Carlo Rosselli: “Gli italiani sono moralmente pigri”

Carlo Rosselli fu un uomo politico nato a Roma nel 1899 e morto in Francia nel 1937. Antifascista, dopo il delitto Matteotti fondò il foglio clandestino “Non mollare”. Scrisse “Socialismo liberale” (di cui riportiamo un estratto di seguito) al confino di Lipari. Riparò in Francia, dove costituì il movimento “Giustizia e Libertà”, che ebbe un ruolo di primo piano nella resistenza italiana. Combatté nella guerra civile spagnola per i repubblicani. Tornato in Francia a seguito delle ferite riportate, fu assassinato insieme al fratello Nello da un’organizzazione francese di ispirazione fascista, probabilmente su mandato dei servizi segreti italiani dell’epoca.


Oltre il pubblico e il privato: il bene comune

La categoria di bene comune va al di là della distinzione pubblico-privato per riaffermare la gestione partecipativa dei beni che servono al soddisfacimento di diritti fondamentali. Non è solo una questione di proprietà, ma di gestione. Spesso infatti le cose pubbliche subiscono un processo di aziendalizzazione che le snaturano. Un processo che i beni comuni invece prevengono



Perugia, il gazebo che si mangia la storia

A Perugia è stato posizionato un gazebo nel luogo che, tra le altre cose, ispirò Giosuè Carducci. Così è stato occupato un posto che è una sorta di luogo dell’anima per residenti e turisti, e che ha perso la sua natura in onore del commercio. È una metafora che va al di là del luogo e della città coinvolti, che ci dice come gli spazi pubblici si vanno assottigliando sempre più per obbedire a logiche e interessi sempre meno pubblici e comuni



L’incertezza nel futuro in pandemia: come affrontiamo il domani?

La sequenza logica parla chiaro: il futuro è una necessità per l’uomo; ma, da diversi decenni, per molti individui è diventato confuso, incerto e fonte di pericoli, più che di speranza; la crisi del 2008 ha aggravato questo fenomeno; la pandemia sta facendo ingranare un’ulteriore marcia in più. Conseguenza: l’ottimismo sull’avvenire sta diminuendo, dati alla mano. Su questo, le politiche pubbliche possono fare moltissimo.


Mancate zone rosse, l’imputato è il sistema

L’inchiesta sulla mancata chiusura di Alzano e Nembro, due dei sottovalutati focolai lombardi di covid, è un esempio di clamorosa mistificazione sistemica, come sistemico è il razzismo negli Stati Uniti. La piega distorta che ha preso è stata adottata inconsciamente. Cioè in maniera automatica, spontanea, naturale si direbbe, benché non vi sia alcuna coerenza in […]







Piccolo commercio, lockdown e presidi di comunità

Il ricordo di una piccola commerciante di un comune della Toscana può farci riflettere sul ruolo dei centri storici, sulla vivibilità, sugli stili di vita e di consumo. Addirittura sul modello di sviluppo, ora che usciamo (in teoria) dal lockdown. “Si aprono spazi di riflessione”, scrive Cristian Pardossi, “che possono incrociare il destino della rete di piccolo commercio, soprattutto dei generi di prima necessità, che in questi mesi è tornata ad essere un presidio per molte persone che non potevano recarsi al più vicino supermercato”.


Per sostenere il “comun fato”: ripartire, diversamente

“La vita è una lotta, non è una gara”, scrive il Prof. Salvatore Cingari in questa bellissima lettera agli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia: “Se questa traversia potrà far maturare l’idea di ripartire in un altro mondo possibile, essa potrà essere anche un’opportunità per affrontare diversamente la nostra fragilità: non bisogna competere l’un con l’altro, ma – come cantava il Poeta – confederarsi per sostenere il comun fato”.


Pre-recensioni: libri che vorremmo leggere

Coatti e solidarietà dal basso Alberto Prunetti ha tradotto, per Alegre, Chav. Solidarietà coatta, libro di D. Hunter. Dalla quarta di copertina: “Se incontraste oggi D. Hunter potreste scambiarlo per un bibliotecario uscito a fare shopping. Ma un tempo, per gli sbirri, le persone per bene e la stampa lui era un chav, un coatto. […]

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