Opinioni

I vaccini e l’entità che ci (s)governa

Se si fosse dotati di buon senso ora si farebbero due cose: 1) si chiuderebbe tutto per il tempo necessario a 2) dedicarsi a una campagna di vaccinazione di massa che non fosse distolta da altro se non dalla produzione e distribuzione di cibo e dalla cura di chi ne ha bisogno. Non si fa né l’uno né l’altro per motivi diversi che portano a una sola ragione. 1) non si può chiudere tutto perché sennò si perdono quote di mercato, dividendi, fatturati e stipendi, variabile subordinata a tutto il resto, questi ultimi; 2) i vaccini sono di proprietà private che non possono essere scalfite neanche con una emergenza planetaria in corso.

La ragione unica che porta a questi esiti sta in un modo di vita (s)governato dalla moltiplicazione del denaro a mezzo di produzione di merci, sostanze senza le quali il sistema va in astinenza e fa danni, esattamente come li fa un tossico in astinenza. Uno dei danni è quello di farsi del male da sé: con una chiusura generalizzata e la contestuale vaccinazione di massa grazie ai brevetti liberati torneremmo alla normalità in poco tempo e l’entità tossica tornerebbe a sua volta a trasformare denaro in merci per farci più denaro e via così. Invece dobbiamo stare aperti, andare in ufficio, continuare ad ammorbarci per lavorare e accontentarci di produttori che elargiscono vaccini col contagocce e stare distanziati dagli affetti, non vederci, tenere i figli a casa; insomma, in definitiva, non consumare come l’entità abbisognerebbe per saziarsi. Entità che a ben vedere è di una ottusità così strabiliante da diventare pericolosa anche per se stessa, oltre che per l’umanità da essa soggiogata.

Il fatto che scrivere queste cose, pure in una situazione da re nudo come quella che stiamo vivendo, suoni come una bestemmia alle orecchie dei cantori dell’entità e a quelle di molti suoi schiavi (spesso le due categorie coincidono), dà la misura dello sprofondo da risalire.

Foto di Zoltàn Fàth da pixabay.com

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