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Qui a ribalta stiamo riflettendo molto sulle modalità per irrobustire la nostra proposta. Nella nostra presentazione spiegammo di aver dato vita a questo strumento perché dalla nostra prospettiva vediamo un mondo che va al contrario, e questo è un tentativo per rimettere le cose nel verso giusto. Cioè dare, nel nostro piccolo, spazio a pratiche, idee, persone che normalmente, in questo mondo al contrario, quello spazio non ce l’hanno.

Per il momento di ribalta avete visto solo una parte: la parola scritta veicolata attraverso il web che ci consente di arrivare a una discreta platea di persone senza sforzi economici eccessivamente gravosi. Ma questo è un progetto che già al suo nascere ambiva a toccare diversi tasti per tentare di “ribaltare” il punto di vista e testimoniare che quello che appare normale – o meno peggio, o addirittura meglio – spesso lo è solo per la forza consuetudinaria di cui dispone, perché il racconto dominante lo dipinge come tale; e non perché, in effetti, rispetta l’interesse pubblico ed è davvero migliore, normale, o meno peggio. Ci sono alternative possibili. Qui e ora. E ribalta esiste per dimostrarlo.

Di idee ne stiamo elaborando diverse, e man mano che come speriamo prenderanno forma ve le illustreremo e, anzi, vi chiameremo a giudicarle, a darci consigli, e magari anche una mano. Perché l’editoria indipendente è una strada in salita, ma è l’unica percorribile se non vogliamo condannarci al fast food dell’informazione governato da chi ha ricchezza e mezzi tali da poter spacciare il proprio interesse per quello pubblico.

Oggi, a poco più di un anno dalla nostra nascita, diamo il via a quelli che chiamiamo “gli incontri di ribalta”. Lo facciamo con due appuntamenti che si terranno entrambi a Terni, la seconda città dell’Umbria. Altri ne abbiamo in cantiere, da tenersi in altre città.

Il primo appuntamento l’abbiamo organizzato con “Il Pettirosso”, associazione ternana con cui coltiviamo affinità. Si svolgerà venerdì 26 maggio alle 18 presso la Siviera, in via Carrara 2. Si tratta della presentazione del libro edito da Donzelli “La sinistra radicale in Europa”, scritto da Marco Damiani, docente all’università di Perugia. Oltre alla presenza dell’autore, ci saranno contributi audio e video di Pedro Antonio Honrubia Hurtado, di Podemos; di Cristophe Ventura, del Front de Gauche francese; e di Paola Giaculli, della Linke tedesca. Perché questa scelta? Perché al di là delle contingenze e della sua vita turbolenta e accidentata, la sinistra radicale in Europa ci sembra la parte politica che, tra mille contraddizioni, si pone oggi in un’ottica di trasformazione delle storture di questo mondo al contrario.

Il secondo appuntamento avrà luogo mercoledì 31 maggio, alle 17, presso la biblioteca comunale. Incontreremo Stefano Anastasia, presidente onorario di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, garante dei detenuti dell’Umbria e autore insieme ad altri di “Abolire il carcere”, volume edito da Chiarelettere. Anche qui: perché? Perché nonostante la parola garantismo abbia subito negli ultimi vent’anni anni una torsione che la fa apparire come un privilegio dei potenti, di garantismo in Italia, come altrove, c’è assoluto bisogno. Di garantismo che sia valido per tutti, però. A partire dai più deboli, che sono i più danneggiati da detenzioni e pene che, piuttosto che riabilitare socialmente, sono criminogene, nel senso che rendono le persone peggiori di quanto erano prima prima di entrare in carcere. Questo danneggia la società nel suo complesso, che vede uscire dalle prigioni individui incarogniti invece che recuperati e spesso pronti a tornare a delinquere perché con niente da perdere. Eppure, nel mondo che va al contrario, il carcere è sempre più richiesto, agitato come minaccia e schiacciato nella sua dimensione punitiva che annulla quella del recupero.

Chiediamo caldamente a chi potrà esserci, e ai ternani che ci seguono in particolare, di sfruttare l’occasione dei due incontri che abbiamo organizzato per venire a conoscerci, o per chi ci conosce già di venire a salutarci e, perché no?, portare un contributo. Anche il condividere questo invito può darci una grossa mano. Ribalta non esiste se non in mezzo a una rete di persone che vogliano ribaltare.

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Ribalta
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