La politica allo stato gassoso

I protagonisti politici italiani pongono problemi e soluzioni non “solidi”, né tantomeno “liquidi”, ma proprio “gassosi”: intangibili, inafferabili, ripetitivi, noiosi, non avvincenti. Che non toccano la vita reale di donne e uomini. Forse è un problema di livello delle persone e di consistenza dei temi


Il diritto di censura che abbiamo regalato a facebook

La cancellazione delle pagine dei fascisti da parte di facebook fa emergere un problema che ci coinvolge come cittadini: è una corporation privata a decidere cosa ha e cosa non ha diritto di cittadinanza, non sono più gli stati in seguito a un pubblico dibattito. Abbiamo abdicato all’idea di auto-regolarci e ci facciamo regolare da megacorporation private che domani potrebbe cancellare anche noi


La cultura del pesce grande che mangia il piccolo

Da anni i ministri della Cultura varano provvedimenti che sull’altare della valorizzazione dei siti più conosciuti sacrificano il resto dell’immenso patrimonio italiano e la tutela dei beni e del paesaggio. L’ultimo decreto, del 14 agosto scorso, vara un accorpamento di strutture che lungi dal garantire la rete e la salvaguardia dell’autonomia delle strutture rischia di penalizzare ulteriormente quelle minori, spesso presidio di aggregazione e crescita. Per questo il comitato nazionale “Mi Riconosci” ha varato una mobilitazione a partire dal 6 settembre


Perugia e la sicurezza

Il centro storico di Perugia ha problemi annosi e frutto di molte ragioni. Trasformarlo in una distesa di tavolini e sedie e ombrelloni e in un contenitore buono per qualsiasi tipo di attività non funziona. E non funziona nemmeno il “pugno duro”. L’insicurezza, percepita o reale che sia, è prima di tutto conseguenza di squilibri sociali organici. Bisogna puntare sulla partecipazione, sulle manifestazioni culturali di spessore, sulle politiche abitative e sull’incentivo all’associazionismo più sano. Senza pretendere di ambire a una società senza criminalità e degrado e senza speculare sulle paure legittime della gente


La retorica lavorista

Se riuscissimo a mettere in discussione la retorica lavorista faremmo un bel passo avanti. Ma a farlo si rischia la sanzione sociale, tanto che di una tendenza del genere non c’è rappresentanza in Parlamento, nonostante il bisogno che c’è


L’epica della singletudine

Una generazione che aveva proclamato di voler superare la coppia monogamica tradizionale ora fa l’apologia della vita da single, passata a consumare prodotti culturali (libri, serie tv, ecc.) e a godersi la libertà di… essere ognuno murato nel proprio appartamento (per chi può permetterselo). Siamo giunti a fare l’epica della singletudine, e non stupisce: assemblare una sfilza di soluzioni peggiori dei problemi che erano chiamate a risolvere, il tutto in meno di 20 anni, è un disastro culturale che avrebbe ammazzato dei reduci di guerra


I danni culturali del maggioritario. Le otto vittime

La cultura del maggioritario, in due decenni e mezzo, ha fatto molte vittime: l’idea che la politica sia competizione sulla libertà e sforzo continuo in cui non ci sono riforme “definitive”; la disfatta dei corpi intermedi; il conflitto sociale come presa di consapevolezza; il pensare che fuori dal governo non ci sia nulla per cui valga la pena organizzarsi; il disprezzo delle minoranze e l’idea che perdere le elezioni significhi essere dalla parte sbagliata; il perdono e il senso del limite; e poi, tutti noi, quando ci sentiamo afoni e senza più pensieri né parole per dirli


Cosa significa essere sgomberati

“Immaginate che gli sgomberati siate voi. Pensate alle parole che utilizzereste per spiegare a vostro figlio quanto sta accadendo. Di dovergli spiegare, con le parole degli adulti, che le stanze sistemate e quel cesso accroccato, che nella sua immaginazione di bambino sono comunque una casa, il giorno dopo non ci saranno più. Immaginate anche che il giorno dopo, di dove dormi te, la tua famiglia, i tuoi amici, tuo figlio non frega più niente a nessuno”.