Pre-recensioni: libri che vorremmo leggere

Coatti e solidarietà dal basso Alberto Prunetti ha tradotto, per Alegre, Chav. Solidarietà coatta, libro di D. Hunter. Dalla quarta di copertina: “Se incontraste oggi D. Hunter potreste scambiarlo per un bibliotecario uscito a fare shopping. Ma un tempo, per gli sbirri, le persone per bene e la stampa lui era un chav, un coatto. […]

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Idee

Com’era il disagio economico prima del coronavirus

La crisi da pandemia si sta abbattendo soprattutto su coloro che già prima dell’emergenza stavano economicamente male o malissimo. Ecco perché servono misure di sostegno al reddito strutturali e permanenti: se un corpo già debilitato per una malattia viene investito da un’altra, probabilmente più grave, senza essere curato, rischia di non sopravvivere.




La mia voce conta? La “gente” trascurata e la sfiducia nella democrazia

Una delle ragioni del successo dei populisti di destra un po’ in tutto il mondo è che la politica tradizionale (leggi: i partiti ascrivibili alla cornice liberaldemocratica) e la “gente che conta” sembrano non ascoltare le reali esigenze delle persone. Che siano sordi ai bisogni, alle paure, ai problemi, a quello che succede nella vita quotidiana della maggioranza della gente comune. Non si può certo dire che su questo chi si ribella ai partiti storici abbia torto, anzi. Il problema è il tipo di risposta che si dà a disagi (reali o percepiti, poco importa) vissuti davvero sulla pelle (e nella psiche).


Sesso e botte per metterle in riga. Il caporalato subìto dalle donne

Nel suo “Oro rosso”, Stefania Prandi ha riversato il frutto di due anni di una difficile inchiesta condotta tra Spagna, Italia e Marocco che porta alla luce come alle angherie del caporalato classico, nelle campagne in cui si raccolgono fragole e pomodori per le donne si aggiungono molestie e violenze che sono il frutto di una società vittima del patriarcato



Sardine, affinità e divergenze

Qualcuno ha scritto da qualche parte “meglio le sardine che niente”. E ci mancherebbe. Il movimento-geyser che si appresta sabato 23 novembre a riempire la piazza di Perugia dopo quelle di Bologna e di Modena ci restituisce però un gioco di vuoti e di pieni che vale la pena di affrontare. Il vuoto è quello […]


La Fabbrica della puzza e CittàViva

“Abbiamo presidiato il sito notte e giorno. Ci davamo il cambio, qualcuno portava da mangiare, altri leggevano le sentenze e dialogavano. La paura iniziale è scomparsa. Anzi, quella rabbia è stata un carburante per lottare per i nostri diritti”. La storia della “Fabbrica della puzza”, in Campania, e dell’associazione CittàViva che l’ha fatta chiudere


Il diritto di censura che abbiamo regalato a facebook

La cancellazione delle pagine dei fascisti da parte di facebook fa emergere un problema che ci coinvolge come cittadini: è una corporation privata a decidere cosa ha e cosa non ha diritto di cittadinanza, non sono più gli stati in seguito a un pubblico dibattito. Abbiamo abdicato all’idea di auto-regolarci e ci facciamo regolare da megacorporation private che domani potrebbe cancellare anche noi



Roma cerca casa

La situazione abitativa a Roma è drammatica: decine di migliaia di aventi diritto all’alloggio popolare, un centinaio di occupazioni e una cifra indefinibile di senzacasa. Ma qualcosa si può fare: riconvertire a uso abitativo le cubature pubbliche inutilizzate, acquistare edilizia privata invenduta (acquisendola al patrimonio immobiliare pubblico), sostenere l’auto-recupero di spazi abbandonati e, in ultima istanza, ricorrere alla requisizione di edifici privati lasciati intenzionalmente vuoti. Occorrerebbero, ovviamente, volontà politica e investimenti.


La società delle dipendenze

Quando si parla di dipendenze si fa riferimento alle sostanze classiche, invece la nostra è una società che ne crea diverse di dipendenze perché chiede molto, troppo, a chi la abita. Per questo il fenomeno delle droghe è una questione complessa






Piccolo commercio, lockdown e presidi di comunità

Il ricordo di una piccola commerciante di un comune della Toscana può farci riflettere sul ruolo dei centri storici, sulla vivibilità, sugli stili di vita e di consumo. Addirittura sul modello di sviluppo, ora che usciamo (in teoria) dal lockdown. “Si aprono spazi di riflessione”, scrive Cristian Pardossi, “che possono incrociare il destino della rete di piccolo commercio, soprattutto dei generi di prima necessità, che in questi mesi è tornata ad essere un presidio per molte persone che non potevano recarsi al più vicino supermercato”.


Per sostenere il “comun fato”: ripartire, diversamente

“La vita è una lotta, non è una gara”, scrive il Prof. Salvatore Cingari in questa bellissima lettera agli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia: “Se questa traversia potrà far maturare l’idea di ripartire in un altro mondo possibile, essa potrà essere anche un’opportunità per affrontare diversamente la nostra fragilità: non bisogna competere l’un con l’altro, ma – come cantava il Poeta – confederarsi per sostenere il comun fato”.



Ripartire: quel moto perenne in conflitto con la vita

La morte in agguato determinata dal coronavirus aiuterebbe a definire i contorni. Aiuterebbe. Ma il condizionale è il modo verbale dell’insufficienza. Indica una potenzialità che ha bisogno di una condizione favorevole per trasformarsi in atto. Nel nostro caso manca l’energia per l’innesco. È assorbita da altro: da un moto che si autoalimenta con se stesso […]


“Un’isola di certezza”. Il reddito per tutti nella pandemia

Da quando è scoppiata la pandemia, si sono moltiplicati articoli e prese di posizione a favore del Reddito di Base Incondizionato, una misura che garantirebbe a tutti risorse sufficienti per vivere dignitosamente, senza nessun obbligo. Visto che ci siamo occupati spesso del tema, in questo articolo cercheremo di dare conto del dibattito in corso. Banalmente, si dice che i rischi vanno trasformati in opportunità: oggi è il caso di dirlo più forte.



L’ideologia del merito a senso unico

In questo anno di coronavirus gli studenti saranno tutti promossi. Qualcuno storce il naso e vorrebbe imporre l’ideologia del merito, che però non viene minimamente applicata alle imprese che usufruiranno degli aiuti del governo, che verranno dati praticamente a pioggia. Un’ideologia a senso unico, che accettiamo senza neanche accorgercene



La bufala dell’aumento dei multati

Titoli di giornali, conferenze stampa, commenti e indignazioni via social per un fenomeno che è inesistente. I dati di Google (a proposito, il colosso privato ci traccia tutti e pubblica gli spostamenti) e quelli del ministero dell’Interno dicono esattamente il contrario. Le persone in Italia rispettano le regole, e più o meno sono solo tra i 3 e i 4 italiani ogni cento di quelli che escono a contravvenire alle regole