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Donne

Il fiume rosso che ha detto no
Quella di sabato è stata una giornata speciale, perché le vittime delle violenze hanno deciso di smettere di tacere e dire forte e chiaro che i lutti sono già stati troppi, invadendo Roma

Marina de Ghantuz Cubbe*

Se toccano una toccano tutte. Non importa che l’Italia in questo momento sia o appaia lacerata da questioni politiche. Per le donne sono scese in strada migliaia di persone: ne erano previste 100mila ma secondo la leader di Iodecido erano 200mila. Grande assente la sindaca di Roma: “Raggi brilli per l’assenza” cantavano. Ma le voci si alzavano in coro soprattutto per sentirsi unite e uniti: ragazze e donne di ogni età sono arrivate a Roma da tutta Italia per dire che la violenza maschile non è accettata e che nessuna deve essere lasciata sola; gli uomini che oggi hanno manifestato erano lì per dire, con striscioni o sorrisi, la stessa cosa.

Un corteo che non finiva mai ha attraversato il cuore di Roma, partendo da piazza della Repubblica fino ad arrivare a piazza San Giovanni passando per via Cavour; dalla finestra della loro casa due donne, fiere dei loro capelli bianchi, rivolgendosi alla folla sotto di loro fanno il simbolo della vagina con le mani. Scattano gli applausi. Un attimo dopo però, via Cavour ritorna seria. È percorsa dal dolore e dalla dignità: i centri antiviolenza avanzano uno dopo l’altro e portano alto con i loro striscioni il nome di una donna uccisa da chi diceva di amarla. Anche il sole si inchina e le strade di Roma diventano rosse. Rosse come rosso è il sangue di chi è stata strappata alla vita con violenza, come il rossetto, come il simbolo dell’universo femminile disegnato sui volti delle donne e degli uomini.

La manifestazione si conclude con un’assemblea pubblica e il confronto è continuato dopo sabato con incontri focalizzati sulla costruzione di un piano per contrastare il femminicidio. A partire dagli interventi nelle scuole per insegnare sin da subito la parità di genere.

Oltre all’associazione Dire, ad organizzare una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi anni, sono state la Rete “Io decido” e l’Unione donne d’Italia: organizzazioni che lavorano costantemente e con fatica, che sono presenti sul territorio molto più di quanto non sembri.

In Italia oltre cento donne ogni anno vengono uccise, la maggior parte in casa, la maggior parte dagli uomini che avevano giurato di amarle. Ai femminicidi poi, si aggiungono le violenze domestiche che spesso non vengono neanche denunciate per paura, nella speranza che cambi qualcosa quando invece non cambia niente. E sono quasi 7 milioni le donne che nella loro vita hanno subito almeno una forma di abuso. Ma stavolta nessuna è rimasta chiusa in se stessa a soffrire di una violenza patita; stavolta in testa al corteo c’era la determinazione di dire basta alla violenza e di gridare: “Per le donne morte non basta il lutto, pagherete caro, pagherete tutto”.

*Allieva della scuola di giornalismo radiotelevisivo della Rai

**Articolo pubblicato su www.articolo21.org


Altri articoli di ribalta sulla questione femminile:

Femminicidi. Una questione di maschi
Tiziana e noi. La viltà allo specchio
B&B. E se avessero ragione? 

Rassegna stampa web sulla manifestazione del 26 novembre:

Nonunadimeno.wordpress.com
Perché i telegiornali oscurano la manifestazione delle donne?

Internazionale
Come è andata la manifestazione delle donne a Roma

Comune-info (Lea Melandri)
Il femminismo in una manifestazione

NoiDonne (Tiziana Bartolini)
#NonUnaDiMeno. Un fiume di donne ha manifestato contro la violenza sessista

Dinamopress
“Non una di meno”: una marea per le strade di Roma

Rainews
Roma, ‘Non una di meno”: le donne in piazza contro la violenza

Left (Giulio Cavalli)
Duecentomila donne in piazza. Ma niente

Huffington Post (Francesca Chiavacci)
Ripartiamo da “Non una di meno”, un successo nonostante media e politica

Il Manifesto (Norma Rangeri)
Emozioni di una giornata particolare

Radio Popolare (Chiara Ronzani)
Il femminismo è vivo

Foto di copertina di Marina de Ghantuz Cubbe. Le foto della galleria sono tratte dal sito nonunadimeno.wordpress.com

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