Insegna Programmazione delle Politiche Sociali allʼUniversità di Perugia. Ha realizzato attività di ricerca per enti pubblici e privati, fondazioni, sindacati e organizzazioni non profit. Risponde a: ugocarlone@ribalta.info.

Articoli di Ugo Carlone

Idee

Come vediamo il futuro. Italiani bloccati nel presente?

Il rapporto con il tempo che passa è disuguale. Sono assai evidenti le differenze sociali e i settori della popolazione che stanno messi peggio: non siamo tutti uguali, non è una novità, e non lo siamo neanche nelle speranze, nel vedere il mondo che ci circonda e nel grado di serenità con cui affrontiamo "il giorno dopo".

Idee

Tutti arrabbiati. Ma ognuno per sé e non insieme

Il sentimento solidale che ci lega insieme si sta sgretolando e sono esplosi i fenomeni di rabbia e rancore. Colpa dell'aumento delle disuguaglianze? Non solo: c'è anche un modo "soggettivo" in cui queste vengono vissute, che non è "né di destra, né di sinistra". Le differenze sociali hanno cambiato natura e si sono moltiplicate e "individualizzate", prendendo la forma della discriminazione. Ognuno vuole essere riconosciuto nella sua singolarità; una rivendicazione legittima, ma molto difficile da soddisfare, anche perché non traducibile in programmi politici comuni

Idee

Reddito per tutti. Combattere la povertà in un nuovo welfare

Pubblichiamo di seguito l'Introduzione al libro "Reddito per tutti. Combattere la povertà in un nuovo welfare", di Ugo Carlone. Un testo frutto di diverse riflessioni fatte all'interno del progetto Ribalta e che ne rispecchia spirito, idee e prospettive. Dalla quarta di copertina: "Abbiamo bisogno di protezione, di un ombrello che ci ripari. Lo stato sociale ha permesso a milioni di individui di risollevarsi dalla miseria e uscire dalla povertà. Ma occorre rilanciare: se si vuole un recupero del welfare, bisogna muoversi come farebbe il cavallo negli scacchi: in avanti e lateralmente, nello stesso tempo. Il reddito per tutti è un passo in avanti, perché espande la protezione in senso realmente universale, e uno laterale, perché non richiede obblighi e contropartite. Basta un cuore che batte".

Idee

Così Pertini ricordava Gramsci. Quando i giganti esistevano

Gramsci è stato "certamente il cervello politico più forte, l'uomo di più vasta cultura che io abbia conosciuto lungo il mio cammino di militante politico". A dirlo fu Sandro Pertini, in una testimonianza degli anni settanta che vale la pena ripercorrere, in questi tempi di nani politici.

Idee

Quanto giocano (d’azzardo) gli italiani?

Secondo i dati dell'Istat, un italiano su tre gioca. Scommettono di più i maschi, chi ha un'età centrale, chi abita al Sud e nei centri urbani più grandi e chi sta peggio come condizione professionale. E molti giovani maschi (che magari non lavorano o lavorano male) giocano a video-poker e slot machine. Insomma, le disuguaglianze contano anche qui.

Idee

La solitudine che pesa. Chi è messo peggio?

Di solitudine non si muore, ma si sta male. George Monbiot ne parla come di una "epidemia": non c'è più il senso di collettività, non ci consideriamo individui che, insieme, cercano di risolvere problemi comuni e pensiamo di essere in lotta con gli altri per superare problemi personali. Abbiamo provato a mettere insieme qualche numero per analizzarla, la solitudine, con una parziale sorpresa.

Idee

Le reti sociali aiutano. Ma sono disuguali (e di meno)

Perché le reti sociali contano così tanto per il benessere? Che tipo di aiuti ci si può aspettare da chi fa parte delle nostre cerchie? Domande a cui cerca di rispondere il Rapporto annuale 2018 dell'Istat, da cui emergono disuguaglianze anche su questo versante; e il fatto che (a sorpresa?) in Italia le reti di sostegno sono meno presenti rispetto alla media europea.

Idee

Reddito per tutti, perché solo per i poveri non basta

Le misure di sostegno al reddito rivolte solo ai poveri (come il Reddito di Cittadinanza) troppo spesso non fanno uscire dalla povertà e non "aboliscono la miseria". Troppi sono gli individui che ne restano fuori, per diversi e seri motivi. Un "reddito per tutti" risolverebbe questo problema. Alla radice.

Opinioni

Il problema non sono “i fascisti”, ma la democrazia

Ha senso vedere il fascismo dappertutto e usare questo termine in maniera indiscriminata? Il problema sono "i fascisti" o le democrazie, che si stanno svuotando?

Idee

La salute mentale è uguale per tutti?

Chi ha un basso livello di istruzione, redditi peggiori, scarsa rete sociale e non lavora rischia parecchio di più di soffrire di depressione o ansia cronica. Intervenire "a monte" e rendere gli individui almeno pari nella possibilità di non stare bene mentalmente significa ridurre le disparità sociali.

Idee

Ha fatto anche cose buone? Le politiche sociali del fascismo

Secondo la vulgata maggioritaria il fascismo in Italia fu all'origine del welfare state. Ma si è trattato di un assistenzialismo mirato a determinati ceti che dette il via alle storture e alle clientele che tuttora ci affliggono piuttosto che segnare il riconoscimento autentico di una cittadinanza sociale universale

Idee

La lezione di Federico Caffè

Federico Caffè è stato un grande economista riformista e un maestro di generazioni intere di studenti. Ci ha lasciato molte lezioni di grande utilità e profondità

Idee

Si dice populismi, non populismo. E per capirli bisogna cambiare approccio

Si intitola “Populismi, nuove forme di partecipazione e governo dell'economia” il convegno organizzato dall’Università di Perugia che per l’appuntamento di giovedì 28 febbraio ha messo insieme prestigiosi politologi, storici, economisti e giuristi per tentare di capire meglio un fenomeno che, essendo pressoché inedito, va analizzato con strumenti nuovi. Ne abbiamo parlato con Marco Damiani, il ricercatore che coordinerà l’incontro

Idee

Le reti sociali “fanno” sicurezza

Cosa rende uno spazio insicuro? Quanto conta nella percezione della sicurezza cosa si è e come si è inseriti in un contesto? Se si può fare riferimento a reti sociali oppure no? Se si sente uno spazio come proprio o ci si sente sradicati? La sicurezza è un insieme di fattori, e attiene alla stessa progettazione delle città, ma viene vista nella sua accezione più superficiale, cioè militare, che è anche la meno efficace per risolvere i problemi, anche se porta consensi a chi ne fa materia di propaganda

Idee

Le persone in concreto, cioè la democrazia

È vero che moltissimi sono a loro agio con i valori di destra, e molti sono proprio fascisti; ma sono tantissimi quelli "attratti da quei partiti perché avvertono che nessun altro ha a cuore i loro problemi". Se fosse disponibile un linguaggio differente, "molte persone potrebbero vivere e affrontare la loro situazione in maniera diversa e unirsi alla lotta progressista". L'analisi di Chantal Mouffe nel suo ultimo libro, "Per un populismo di sinistra".