La retorica lavorista

Se riuscissimo a mettere in discussione la retorica lavorista faremmo un bel passo avanti. Ma a farlo si rischia la sanzione sociale, tanto che di una tendenza del genere non c’è rappresentanza in Parlamento, nonostante il bisogno che c’è.


L’epica della singletudine

Una generazione che aveva proclamato di voler superare la coppia monogamica tradizionale ora fa l’apologia della vita da single, passata a consumare prodotti culturali (libri, serie tv, ecc.) e a godersi la libertà di… essere ognuno murato nel proprio appartamento (per chi può permetterselo). Siamo giunti a fare l’epica della singletudine, e non stupisce: assemblare una sfilza di soluzioni peggiori dei problemi che erano chiamate a risolvere, il tutto in meno di 20 anni, è un disastro culturale che avrebbe ammazzato dei reduci di guerra


I danni culturali del maggioritario. Le otto vittime

La cultura del maggioritario, in due decenni e mezzo, ha fatto molte vittime: l’idea che la politica sia competizione sulla libertà e sforzo continuo in cui non ci sono riforme “definitive”; la disfatta dei corpi intermedi; il conflitto sociale come presa di consapevolezza; il pensare che fuori dal governo non ci sia nulla per cui valga la pena organizzarsi; il disprezzo delle minoranze e l’idea che perdere le elezioni significhi essere dalla parte sbagliata; il perdono e il senso del limite; e poi, tutti noi, quando ci sentiamo afoni e senza più pensieri né parole per dirli


Cosa significa essere sgomberati

“Immaginate che gli sgomberati siate voi. Pensate alle parole che utilizzereste per spiegare a vostro figlio quanto sta accadendo. Di dovergli spiegare, con le parole degli adulti, che le stanze sistemate e quel cesso accroccato, che nella sua immaginazione di bambino sono comunque una casa, il giorno dopo non ci saranno più. Immaginate anche che il giorno dopo, di dove dormi te, la tua famiglia, i tuoi amici, tuo figlio non frega più niente a nessuno”.






Chi sa e chi non sa, o degli “intellettuali” e le “masse”

Murgia, Raimo, Serra, Cappozzo, etc. etc. In questi giorni si è aperto un piccolo dibattito (chissà quanto seguito, in realtà) sul sapere e sui mestieri, sul lavoro e sul non lavoro, sui calli alle mani e sui libri letti. Insomma, la vecchia questione se “valga di più” aver studiato o saper fare, mettere una parola […]




Ferragni, Salvini, Fusaro, Sfera: perché dettano la linea

Seppur apparentemente diversi, si tratta di quattro personaggi che sono un mix di conservatorismo sociale e di elementi di emancipazione che si sono imposti alcuni decenni fa e sono ormai patrimonio comune. Così rispondono a bisogni, aspirazioni e valori diffusi anche attraverso un’efficace auto-promozione sui social


Raccontare non è poco.

I libri di Di Loreto e Sabini

È possibile scrivere una specie di resoconto della presentazione di due libri da parte di chi di quella presentazione è stato parte attiva? Forse è un po’ irrituale, ma ci proviamo, perché le cose da dire sono molte, e molte di queste sono proprio irrituali. Il contesto: eravamo all’Irish Pub di Terni, al piano di […]


Restituire il senso alle parole

Per non farsi trascinare via

Movimento, reddito di cittadinanza e decrescita sono tre esempi di come significati ed elaborazioni, anche raffinate, rischiano di venire travolti dalla marea che si appropria delle parole del cambiamento per svuotarle della loro sostanza originaria e riverniciarle in maniera che diventino innocue, inconsistenti o, peggio, dannose