T.Urb.Azioni, un’opportunità di futuro dalla rigenerazione urbana partecipata

Oggi ci troviamo ad affrontare un’enorme sfida, in parte ironicamente preannunciata da alcuni famosi film di fantascienza, che, senza filtri, come in un paradosso, si è imposta nella nostra quotidianità, trasformando la concezione di vita, di libertà e limiti. Perché allora non partire da qui, da questo momento di crisi sanitaria ed enorme crisi globale, […]


“Raccolti di comunità”: l’agricoltura sociale per un welfare nuovo

Nel 2018 la Regione Umbria ha dato avvio ad un importante percorso di investimenti per sviluppare interventi di innovazione sociale diretti a promuovere nuovi modelli di welfare territoriale e attività imprenditoriali sociali. Il progetto “Raccolti di comunità” nasce all’interno di questa cornice, per rafforzare il ruolo dell’agricoltura sociale nelle sfide e nei cambiamenti. Sfide epocali, […]


Pre-recensioni: libri che vorremmo leggere

Coatti e solidarietà dal basso Alberto Prunetti ha tradotto, per Alegre, Chav. Solidarietà coatta, libro di D. Hunter. Dalla quarta di copertina: “Se incontraste oggi D. Hunter potreste scambiarlo per un bibliotecario uscito a fare shopping. Ma un tempo, per gli sbirri, le persone per bene e la stampa lui era un chav, un coatto. […]

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Idee

Com’era il disagio economico prima del coronavirus

La crisi da pandemia si sta abbattendo soprattutto su coloro che già prima dell’emergenza stavano economicamente male o malissimo. Ecco perché servono misure di sostegno al reddito strutturali e permanenti: se un corpo già debilitato per una malattia viene investito da un’altra, probabilmente più grave, senza essere curato, rischia di non sopravvivere.




La mia voce conta? La “gente” trascurata e la sfiducia nella democrazia

Una delle ragioni del successo dei populisti di destra un po’ in tutto il mondo è che la politica tradizionale (leggi: i partiti ascrivibili alla cornice liberaldemocratica) e la “gente che conta” sembrano non ascoltare le reali esigenze delle persone. Che siano sordi ai bisogni, alle paure, ai problemi, a quello che succede nella vita quotidiana della maggioranza della gente comune. Non si può certo dire che su questo chi si ribella ai partiti storici abbia torto, anzi. Il problema è il tipo di risposta che si dà a disagi (reali o percepiti, poco importa) vissuti davvero sulla pelle (e nella psiche).


Sesso e botte per metterle in riga. Il caporalato subìto dalle donne

Nel suo “Oro rosso”, Stefania Prandi ha riversato il frutto di due anni di una difficile inchiesta condotta tra Spagna, Italia e Marocco che porta alla luce come alle angherie del caporalato classico, nelle campagne in cui si raccolgono fragole e pomodori per le donne si aggiungono molestie e violenze che sono il frutto di una società vittima del patriarcato



Sardine, affinità e divergenze

Qualcuno ha scritto da qualche parte “meglio le sardine che niente”. E ci mancherebbe. Il movimento-geyser che si appresta sabato 23 novembre a riempire la piazza di Perugia dopo quelle di Bologna e di Modena ci restituisce però un gioco di vuoti e di pieni che vale la pena di affrontare. Il vuoto è quello […]


La Fabbrica della puzza e CittàViva

“Abbiamo presidiato il sito notte e giorno. Ci davamo il cambio, qualcuno portava da mangiare, altri leggevano le sentenze e dialogavano. La paura iniziale è scomparsa. Anzi, quella rabbia è stata un carburante per lottare per i nostri diritti”. La storia della “Fabbrica della puzza”, in Campania, e dell’associazione CittàViva che l’ha fatta chiudere


Il diritto di censura che abbiamo regalato a facebook

La cancellazione delle pagine dei fascisti da parte di facebook fa emergere un problema che ci coinvolge come cittadini: è una corporation privata a decidere cosa ha e cosa non ha diritto di cittadinanza, non sono più gli stati in seguito a un pubblico dibattito. Abbiamo abdicato all’idea di auto-regolarci e ci facciamo regolare da megacorporation private che domani potrebbe cancellare anche noi



Roma cerca casa

La situazione abitativa a Roma è drammatica: decine di migliaia di aventi diritto all’alloggio popolare, un centinaio di occupazioni e una cifra indefinibile di senzacasa. Ma qualcosa si può fare: riconvertire a uso abitativo le cubature pubbliche inutilizzate, acquistare edilizia privata invenduta (acquisendola al patrimonio immobiliare pubblico), sostenere l’auto-recupero di spazi abbandonati e, in ultima istanza, ricorrere alla requisizione di edifici privati lasciati intenzionalmente vuoti. Occorrerebbero, ovviamente, volontà politica e investimenti.


