Opinioni

Di padre in figlio. Ma è giusta, l’eredità?

Ci avete mai pensato (anche se magari ne avete ricevuta una) a quanta disuguaglianza crei ottenere un'eredità? In Italia lo diamo per scontato, ma siamo sicuri che sia giusto socialmente veder transitare ricchezze non certo di poco conto da una famiglia ai figli? È "meritocrazia", questa? È qualcosa di "liberale"?

Diciamocelo, uno dei più grandi meccanismi di ingiustizia sta nella riscossione delle eredità. Un meccanismo che non fa che estendere ed approfondire le disuguaglianze esistenti.

Pensiamo, per esempio, alla riscossione di eredità immobiliari. Si tratta di uno spartiacque insormontabile, per molti. Una buona parte di noi giovani riceve una (o più) proprietà in eredità. Questo in alcuni casi garantisce un tetto, in altri un reddito (sotto forma di affitti o vendita), in altri entrambe le cose. Introiti che su molti di noi hanno l’effetto di farci dimenticare dei salari di merda che sempre più spesso ci tocca ricevere. Ecco, in un mondo ideale, questo non accadrebbe.

In un mondo ideale, quando i nostri vecchi passano a miglior vita, lo Stato dovrebbe prendersi tutto (per poi distribuire a tutti, ça va sans dire). Perché:

A. Non c’è nulla di moralmente giusto nel ricevere centinaia di migliaia di euro in eredità quando gli altri nostri simili devono lavorare una decina d’anni per ricevere tale somma (e che comunque non potranno accumulare). Questo punto dovrebbe essere sostenuto, in primis, dai liberali, in nome della meritocrazia che così spesso sbandierano.

B. Permette ai fortunati ereditieri di dimenticarsi dei miseri salari che guadagnano, perché in ogni caso il loro salario reale è relativamente più alto. Quindi 1000, 1200 euro vanno più che bene se non esistono spese per l’affitto o il mutuo. Un perfetto palliativo per la rabbia che altrimenti dovrebbe prenderci ogni volta che, a inizio mese, facciamo il bonifico per pagare le vacanze in Tailandia al nostro padrone di casa.

C. Condanna la maggior parte della popolazione a lavorare dal 30% (se va bene) al 50% in più per avere lo stesso tenore di vita di chi vive in case ereditate. Di fatto, lavoriamo fino al 10 del mese (in alcuni casi fino al 12, 13) solo per pagare gli spritz a chi ha molto meno bisogno di quei soldi di noi.

È vero che in molti casi, e in un contesto di crisi come quello attuale, l’eredità di una proprietà è il salvagente per molti ragazzi che altrimenti non riuscirebbero ad arrivare alla fine del mese. Eppure, le esperienze personali non devono far perdere di vista gli aspetti sistemici.

* Davide Villani è dottorando in Economia alla Open University. Si occupa di struttura produttiva e finanziarizzazione dell’economia.

Foto di copertina di Michael Schwarzenberger da Pixabay

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Un commento su “Di padre in figlio. Ma è giusta, l’eredità?

  1. In un mondo ideale, quando i nostri vecchi passano a miglior vita, lo Stato dovrebbe prendersi tutto (per poi distribuire a tutti, ça va sans dire)… In un “mondo ideale”. Questa volta non sono d’accordo perché forse non riesco a “capire” ed ho davanti lo Stato, il mio “Stato” che giudico quello di “merda” per come permettiamo tutti che guidi…allo sbando.

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