Ribalta, perché?

Cosa siamo, cosa saremo, cosa vi chiediamo

È passato poco più di un anno e mezzo da quando ribalta è entrata in rete. L’abbiamo presentata dicendo che «se dalla tua prospettiva vedi un mondo che va al contrario hai due possibilità: o cominci a camminare sulle braccia per guardare al contrario a tua volta, o provi a mettere le cose nel verso […]



Migranti e luoghi comuni

Ancora sui miti da sfatare

L’invasione dei profughi non esiste; gli stranieri non stanno aumentando, non sono tutti profughi, tutti maschi, tutti africani, tutti musulmani (anzi); gli immigrati non arrivano dai paesi più poveri e non sono i più poveri. Lo dice uno studioso molto ferrato sul tema.


Maschi violenti

Gli alibi e le colpe

Stavolta è stata Noemi, giovanissima stroncata da un giovanissimo. E allora vi esercitate su quant’è difficile l’adolescenza, quanto pericolosa è la droga, quanto rincoglionisce la televisione (e però ne avete una per stanza). Ma ieri sarà stata, che ne so?, Laura, commessa quarantenne; l’altroieri Roberta, disoccupata di venticinque anni; l’altro giorno Monica, cinquantenne bancaria divorziata; […]


Stranieri, rabbia e capri espiatori

Fa allargare le braccia: non si capisce che quello degli stranieri non è il “nostro” problema principale (ammesso che sia un “problema”). Facile fare un elenco: povertà e disuguaglianze economiche; lavoro che manca, iper-precario e eccessivo; evasione fiscale; accesso disuguale alle cure mediche; future pensioni; questioni ambientali; corruzione; inefficienza della pubblica amministrazione; mafie; dissesto idro-geologico […]


L’odio? È reciproco

In questi giorni, e non solo, c’è chi parla di “invasioni barbariche” e del fatto che “noi” stiamo aprendo i confini a orde di persone che poi alla fine non faranno altro che “conquistarci”. Il santone a cui ci si appella, di solito, è Oriana Fallaci. Ma le nostre, di invasioni barbariche, ce le dimentichiamo? Le […]


Migranti

La slavina che rischia di travolgerci

Quando da piccoli ci spiegarono e fecero studiare cosa furono il nazismo, l’olocausto e il fascismo, noi, impressionati e in un’epoca in cui tutto l’orrore che ci raccontavano era più vicino cronologicamente ma assai più lontano come scenario realizzabile rispetto a oggi, ci chiedevamo spaesati come fosse stato possibile tutto quello sotto gli occhi, e […]




La capacità di dire “no”

E costruire la speranza

Oggi viviamo una “crisi della speranza” e non riusciamo a pensare ad un futuro migliore. Un contesto adatto per il radicarsi dei populismi di destra. Occorre fare opposizione e denuncia, ma anche essere capaci di “costruire sogni” e orizzonti per le persone, perché tutti abbiamo bisogno di dare un senso all’esistenza. È per questo che, per Podemos, bisogna arrivare ai vertici della piramide, dove si concentra la maggior parte delle risorse, e pretendere che la ricchezza venga condivisa con tutti.


Mobilità

Il sonno della politica genera morti

Sono centinaia i decessi di pedoni e ciclisti investiti ogni anno. Sintomo della insostenibilità di un modello centrato sulle auto che stanno congestionando sempre più le città. Le soluzioni ci sarebbero, quello che manca è la volontà di attuarle


Il terremoto e l’ombrello largo

Perché un reddito di base nelle zone colpite dal sisma

Basta garantire un “reddito per tutti” a chi è stato colpito dal terremoto? No, certo che non basta. Ma sarebbe un aiuto concreto, una misura di rassicurazione per popolazioni molto provate, un segnale di interesse da parte dello Stato e una possibilità di sperimentare una misura innovativa e radicale, per rilanciare la protezione sociale in Italia.


Inceneritori, cambia il vento

Ma è solo l'inizio

Ugo Carlone Fabrizio Marcucci Prendendo in prestito il titolo del celebre film di Ettore Scola, abbiamo scritto che sabato 25 marzo a Terni è stata «una giornata particolare». A ripensarci però, la particolarità degli accadimenti travalica i confini della seconda città dell’Umbria e assume una rilevanza ben più generale. Perché? Sostanzialmente perché le migliaia di […]



Lavoro e costituzione

In nome della flessibilità

Le modifiche alla carta introdotte dalla riforma oggetto del referendum sono la negazione delle ragioni per cui la costituzione è nata: difendere il lavoro e la sua rappresentanza all’interno delle istituzioni. Tutto a favore della governabilità