La società delle dipendenze

Quando si parla di dipendenze si fa riferimento alle sostanze classiche, invece la nostra è una società che ne crea diverse di dipendenze perché chiede molto, troppo, a chi la abita. Per questo il fenomeno delle droghe è una questione complessa




Popup, un’altra eruzione di colori a Perugia

In via Birago un nuovo spazio ibrido di rigenerazione urbana e comunitaria come ce ne sono tanti altri nel capoluogo dell’Umbria. Tanti, da farne quasi un caso su cui riflettere Andrea in questo articolo non era previsto. Ci entra per una domanda che gli esce dalla bocca dopo che ci hanno presentati: lui è docente […]


Terni e la clinica. I sogni e l’incubo

Ho sempre mal digerito la retorica machista del famo l’acciaio mica la cioccolata, in primo luogo perché una mitopoiesi basata sul testosterone ha molto poco di mitico e collettivo, in secondo luogo perché avrei preferito come appiglio identitario una produzione industriale meno invasiva, una creazione di ricchezza con meno strascichi sulla qualità dell’ambiente e sulla […]



Il Manifesto della cura

Manifesto della cura – Per una politica dell’interdipendenza è un libro pubblicato di recente dalle edizioni Alegre, di cui abbiamo apprezzato molti lavori, e scritto da The Care Collective. La pandemia, come si legge dalla quarta di copertina, “ha svelato la centralità sociale dei lavori di cura: badanti, infermiere, lavoratrici domestiche, fattorini, rider e addetti […]


Il monumento all’umano di Prandelli

La lettera con cui Cesare Prandelli si è dimesso da allenatore della Fiorentina è un monumento all’umano che vale forse la pena di evidenziare e, nel nostro piccolo, di analizzare. Le poche e dense parole messe nero su bianco da Prandelli sono state uno spillo che per un attimo ha bucato la bolla della società […]


Prendetevi cura delle persone e del mondo

Mi trovo nella situazione migliore per leggere (e sperimentare) questo bellissimo libro edito da Alegre: il “Manifesto della cura” scritto a più mani da The Care Collective. La mia sposa è ospedalizzata da quasi due settimane (non per il covid) e io mi prendo cura di mia figlia. Lo facevo anche prima, in un contesto […]



Flavio Insinna e la redistribuzione

Per caso questa sera mi sono imbattuto in un programma di approfondimento politico sulla RAI. Presenti giornalisti, il classico virologo (a cui si chiede di non fare polemica, ma lo si invita in trasmissione, ma vabbé…) e qualche storico volto della TV italiana, tra cui Flavio Insinna. Nel corso della trasmissione viene dato spazio alle […]



Il virus non è democratico

Il mito del “virus democratico” è, appunto, un mito, e non corrisponde alla realtà. È vero che stiamo navigando tutti nello stesso mare, quello del Covid-19, ma le barche con cui lo attraversiamo non sono per niente uguali. L’ultima indagine Eurobarometro ci aiuta a capire come sia stata diversa, tra gli individui, la gestione del primo lockdown e quante differenze ci siano nella preoccupazione per il proprio futuro economico.


Maledetti soldi!

Si dà per scontato che chi è costretto a chiudere un’attività a causa del lockdown abbia diritto a un rimborso, ma se si parla di erogare soldi a chi non ne dispone strutturalmente perché disoccupato, il discorso vira immancabilmente verso l’irrazionale: chi non lavora non ne ha voglia; se non hai soldi è per tua incapacità. Misuriamo tutto in base ai soldi e li neghiamo a chi ne ha davvero bisogno. Curioso, no?


L’incertezza diseguale in lockdown

Un’indagine del Parlamento europeo ha messo in luce che tipo di sensazioni sono prevalse durante il primo lockdown. L’incertezza su tutte, ma anche la frustrazione e l’impotenza, con le donne più penalizzate. I giovani sono i meno speranzosi e i più frustrati. Sei persone su dieci hanno avuto difficoltà finanziarie. Tutto ciò è avvenuto in maniera più pesante nel nostro paese e ovviamente in maniera diseguale tra la popolazione. Che aspettiamo a riprendere in mano (e concretizzare) termini come giustizia sociale, welfare state, redistribuzione?