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Il 2 agosto del 1980 esplodeva quella maledetta bomba, a Bologna. I ternani sono dolorosamente legati alla data anche perché, tra gli 85 che se ne sono andati, c’era anche Sergio Secci, ventiquattrenne che stava consacrando la sua vita al teatro. Secci: un cognome, che, in città, ricorda anche tante altre cose e altri personaggi importanti. Ma questa è un’altra storia.
Lucilla Galeazzi ha dedicato a quella giovane vita una splendida canzone, di cui riportiamo lo struggente testo di seguito. È il nostro modo per ricordare e ricordarci di quello che conta davvero nelle nostre esistenze.

Per Sergio
Lucilla Galeazzi

Perché il vento oramai
non ti sfiora più i capelli
per i tuoi occhi belli
per te amico canterò.

Per i tuoi giorni spezzati
nel bel mezzo della vita
per i tuoi figli non nati
per te Sergio canterò.

Canterò…. canterò… canterò
anche con la gola stretta
dalla pena canterò
perché il canto è una carezza
e con la voce… t’accarezzerò.

Per il tuo parlare allegro
per la tua pelle leggera
con la mia voce sincera
per te amico canterò.

Per il sole che hai cercato
ch’era anche il sole mio
ma il fantasma del teatro
era un assassino.

Canterò…. canterò… canterò
anche con la gola stretta
dalla pena canterò
perché il canto è una carezza
e con la voce… t’accarezzerò.

Contro quelle mani cieche
contro quella bomba nera
che ha svuotato vite piene
d’ansia di primavera.

Canterò… canterò… canterò. [Per ascoltare la canzone, clicca qui]

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