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È passato poco più di un anno e mezzo da quando ribalta è entrata in rete. L’abbiamo presentata dicendo che «se dalla tua prospettiva vedi un mondo che va al contrario hai due possibilità: o cominci a camminare sulle braccia per guardare al contrario a tua volta, o provi a mettere le cose nel verso che a te pare giusto». Ribalta è il tentativo di mettere le cose nel verso che a noi, e non solo a noi speriamo, pare giusto.

In questi mesi sono successe diverse cose, che dicono di come ribalta è un animale strano, difficile da classificare, che tiene peraltro alla sua diversità, vista la paurosa normalità che c’è in giro, e visto che clonare altre esperienze non avrebbe avuto alcun senso. Abbiamo cominciato a organizzare incontri con autori per presentazioni di libri, che proseguiranno anche nell’immediato futuro. E poco meno di un mese fa, ribalta ha cominciato a prendere, ogni giovedì dalle 17 alle 18 su Radio Galileo, le sembianze di una trasmissione radiofonica, di cui il venerdì viene caricato il podcast nel sito.

Incontri con autori, trasmissione radiofonica, e, ovviamente, parola scritta, sono solo alcune delle forme che continuerà a prendere questo camaleonte che rimane se stesso nella sua diversità, ma è sempre alla ricerca del modo più efficace per comunicare l’esigenza di alternative in ogni campo: welfare, ambiente, lavoro, arte, organizzazione delle città, informazione e quant’altro. Il progetto che sorregge questi primi passi di questo strano animale è assai più ampio e ambizioso di quanto si è visto finora, forse addirittura velleitario, ma ribalta è convinta che senza uno sguardo ampio, senza tentare l’impossibile, ci si condanna alla riproduzione dell’esistente, cioè all’immobilità, alla conservazione. Ribalta è già essa stessa la testimonianza di altro: non inseguiamo le notizie né i clic. Piuttosto tentiamo di presentare buone pratiche e di capire quello che ci succede intorno, e quando pensiamo di essere riusciti a coglierne un pezzetto, proviamo a comunicarlo a chi vuole leggere o ascoltare; anche in maniera lunga e articolata, poiché riteniamo che il semplicismo e la velocità estenuante siano tra le malattie di questi tempi.

Le cose che avete visto finora però, sono solo una parte di quello che ribalta vorrebbe fare. Per raccontare le alternative già esistenti, per comunicare che le alternative sono necessarie altrimenti ci si auto-condanna a subire le scelte di altri – di quelli che fanno in modo che nulla cambi perché stanno sopra, e per loro questo è il migliore dei mondi possibili – occorrono mezzi, risorse, energie. Per questo, stiamo cercando la strada più opportuna per garantire allo strano animale un’esistenza dignitosa. Quando l’avremo individuata, vi daremo conto di quello che tenteremo di fare, anche perché crediamo di aver bisogno di una mano da voi, se vorrete darcela, per dare a voi stessi e a noi la chance di un contenitore che proponga altro da quello che normalmente si legge, si sente e si vede in giro.

Per il momento, vi chiediamo un po’ di cose che costano poco, se vorrete darcele. Parlare con noi, dirci cosa pensate di ribalta, cosa vorreste che non avete ancora visto e cosa non vorreste di quello che avete già visto. Condividere i contenuti che proponiamo quando vi piacciono (a cominciare da questo che state leggendo): farli conoscere a chi vi sta più vicino o a chi pensate possano interessare, comunicargli l’esistenza di questo strano animale per irrobustirlo e garantirgli maggiore agibilità.

Noi abbiamo un’idea abbastanza precisa di cosa è, e speriamo sarà, ribalta. Ma ciò non esclude che abbiamo bisogno di sapere da voi che ci seguite cosa pensate per migliorarci e svolgere meglio la nostra funzione. Anzi, di più. Ribalta non vive senza sapere cosa pensa di lei chi le sta intorno, se non viene incalzata, consigliata, anche criticata; perderebbe il suo senso. Vi aspettiamo, ne abbiamo bisogno.

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Ribalta
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