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Fa allargare le braccia: non si capisce che quello degli stranieri non è il “nostro” problema principale (ammesso che sia un “problema”). Facile fare un elenco: povertà e disuguaglianze economiche; lavoro che manca, iper-precario e eccessivo; evasione fiscale; accesso disuguale alle cure mediche; future pensioni; questioni ambientali; corruzione; inefficienza della pubblica amministrazione; mafie; dissesto idro-geologico e conseguenze di terremoti e altre calamità; dispersione scolastica, disparità nei livelli di istruzione e qualità della scuola e dell’Università; fuga dei cervelli e dei non cervelli; tagli alla spesa pubblica. E si potrebbe ovviamente continuare.

Cos’è che influisce negativamente di più, che ha più ricadute reali sulla nostra vita, il fatto di “non sentire più parlare italiano” nelle strade o la corruzione? Il vedere persone che pregano inginocchiate o il consumo di suolo? Il dire di sì o no a neri che chiedono spicci o non avere il contratto di lavoro rinnovato? Sentire un odore (per noi) sgradevole nel pianerottolo o sapere che il nostro Comune va in default? La presenza di una roulotte di rom o una pensione da fame tra 20 anni?

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Ah già, la criminalità. “Gli immigrati compiono più delitti degli italiani”. La questione è molto complessa, ma, alla fine, e al di là di tutto, cosa cambia, realmente, per chi subisce il reato o per chi ne ha timore, se chi stupra o ruba o spaccia è bianco o nero, alto o basso, juventino o interista? Ah vero, il terrorismo. Ma non c’è, più o meno, sempre stato, ultimamente? E fatto da bianchi ariani: rosso e nero; nazionalista-separatista; mafioso. E sì, ora islamico. Prima però, che pensavamo, che gli irlandesi o i baschi o i giovani degli anni settanta erano tutti terroristi?

Eccolo allora, un altro problema: la necessità di trovare capri espiatori. Persone da mettere all’indice, obiettivi su cui riversare rabbia, frustrazione, intolleranza, sfighe, paure. Ottimi bersagli sono la kasta (così, in generale), le multinazionali (così, in generale), l’Europa (così, in generale). Ma gli stranieri (così, in generale)… sono insuperabili!

Proprio un bel piattone, ricchissimo e succulento: quasi come gli ebrei.

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Foto di copertina: C. Jongen, Capro espiatorio - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30849581
Ugo Carlone
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