Comunità

Gramsci? Drammaticamente inattuale, ma assolutamente necessario

Riprendiamo uno splendido post dal profilo Facebook del Prof. Angelo D'Orsi, studioso di Gramsci (e di tante altre cose), che ci ha ovviamente autorizzato. Lo facciamo perché condividiamo fino al midollo ciò che scrive e il come ricorda il grande pensatore e politico sardo. E lo facciamo anche per "lanciare", per parte nostra, una bella iniziativa: uno spettacolo nato proprio dalla biografia di D'Orsi dedicata a Gramsci, che si terrà in Sardegna, insieme ad altre iniziative, nei prossimi giorni.

Mi è accaduto di scrivere e dire più volte, in anni recenti, in libri, articoli, interviste, che Antonio Gramsci è drammaticamente inattuale, ma assolutamente necessario. Come potrebbe essere attuale un uomo che invita a ragionare, in un universo politico e intellettuale in cui vince chi la spara più grossa? Che spazio può avere il pensiero dialogico (ma all’interno di determinate coordinate!) in un mondo, a cominciare da quello dei social media, dove la violenza verbale, l’arroganza degli ignoranti, il dileggio del sapiente (e addirittura la minaccia), imperversano? E come guarderebbero a lui, i nostri leader politici che, ammesso lo abbiano sentito nominare, ci direbbero, interrogati in proposito, che “era un comunista” (dunque, in quanto tale da tenere alla larga)? Chi, nel variegato e disastrato mondo della sinistra, oggi, si ispira al suo pensiero? Giorni fa un giovane studente mi ha rivelato, con aria carbonara, di essere entrato in un “Gruppo comunista” e in una riunione ha provato a citare Gramsci, ma è stato zittito con un perentorio: “Era un liberale!”…

Aggiungo che è lontanissimo da noi, Gramsci, per il fondamento etico della sua concezione politica, e per la coerenza del suo agire. Quando vediamo ogni giorno i rappresentanti nei consessi elettivi (dai consigli comunali al parlamento) o di governo (centrale o locale) rimangiarsi promesse, rovesciare le posizioni che avevano usato per arrivare al potere, quando percepiamo nei loro comportamenti politici, una totale assenza di umanità, un disinteresse per la vita degli individui: le vicende delle navi che vagano per giorni e settimane nel Mediterraneo in attesa di un permesso di sbarco sono emblematiche: potrebbe mai essere compatibile con costoro, il “mio” Gramsci?

In un talk show Antonio farebbe pessima figura, con la sua voce fioca, la sua convinzione che occorra mettere in moto il cervello (e un po’ di cuore), per argomentare e persuadere, invece dell’urlo, dell’invettiva, dell’esibizione pagliaccesca (e ne vediamo ogni giorno, anche e soprattutto da parte dei nostri governanti). E come sarebbe accettato un politico che ripetesse (come faceva Gramsci) che soltanto la verità è rivoluzionaria, da parte dei suoi “colleghi” odierni, che mentono professionalmente?

Eppure proprio per tutte tali ragioni (e molte altre) il pensiero, la coerenza, la moralità di Antonio Gramsci ci sarebbero indispensabili per capire dove siamo, come uscire dal pantano, come guadagnare la riva, come ridare vita e anima, spirito e coerenza, forza ed entusiasmo, alla sinistra. Perciò da decenni, lo studio, e ne parlo in conferenze, lezioni, articoli, saggi, volumi. Il mio Gramsci. Una nuova biografia, uscito in occasione dell’80° della morte (1937-2017) e da poco apparso in una nuova edizione riveduta e accresciuta (Feltrinelli), è il mio strumento fondamentale. Un libro per tutti, e per nessuno in particolare. Un libro pensato anche per chi non è studioso/a di mestiere, ma un testo che si dirige anche a chi studia Gramsci professionalmente.

E ora questo volume – il libro di una vita, posso ben dire – è diventato anche uno spettacolo (grazie a una idea di Simone Ricotta, e alla collaborazione di alcuni amici: Riccardo, Rossella, Chiara: loro sono i miei “Commissari del Popolo). Una nuova sfida, impegnativa per me, ma un modo nuovo, credo efficace, per far conoscere – e spero amare – quest’individuo eccezionale: Benedetto Croce, suo avversario teorico e politico, parlò di “reverenza e affetto” che si deve a un uomo così, un uomo che ha tanto da insegnare a tutti. Se qualcuno avesse voglia di ascoltare la sua voce.

Il libro e lo spettacolo da sabato 19 partono in tour nella Sardegna di Gramsci. Due repliche a Ghilarza (19 gennaio) e Ales (21 gennaio), due presentazioni del volume a Sassari (20 gennaio) e a Cagliari (23 gennaio), e una lezione (al Liceo Siotto, di Cagliari, 22 gennaio). Un bel modo per festeggiare il “compleanno” di Nino (che era nato il 22 gennaio 1891).

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Foto di copertina tratta dalla locandina dello spettacolo

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