Insegna Programmazione delle Politiche Sociali allʼUniversità di Perugia. Ha realizzato attività di ricerca per enti pubblici e privati, fondazioni, sindacati e organizzazioni non profit. Risponde a: ugocarlone@ribalta.info.

Articoli di Ugo Carlone

Idee

L’invidia sociale è una brutta bestia

L'invidia sociale prende corpo tra lo scarto tra ciò che si è (e si ha) e ciò che si vorrebbe essere (e avere), paragonandosi agli altri. Uno stato d'animo legato alla frustrazione e all'insoddisfazione, dovute anche a cause economiche ben precise, visto che impoverirsi o non trovare sbocchi non fa certo stare bene. Ma il risentimento per la felicità altrui, percepita spesso come immeritata e accompagnato dal desiderio che l'altro perda qualcosa e si abbassi al proprio livello, ha effetti socialmente deleteri

Opinioni

Hammamet, l’agonia di un potente

Hammamet non è un film da cui esce un Craxi rivalutato o vittima. È la registrazione della lenta agonia di uno dei leader più potenti d'Italia, rimasto senza potere. Un piccolo mattone per la ricostruzione storica dell'uomo e delle sue vicende (quelle giudiziarie sono ben note).

Idee

Non ci sono più le “banche dell’ira” di una volta

Le "banche dell'ira", per Peter Sloterdijk, sono delle "istituzioni" politiche che incanalano e mettono a valore risentimento ed emozioni simili. In passato, questo compito è stato svolto, per esempio, dalla Chiesa, dalla Rivoluzione Francese, dal movimento comunista. Ma oggi? Il populismo è una "banca dell'ira"? O somiglia di più a una di quelle società finanziarie aggressive, che prestano i soldi in due minuti, ma con tassi di interesse stratosferici e che poi ti fanno fallire?

Idee

La mia voce conta? La “gente” trascurata e la sfiducia nella democrazia

Una delle ragioni del successo dei populisti di destra un po' in tutto il mondo è che la politica tradizionale (leggi: i partiti ascrivibili alla cornice liberaldemocratica) e la "gente che conta" sembrano non ascoltare le reali esigenze delle persone. Che siano sordi ai bisogni, alle paure, ai problemi, a quello che succede nella vita quotidiana della maggioranza della gente comune. Non si può certo dire che su questo chi si ribella ai partiti storici abbia torto, anzi. Il problema è il tipo di risposta che si dà a disagi (reali o percepiti, poco importa) vissuti davvero sulla pelle (e nella psiche).

Idee

Come vediamo il futuro. Italiani bloccati nel presente?

Il rapporto con il tempo che passa è disuguale. Sono assai evidenti le differenze sociali e i settori della popolazione che stanno messi peggio: non siamo tutti uguali, non è una novità, e non lo siamo neanche nelle speranze, nel vedere il mondo che ci circonda e nel grado di serenità con cui affrontiamo "il giorno dopo".

Idee

Tutti arrabbiati. Ma ognuno per sé e non insieme

Il sentimento solidale che ci lega insieme si sta sgretolando e sono esplosi i fenomeni di rabbia e rancore. Colpa dell'aumento delle disuguaglianze? Non solo: c'è anche un modo "soggettivo" in cui queste vengono vissute, che non è "né di destra, né di sinistra". Le differenze sociali hanno cambiato natura e si sono moltiplicate e "individualizzate", prendendo la forma della discriminazione. Ognuno vuole essere riconosciuto nella sua singolarità; una rivendicazione legittima, ma molto difficile da soddisfare, anche perché non traducibile in programmi politici comuni

Idee

Reddito per tutti. Combattere la povertà in un nuovo welfare

Pubblichiamo di seguito l'Introduzione al libro "Reddito per tutti. Combattere la povertà in un nuovo welfare", di Ugo Carlone. Un testo frutto di diverse riflessioni fatte all'interno del progetto Ribalta e che ne rispecchia spirito, idee e prospettive. Dalla quarta di copertina: "Abbiamo bisogno di protezione, di un ombrello che ci ripari. Lo stato sociale ha permesso a milioni di individui di risollevarsi dalla miseria e uscire dalla povertà. Ma occorre rilanciare: se si vuole un recupero del welfare, bisogna muoversi come farebbe il cavallo negli scacchi: in avanti e lateralmente, nello stesso tempo. Il reddito per tutti è un passo in avanti, perché espande la protezione in senso realmente universale, e uno laterale, perché non richiede obblighi e contropartite. Basta un cuore che batte".

Idee

Così Pertini ricordava Gramsci. Quando i giganti esistevano

Gramsci è stato "certamente il cervello politico più forte, l'uomo di più vasta cultura che io abbia conosciuto lungo il mio cammino di militante politico". A dirlo fu Sandro Pertini, in una testimonianza degli anni settanta che vale la pena ripercorrere, in questi tempi di nani politici.

Idee

Quanto giocano (d’azzardo) gli italiani?

Secondo i dati dell'Istat, un italiano su tre gioca. Scommettono di più i maschi, chi ha un'età centrale, chi abita al Sud e nei centri urbani più grandi e chi sta peggio come condizione professionale. E molti giovani maschi (che magari non lavorano o lavorano male) giocano a video-poker e slot machine. Insomma, le disuguaglianze contano anche qui.

Idee

La solitudine che pesa. Chi è messo peggio?

Di solitudine non si muore, ma si sta male. George Monbiot ne parla come di una "epidemia": non c'è più il senso di collettività, non ci consideriamo individui che, insieme, cercano di risolvere problemi comuni e pensiamo di essere in lotta con gli altri per superare problemi personali. Abbiamo provato a mettere insieme qualche numero per analizzarla, la solitudine, con una parziale sorpresa.

Idee

Le reti sociali aiutano. Ma sono disuguali (e di meno)

Perché le reti sociali contano così tanto per il benessere? Che tipo di aiuti ci si può aspettare da chi fa parte delle nostre cerchie? Domande a cui cerca di rispondere il Rapporto annuale 2018 dell'Istat, da cui emergono disuguaglianze anche su questo versante; e il fatto che (a sorpresa?) in Italia le reti di sostegno sono meno presenti rispetto alla media europea.

Idee

Reddito per tutti, perché solo per i poveri non basta

Le misure di sostegno al reddito rivolte solo ai poveri (come il Reddito di Cittadinanza) troppo spesso non fanno uscire dalla povertà e non "aboliscono la miseria". Troppi sono gli individui che ne restano fuori, per diversi e seri motivi. Un "reddito per tutti" risolverebbe questo problema. Alla radice.

Idee

La salute mentale è uguale per tutti?

Chi ha un basso livello di istruzione, redditi peggiori, scarsa rete sociale e non lavora rischia parecchio di più di soffrire di depressione o ansia cronica. Intervenire "a monte" e rendere gli individui almeno pari nella possibilità di non stare bene mentalmente significa ridurre le disparità sociali.

Idee

La lezione di Federico Caffè

Federico Caffè è stato un grande economista riformista e un maestro di generazioni intere di studenti. Ci ha lasciato molte lezioni di grande utilità e profondità

Idee

Si dice populismi, non populismo. E per capirli bisogna cambiare approccio

Si intitola “Populismi, nuove forme di partecipazione e governo dell'economia” il convegno organizzato dall’Università di Perugia che per l’appuntamento di giovedì 28 febbraio ha messo insieme prestigiosi politologi, storici, economisti e giuristi per tentare di capire meglio un fenomeno che, essendo pressoché inedito, va analizzato con strumenti nuovi. Ne abbiamo parlato con Marco Damiani, il ricercatore che coordinerà l’incontro