Quando il “decoro” viene messo a reddito

“Perché sdraiarsi su una panchina sarebbe indecoroso e incivile? Perché una persona civilizzata non lo farebbe. Perché una persona civilizzata non lo farebbe? Perché è indecoroso e incivile. Tutte le apparenti spiegazioni si alimentano (e quindi si annullano) a vicenda, e il residuo che lasciano è solo la sagoma del noi che si arroga il diritto di scacciare loro, gli altri”. È quello che scrive Wolf Bukowski in “La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro”, di cui pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore Alegre, la parte finale, quella relativa alla “messa a reddito del decoro”.


L’epidemia del gioco d’azzardo. Abbiamo un vaccino?

Il gioco d’azzardo patologico non genera lo stesso allarme delle dipendenze tradizionali. Eppure, ci sono tante persone comuni che, cercando di distaccarsi da preoccupazioni e frustrazioni, si giocano l’intero stipendio su macchinette infernali, veloci, basate solo sul caso, cui si può accedere in ogni momento (ovviamene anche online). Disgregando se stessi e il contesto sociale a cui appartengono.


Il “controllo di vicinato” non ci libera dall’insicurezza. Anzi.

Pensare di risolvere il problema dell’insicurezza puntando sulla collaborazione tra cittadini organizzati e istituzioni non ne rimuove le cause e crea nuovi ambiti di ingovernabilità. Bisogna invece intervenire con politiche pubbliche integrate sul versante del contrasto alle diseguaglianze e dei modelli di sviluppo urbano.


Le reti sociali aiutano. Ma sono disuguali (e di meno)

Perché le reti sociali contano così tanto per il benessere? Che tipo di aiuti ci si può aspettare da chi fa parte delle nostre cerchie? Domande a cui cerca di rispondere il Rapporto annuale 2018 dell’Istat, da cui emergono disuguaglianze anche su questo versante; e il fatto che (a sorpresa?) in Italia le reti di sostegno sono meno presenti rispetto alla media europea.


Rovesciare (per tornaconto) le parole: il “bispensiero”

Il “doublethink” (pensiero doppio o bispensiero) è la capacità di affermare sia la verità che il falso, di essere sia di destra che di sinistra. Molti temi ne stanno subendo l’utilizzo (la flat tax, il reddito di cittadinanza, la cancellazione dei fondi all’editoria) e molti attori politici ne fanno grandissimo uso (su tutti, Donald Trump)


Capire il popolo

Sessanta interviste a persone appartenenti al ceto medio-basso e residenti nei quartieri popolari di quattro città: Cosenza, Firenze, Milano e Roma. Ne è scaturito “Popolo chi?”, volume appena pubblicato da Ediesse. Una ricerca che è una mappa preziosa per capire il popolo al di là delle rappresentazioni mediatiche che lo descrivono senza conoscerlo. Ne pubblichiamo la premessa per gentile concessione degli autori


Reddito per tutti, perché solo per i poveri non basta

Le misure di sostegno al reddito rivolte solo ai poveri (come il Reddito di Cittadinanza) troppo spesso non fanno uscire dalla povertà e non “aboliscono la miseria”. Troppi sono gli individui che ne restano fuori, per diversi e seri motivi. Un “reddito per tutti” risolverebbe questo problema. Alla radice.





L’adulto di Torre Maura

Di Simone, il quindicenne di Torre Maura protagonista del video in cui affronta persone più grandi di lui mostrando molto più buonsenso di loro, hanno parlato in molti. Ma è utile soffermarsi anche sulle parole dell’adulto con cui Simone si è confrontato per capire come la realtà dei sovranisti è virtuale, sganciata dalla vita vera e inutile a risolvere i problemi delle persone vere




Se il mondo torna uomo

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, l’introduzione al libro “Se il mondo torna uomo”, da poco uscito per Alegre. Si tratta di un testo che da un lato mette in evidenza lo stato di salute del movimento femminista, e dall’altro mette in guardia dalle minacce che incombono su quello che viene definito “l’unico grande movimento di liberazione non sconfitto e la cui marcia procede in un senso inverso a quello in cui soffia il vento”.


Si dice populismi, non populismo. E per capirli bisogna cambiare approccio

Si intitola “Populismi, nuove forme di partecipazione e governo dell’economia” il convegno organizzato dall’Università di Perugia che per l’appuntamento di giovedì 28 febbraio ha messo insieme prestigiosi politologi, storici, economisti e giuristi per tentare di capire meglio un fenomeno che, essendo pressoché inedito, va analizzato con strumenti nuovi. Ne abbiamo parlato con Marco Damiani, il ricercatore che coordinerà l’incontro