Dalla casa delle associazioni allo zafferano di Cascia. In un sito le schede e i contatti per i progetti che chiedono finanziamenti per far rinascere le comunità umbre colpite dal terremoto

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Fabrizio Marcucci

Si può essere solidali in molti modi. E si può rinascere cambiando. Pietro Floris ha scelto di essere solidale rimanendo se stesso, ma modificando, almeno provvisoriamente, una delle cose che aveva contribuito a creare, così da dare il suo apporto alla rinascita di un luogo con ferite profonde come la causa che le ha provocate, che viene dal cuore della terra. Che poi dire luogo è dire niente. Perché a Norcia, Cascia, Castelluccio e nelle decine di frazioni sfigurate dal terremoto che non dà pace da agosto non sono ovviamente solo i luoghi a essere feriti. Le crepe minano la comunità, che si è trovata di colpo amputata oltre che dei requisiti minimi per campare decentemente, di ritrovi, affetti e punti di riferimento sbriciolati da una ventata al contrario, venuta da sotto, irrefrenabile e imprevedibile al tempo stesso.

Allora Floris ha deciso di dare una mano rimanendo se stesso e cambiando qualcosa. Lui è esperto di internet, di gestione di siti. E ha scelto di mettere a disposizione della comunità amputata quello che lui fa per mestiere: gestire in maniera efficace siti internet, appunto. Ha preso www.valnerina.click e l’ha trasformato. Così, quello che era nato come un portale per presentare l’offerta turistica ed enogastonomica di questo pezzo di cuore d’Italia incastonato negli Appennini, ha fatto un passo indietro per farne due avanti, in futuro.

Oggi www.valnerina.click è diventato il portale della solidarietà. Qui si trovano presentati i progetti per restituire alla comunità le fondamenta su cui ricostruire il nuovo. Per ogni progetto, c’è una scheda e sono indicati i contatti per poter acquisire informazioni ulteriori e a cui fare riferimento per le donazioni. Così si può scegliere di donare qualcosa per rimettere in piedi l’ostello Capisterium, o avere informazioni per acquistare on line il prezioso zafferano di Cascia. Prezioso due volte, ora: perché prelibato e perché il suo acquisto “alla fonte” aiuta le tante aziende, la gran parte a conduzione familiare, che traggono reddito dalla coltivazione e commercializzazione dei frutti di questa pianta che ha qui il suo habitat naturale. “La mostra mercato dello zafferano di Cascia per il 2016 è stata annullata per motivi di sicurezza con gravi ripercussioni sull’economia del comprensorio – dice il presidente dell’associazione “Zafferano di Cascia”, Claudio Giampiccolo – Questa è la più importante manifestazione del territorio legata al nostro prodotto e una delle più conosciute a livello nazionale”. E allora se i turisti non possono andare a Cascia, sono i produttori di zafferano malconci quanto si vuole ma niente affatto arresi, che vanno dai turisti. E lo fanno anche per il tramite di www.valnerina.click.

Per consentire alle ferite di rimarginare insomma, non servono solo muratori e calce e cemento, possono essere utili anche un sito internet e un esperto che decide di dare una mano come può, o meglio, come sa fare. E per recuperare l’amputazione di punti di riferimento e affetti e operatività, può essere utile dare spazio all’ambizioso e vitale progetto del Cesvol di Perugia, che ha deciso di raccogliere fondi per la realizzazione di una casa dell’associazionismo con la quale restituire agibilità alle tante realtà la cui attività è salutare per l’intero territorio. “Un centro polivalente da adibire a casa dell’associazionismo, dei gruppi informali, e di tutte le realtà organizzate e non, che insieme vi potranno ritrovare un luogo di rinascita sociale e culturale e di aggregazione, un contesto di relazioni sociali in grado di sostenere e rafforzare l’intento di tutta la cittadinanza di ricreare e ricostruire un senso compiuto di cittadinanza attiva e di progettazione partecipata”, si legge nella scheda con cui si invita a versare un contributo ospitata su www.valnerina.click. Perché appunto, qui la ventata maledetta di fine ottobre non ha intaccato solo i muri.

È un sito di scopo, www.valnerina.click, che terminata la fase dell’emergenza tornerà ad essere quello per cui gli studenti del territorio cui Floris ha fatto da docente l’avevano ideato: uno strumento per potenziare l’attrattività e lo sviluppo della Valnerina. Che oggi è ferita e ha bisogno di aiuto. Di qualsiasi aiuto, dell’aiuto di ognuno come può. Anche di un tecnico del web. E di un sito che modifica provvisoriamente la propria mission per ristabilire condizioni minime di agibilità. Tutto va bene per sanare ferite da cui sì, non esce sangue, ma rischia comunque di evaporare la vita di una comunità.

La fiorita al Pian Grande di Castelluccio di Norcia (Foto tratta dal profilo Flickr di Fabrizio Sciami http://www.fabriziosciami.com/)
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Fabrizio Marcucci
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