Film da quarantena: Io e Annie di Woody Allen

Io e Annie (Annie Hall, 1977) è, per ammissione del suo stesso autore, il film della svolta di Woody Allen. Il regista spezza infatti con questa pellicola la sequela dei film caricaturali che hanno come obiettivo primario quello di far ridere, per raccontare il dramma intimo di un uomo e del suo tormentato rapporto con […]




Parasite, il sopra e il sotto della società

Parasite, il film di Bong Joon-ho che ha vinto quattro statuette alla novantaduesima edizione degli Oscar, è la metafora di una lotta di classe sorda, combattuta sulla linea della superficie: sopra i ricchi nelle loro ville sontuose, e sotto chi paga sulla pelle la fatica di vivere. Ed è anche la conferma che il cinema più nuovo arriva da Oriente



Reddito, lavoro e partiti: un dibattito fuori dal tempo

Il Movimento 5 Stelle non è stato in grado di difendere la sua proposta dall’assalto della vulgata anti-fannulloni, il centrosinistra si attarda su modelli superati. L’unica a fare il suo lavoro è la destra, che diventa sempre più estrema e miete consenso mentre fasce di popolazione crescenti non riescono a condurre un’esistenza dignitosa


Qui, ora, in-oltre

I commenti a margine delle elezioni regionali umbre sono forse stati ben più imbarazzanti della campagna elettorale che li ha generati. Riassumendo brevemente: nei giorni del marketing politico la demagogia del nuovo, che bacia crocifissi in cambio di rubli e fomenta disprezzo verso i più deboli in cambio di consenso, si è alternata con ritmica […]


Un’eco imperitura e sgraziata

Questo mondo è solo dei ricchi e dei potenti. I loro desideri si tramutano in realtà. I miei desideri invece, come quelli di chi mi circonda, oltre a non realizzarsi peccano di lesa maestà. Nella vita ci vuole fortuna e se hai la sfortuna, come l’ho avuta io e tanti altri come me, di nascere […]





Migranti e non solo, le cose da fare

Un dialogo come tanti durante una fermata in autogrill. I luoghi comuni basati su fake news, il tentativo di combatterli, il proposito di combatterli per bene, a fondo, studiando di più, parlando meglio e con le persone a cui vanno dette certe cose


Ripartire dai piccoli, fare comunità

Il 18 febbraio è morto don Roberto Sardelli. Si tratta di una figura ricchissima, che è impossibile racchiudere in poche righe. La sua “creazione” più importante è stata probabilmente “Scuola 725”, una struttura per i bambini figli degli emigrati dal sud Italia a Roma che a causa degli scarsi salari non potevano permettersi un’abitazione vera e andavano a vivere nelle baracche a ridosso dell’Acquedotto Felice. I ragazzini nella scuola “ufficiale” venivano emarginati da docenti e compagni a causa della loro provenienza. Don Roberto, nella baracca 725 da cui prese il nome questa scuola “di strada”, offrì loro uno strumento di riscatto a partire dal riconoscimento della propria condizione e dalla costruzione degli strumenti culturali per uscirne. Riproponiamo qui le parole raccolte durante un’uscita pubblica di don Roberto il 6 gennaio 2017 e pubblicate da Comune-info. È un modo per omaggiare una grande figura e per farla conoscere a chi la ignorasse. Ma lo facciamo anche perché pensiamo che quelle parole contengano una validissima indicazione di percorso



Gramsci? Drammaticamente inattuale, ma assolutamente necessario

Riprendiamo uno splendido post dal profilo Facebook del Prof. Angelo D’Orsi, studioso di Gramsci (e di tante altre cose), che ci ha ovviamente autorizzato. Lo facciamo perché condividiamo fino al midollo ciò che scrive e il come ricorda il grande pensatore e politico sardo. E lo facciamo anche per “lanciare”, per parte nostra, una bella iniziativa: uno spettacolo nato proprio dalla biografia di D’Orsi dedicata a Gramsci, che si terrà in Sardegna, insieme ad altre iniziative, nei prossimi giorni.