Percorsi

La violenza sul palco

Un pugno nello stomaco
Una rappresentazione tratta da storie vere per portare a teatro le tante pieghe della violenza di genere. Il risultato è "Accanto a te", uno spettacolo che mette tutti alla prova e che ha avuto una genesi del tutto particolare

Giovanni Dozzini*

Una decina di donne e uomini seduti intorno a un tavolo. Soprattutto donne. Donne che lavorano nei Centri antiviolenza di Perugia e Terni, donne che nella loro vita si sono ritrovate in storie di violenza di genere, donne che a vario titolo si occupano di sociale. E poi gli uomini di teatro. Due attori, due maschi. Due drammaturghi. Tutti a parlare, a raccontare, a cercare di trovare una lingua comune per capirsi, per intendersi. Action for Change-Italia è cominciato così.

Alle spalle c’era già stato un percorso lungo. Action for Change è un progetto finanziato dalla Commissione europea a cui partecipano associazioni e soggetti di varia natura distribuiti in mezzo continente. Romania, Ungheria, Inghilterra, Italia. In Italia, e a Perugia, se ne è fatta carico la cooperativa sociale BorgoRete, insieme all’associazione Liberamente Donna, che dal 1998 ha intrapreso un’intensa attività di sostegno e promozione culturale sul tema della violenza di genere il cui esito è stato, nel 2014, l’apertura dei Centri antiviolenza (Cav) di Perugia e Terni.

L’emanazione italiana di Action for Change si è concentrata sul teatro. Teatro sociale, per usare una definizione che forse è pleonastica, perché il teatro in fondo o è sociale o non è, o incide sulle menti e sulle coscienze degli spettatori o non ha ragione di esistere. Qui si trattava di scrivere e allestire uno spettacolo, di inventarlo di sana pianta, coinvolgendo persone – coinvolgendo donne – che avessero esperienze dirette sul tema della violenza di genere. Chi per esserne stata vittima, chi per aver speso negli anni molto del proprio tempo a combatterla, sotto il profilo fattuale, culturale e politico.

La chiamano drammaturgia attiva: ognuno racconta le proprie storie, le condivide con gli altri, le interpreta, le mette in scena, letteralmente. Ciascuna seduta è una prova di scrittura, solo che le parole rimangono sospese, come le vicende che riemergono dalla memoria di tutti. È stato complicato, è stato doloroso. E, a livello emotivo, dispendioso. Il laboratorio è durato mesi, dal cuore dell’inverno all’estate, da febbraio a settembre del 2016, e soprattutto all’inizio qualcuno ha pensato che non ne sarebbe venuto fuori niente di buono. Perché il rapporto tra le donne e i due uomini di teatro – con qualche operatore della cooperativa nel mezzo a fare da cerniera, con una counselor molto capace come Alessia Fabbri a tenere le fila e ad aggiustare le cose – non sempre ha funzionato. C’era da trovare un piano di confronto comune, a partire da quello sul linguaggio, e c’è voluto del tempo. Le operatrici dei Centri antiviolenza hanno dovuto fare lo sforzo maggiore. Perché c’era da ripartire da zero, dalle basi: da come è inaccettabile che un uomo si comporti, e parli, forse anche al di là di quanto il più sensibile e il più progressista degli uomini possa pensare.

Ma poi a un tratto le cose hanno cominciato ad andare per il meglio. E quando i teatranti si sono presi il tempo necessario per mettere nero su bianco tutto ciò che avevano assorbito durante il percorso laboratoriale si è compiuto quello che qualcuno, anzi qualcuna, ha definito un “piccolo miracolo”. Il testo, a cui ha lavorato un terzo drammaturgo, forte di una formazione sul tema degli uomini maltrattanti, è stato infine letto in seduta comune, ed è subito stato riconosciuto come il frutto di un lavoro autenticamente comune. C’è stato il bisogno di correggere, di limare, ma quello che alla fine ne è venuto fuori è un testo rivendicato da tutti. Tutte le operatrici hanno dichiarato di sentirsene autrici a tutti gli effetti.

E così Action for Change è diventato uno spettacolo teatrale intitolato Accanto a te e rappresentato in varie repliche tra il novembre e il dicembre del 2016. Per ora solo in Umbria. In casi come questo, con tutta evidenza, vanno considerati tanto il processo quanto il prodotto. Il processo, a sentire i partecipanti, è stato particolarmente efficace. Ne sono usciti diversi, cambiati, arricchiti, gli uni e gli altri, gli uomini di teatro e le donne. E anche il prodotto, e cioè lo spettacolo, coglie nel segno.

L’obiettivo, dichiarato da tutti, era quello di provocare una qualche forma di turbamento negli spettatori, soprattutto quelli di sesso maschile, di dare l’impressione che nulla, nei propri rapporti, debba essere dato per scontato. Quanto ci è vicina la violenza di genere? Probabilmente più di quanto non siamo orientati a ritenere. Ecco, quest’obiettivo è stato senza dubbio raggiunto. Accanto a te, interpretato da Giulia Romano, attrice di lungo corso che da qualche tempo lavora come operatrice Cav, e Alessandro Sesti, uno dei due teatranti che hanno partecipato al laboratorio (l’altro è il regista Massimiliano Burini), è un pugno nello stomaco. Chi esce dalla sala ha davvero l’impressione di aver assistito alla rappresentazione di dinamiche non così aliene dalla propria esperienza, diretta o indiretta. Il rischio semmai è che chiunque si senta maltrattante, anche impropriamente. Poi però, va da sé, sta alla sensibilità e alla capacità di elaborazione del singolo valutare con equilibrio. Certo non è un compito semplice.

Quanto all’aspetto puramente drammaturgico, narrativo, Accanto a te è parimenti efficace, anche se a tratti sembra di percepire un eccesso di didascalia laddove forse si sarebbe potuto insistere più sull’introspezione. Ma lo spettacolo è buono, e nel complesso è indiscutibile che l’idea di declinare attraverso la drammaturgia attiva il progetto Action for Change sia stata opportuna, azzeccata. Il teatro è indubbiamente capace di modificare nei suoi fruitori la percezione della realtà come e più di ogni altra forma d’arte. In questo caso si è rivelato uno strumento prezioso.

L’associazione Luoghi Comuni, a cui fa riferimento l’omonimo magazine on-ine, ha raccontato il percorso di Action for Change-Italia e di Accanto a te con un breve documentario video e con una pubblicazione cartacea disponibile anche on-line.

*Giornalista e scrittore

Nell'immagine di copertina e in quelle della galleria, il "dietro le quinte" di "Accanto a te". Foto di David Montiel

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