La sconfitta di Genova

È stata principalmente l’orizzontalità confederale del movimento ad andare in frantumi quando ha cozzato contro una politica istituzionale che è per la natura con la quale la conosciamo intimamente verticistica e ha così risucchiato i metodi, oltre ai contenuti Hanno scritto in tantissimi sul ventennale di Genova, che senso ha un altro articolo, per di […]



Flavio Insinna e la redistribuzione

Per caso questa sera mi sono imbattuto in un programma di approfondimento politico sulla RAI. Presenti giornalisti, il classico virologo (a cui si chiede di non fare polemica, ma lo si invita in trasmissione, ma vabbé…) e qualche storico volto della TV italiana, tra cui Flavio Insinna. Nel corso della trasmissione viene dato spazio alle […]



Mancate zone rosse, l’imputato è il sistema

L’inchiesta sulla mancata chiusura di Alzano e Nembro, due dei sottovalutati focolai lombardi di covid, è un esempio di clamorosa mistificazione sistemica, come sistemico è il razzismo negli Stati Uniti. La piega distorta che ha preso è stata adottata inconsciamente. Cioè in maniera automatica, spontanea, naturale si direbbe, benché non vi sia alcuna coerenza in […]


Ripartire: quel moto perenne in conflitto con la vita

La morte in agguato determinata dal coronavirus aiuterebbe a definire i contorni. Aiuterebbe. Ma il condizionale è il modo verbale dell’insufficienza. Indica una potenzialità che ha bisogno di una condizione favorevole per trasformarsi in atto. Nel nostro caso manca l’energia per l’innesco. È assorbita da altro: da un moto che si autoalimenta con se stesso […]


Hammamet, l’agonia di un potente

Hammamet non è un film da cui esce un Craxi rivalutato o vittima. È la registrazione della lenta agonia di uno dei leader più potenti d’Italia, rimasto senza potere. Un piccolo mattone per la ricostruzione storica dell’uomo e delle sue vicende (quelle giudiziarie sono ben note).





La politica allo stato gassoso

I protagonisti politici italiani pongono problemi e soluzioni non “solidi”, né tantomeno “liquidi”, ma proprio “gassosi”: intangibili, inafferabili, ripetitivi, noiosi, non avvincenti. Che non toccano la vita reale di donne e uomini. Forse è un problema di livello delle persone e di consistenza dei temi


Il diritto di censura che abbiamo regalato a facebook

La cancellazione delle pagine dei fascisti da parte di facebook fa emergere un problema che ci coinvolge come cittadini: è una corporation privata a decidere cosa ha e cosa non ha diritto di cittadinanza, non sono più gli stati in seguito a un pubblico dibattito. Abbiamo abdicato all’idea di auto-regolarci e ci facciamo regolare da megacorporation private che domani potrebbe cancellare anche noi


La cultura del pesce grande che mangia il piccolo

Da anni i ministri della Cultura varano provvedimenti che sull’altare della valorizzazione dei siti più conosciuti sacrificano il resto dell’immenso patrimonio italiano e la tutela dei beni e del paesaggio. L’ultimo decreto, del 14 agosto scorso, vara un accorpamento di strutture che lungi dal garantire la rete e la salvaguardia dell’autonomia delle strutture rischia di penalizzare ulteriormente quelle minori, spesso presidio di aggregazione e crescita. Per questo il comitato nazionale “Mi Riconosci” ha varato una mobilitazione a partire dal 6 settembre


Perugia e la sicurezza

Il centro storico di Perugia ha problemi annosi e frutto di molte ragioni. Trasformarlo in una distesa di tavolini e sedie e ombrelloni e in un contenitore buono per qualsiasi tipo di attività non funziona. E non funziona nemmeno il “pugno duro”. L’insicurezza, percepita o reale che sia, è prima di tutto conseguenza di squilibri sociali organici. Bisogna puntare sulla partecipazione, sulle manifestazioni culturali di spessore, sulle politiche abitative e sull’incentivo all’associazionismo più sano. Senza pretendere di ambire a una società senza criminalità e degrado e senza speculare sulle paure legittime della gente


La retorica lavorista

Se riuscissimo a mettere in discussione la retorica lavorista faremmo un bel passo avanti. Ma a farlo si rischia la sanzione sociale, tanto che di una tendenza del genere non c’è rappresentanza in Parlamento, nonostante il bisogno che c’è