo che spinge a riflettere sulla direzione che vogliamo prendere e sulle sue potenziali conseguenze”.
Leggi tutto su vocidallestero.it

Un lavoro povero è davvero “meglio di niente”?

“È, indistintamente, tutto il lavoro ad essere veicolo di cittadinanza? In che modo il reddito non si contrappone al salario, ma anzi, consente di liberare energie e conflittualità per un suo miglioramento? Infine, in che modo il reddito può ribaltare tendenze di lungo periodo che hanno caratterizzato il fallimento delle politiche del lavoro in Italia?”. L’analisi di Marco Marrone e Elena Monticelli.
Leggi tutti su bin-italia.org


L’italia a mano armata

Nel 2016 l’export militare italiano ha registrato un aumento dell’85% rispetto all’anno precedente. Numeri da capogiro, documentati dalla Relazione annuale sul commercio e sulle autorizzazioni all’esportazioni di armi. L’articolo di Giacomo Pellini su Sbilanciamoci.info
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Zuckerberg per il reddito di base

Mark Zuckerberg ha incontrato i laureati di Harvard il 25 maggio e, nel suo discorso, il CEO di Facebook ha sostenuto l’importanza di esplorare un sistema in cui tutte le persone ricevano un reddito di base.
Leggi tutto sul sito del Basic Income Network Italia

Populismi

I movimenti populisti travalicano distinzioni ideologiche per fare appello agli esclusi, di destra e di sinistra. L’articolo di Hamilton Santià per Il Tascabile.
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Come l’estrema destra sta conquistando Google

“Mentre tutta l’attenzione è rivolta alle fake news su Facebook, neofascisti e cospirazionisti stanno imparando a sfruttare al meglio i motori di ricerca. […] Quel che serve è una maggiore consapevolezza e conoscenza delle dinamiche attraverso le quali l’informazione circola in rete; una consapevolezza che consenta a tutti gli utenti del web di comprendere chi ha prodotto cosa e per quale ragione, evitando l’automatismo per cui ‘il primo risultato di Google’ diventa il portatore del verbo a cui tutti fanno affidamento”. Andrea Daniele Signorelli su Motherboard.
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Bianciardi, la protesta dello stile

Luciano Bianciardi (1922-1971), scrittore, giornalista e traduttore fra i più prolifici del Novecento, ha attraversato stili e generi diversi: dal romanzo sperimentale all’inchiesta sociale, dalla divulgazione storica all’articolo di costume. Testimone attento dei radicali cambiamenti del paese, affidò a una naturale vocazione satirico-parodica la rappresentazione della società di massa negli anni del boom, con i suoi nuovi miti e nuovi modelli comportamentali e linguistici. Tuttavia non deve essere relegato al ruolo “minore” del ritrattista di costume. La sua è una scrittura spesso sperimentale, che ha saputo combinare la fruizione apparentemente facile di un linguaggio limpido e referenziale con una sensibilità acutissima per le sfumature stilistiche e per la profondità storica e ideologica della parola. Un libro di Carlo Varotti per Carocci editore.
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Lettera a Matteo Renzi su lavoro e reddito di cittadinanza

“Caro Matteo, so che non leggerai mai questa mia lettera, ma te la scrivo lo stesso nella speranza che qualche ipotetico lettore, incuriosito dall’intestazione, possa decidere di spendere cinque minuti del suo tempo per capire cosa ho da dirti sul lavoro […]”. Una lettera di Alessandro Pertosa a Mattero Renzi.
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Sharing economy, Uber alles

La “sharing economy” ha aperto la strada a una economia basata non sull’innovazione di prodotto ma dei processi organizzativi, mediante la loro disarticolazione e soprattutto l’ulteriore individualizzazione ed esternalizzazione del lavoro. Lelio De Michelis su Sbilanciamoci.
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Donne al servizio non solo della famiglia ma anche dello Stato

Cura dei figli, della famiglia e degli anziani: il ruolo della donna nella società italiana è da sempre concepito in funzione e in virtù degli altri. Per anni il diritto ha negato una soggettività giuridica alla donna in quanto essere autonomo e distinto dalle figure di riferimento, rispetto alle quali acquisiva un mero ruolo di riflesso. È in questa concezione di “rimando” della figura femminile che nel corso del tempo si è costruito tutto l’impianto normativo che definisce il ruolo della donna. Andrea Catizone su HuffingtonPost.
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Rapporti spietati alla Coca-Cola di Nogara

Le cronache dal mondo del lavoro emergono nel racconto quotidiano solo quando si trasformano in tragedia, come quella dell’operaio che si è suicidato a Torino per la troppa fatica. Il disagio collettivo viene ridotto a questione privata. Molto meno raccontati sono i rapporti di forza – spietati per lo più – tra grandi imprese e lavoratori, e che si esprimono spesso attraverso aziende di comodo, il più delle volte appaltatrici di attività funzionali a quella strettamente produttiva. Come nel caso della Coca-Cola di Nogara in provincia di Verona, sede del più grande stabilimento del sud Europa della multinazionale statunitense. Marta Fana e Simone Fana su Internazionale.
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Marine Le Pen e le altre

Sono sempre più le donne a guidare partiti e movimenti di estrema destra, creando un nuovo modello di leadership.
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Accoglienza, il nuovo dossier di Lunaria

Una analisi delle proteste contro la presenza o l’apertura di centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo e alcune possibili strategie di prevenzione. Online il nuovo dossier di Lunaria.
Leggi tutto su Sbilanciamoci

Per un reddito minimo garantito europeo

Le considerazioni del Comitato scientifico del Basic Income Network Italia sul Parere relativo al “pilastro europeo dei diritti sociali” del Comitato economico e sociale europeo.
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