Percorsi

“Fa’ la cosa giusta!”

Il mondo nuovo
Una tre giorni atipica, dove si incontra chi produce e chi cerca sostenibilità. Dall'abitare al vestire al mangiare. Le alternative possibili qui e ora in mostra con un ricco programma di eventi

Fabrizio Marcucci

Non una fiera. Non un evento culturale. Ci sono da mescolare diverse cose per immaginare cos’è “Fa’ la cosa giusta!”. Così come servono diversi ingredienti per pensare un mondo nuovo e diverso, dove la sostenibilità scalzi lo sfruttamento; la salubrità il profitto a tutti i costi; e dove le persone vengano prima dei soldi. Non solo una fiera, dunque; non solo un evento culturale. Ma tante cose messe insieme e anche diversissime l’una dall’altra perché in un mondo nuovo e diverso ci stanno dentro bambini e adulti, curiosi e tecnici alla ricerca di nuove soluzioni; un mondo nuovo, diverso e sostenibile deve fare i conti con il vestirsi e il costruire, il produrre e il consumare, il viaggiare e il mangiare e il bere, l’educare e l’oziare, anche. Un mondo nuovo e diverso va immaginato, perché “il futuro è di chi lo fa”, come recita il claim della manifestazione. E se il futuro lo vuoi diverso, come lo vogliono gli organizzatori e i fruitori di “Fa’ la cosa giusta!”, devi avere una buona dose di fantasia e di immaginazione, oltre che di pragmatismo. Di certo, non ti basi sul già visto e sul già fatto.

Non una fiera, allora. Non un evento culturale. Piuttosto un’esperienza “che ci sforziamo ogni volta di rendere alla portata di tutti, in modo che si possa stare qua dentro una giornata intera e imparare, divertirsi, mangiare, acquistare, conoscere”, dice Nicoletta Gasbarrone mentre intorno a noi si muovono mezzi e operai immersi nel montaggio degli stand. È la vigilia dell’apertura dell’edizione di “Fa’ la cosa giusta!” del centro Italia, ospitata anche quest’anno nei padiglioni di Umbriafiere a Bastia Umbra e visitabile fino a domenica 2 ottobre. Un’edizione germogliata da Milano, dove “Fa la cosa giusta!” è nata e si svolge tutte le primavere dal 2004 grazie alla volontà di una casa editrice piccola e tenace come “Terre di mezzo”. Un’edizione che in Umbria è arrivata grazie alla volontà di Nicoletta e del gruppo di professionisti che si sono raccolti intorno a lei e che quest’anno celebra la sua terza volta. Un’edizione che fa tesoro delle buone pratiche della casa madre lombarda, ma che qui in Umbria ha un suo comitato promotore locale costituito da una miriade di realtà che provvedono a far sì che “questo territorio si racconti – dice Nicoletta – che le esperienze innovative maturate in questo pezzo di Italia qui possano avere l’agio di manifestarsi”. Non a caso gli espositori – 250, in crescita rispetto alle passate edizioni, tanto che quest’anno la fiera raddoppia rispetto alle passate edizioni, occupando due padiglioni – provengono in gran parte dalle regioni del Centro.

Perché “Fa la cosa giusta!” non è solo una fiera? E perché non è solo un evento culturale? “Perché se fai della sostenibilità la tua stella polare – spiega Gasbarrone – devi inventarti qualcosa di diverso, che innanzitutto sia alla portata di tutti”. E allora gli stand espositivi di cosmesi naturale e bioarchitettura, di street food biologico e di abitare sostenibile, di abbigliamento e di commercio equo e solidale – per citare alcune delle aree tematiche – si fondono con le piazzette all’interno delle quali si parlerà dei temi più vari: dalle ricette per uscire dalla crisi, all’alimentazione vegan, all’agricoltura biologica. Le pagine del programma di eventi culturali, tutti gratuiti, sono più di trenta e ci sarà spazio anche per seminari dedicati ad esperti e laboratori per i più piccini, a conferma della vocazione omnicomprensiva di “Fa la cosa giusta!”. Alcuni degli espositori saranno essi stessi protagonisti di seminari, a conferma della vocazione non aridamente mercantile di “Fa la cosa giusta!” e di chi la frequenta. “Abbiamo previsto anche spazi relax – aggiunge Gasbarrone – perché è inutile che parli di sostenibilità e poi fai stressare la gente in mezzo al caos”. A chi entrerà nei padiglioni verrà offerta una borraccia da riempire con acqua rigorosamente di rubinetto che sgorga dalle fontanelle disseminate lungo i percorsi, e inoltre “ci saranno studenti che presidieranno le aree di raccolta dei rifiuti che verranno pesati, così alla fine sapremo quanto materiale avremo riciclato e quanto compost prodotto”, sempre a proposito di sostenibilità.

Non una fiera, dunque. Non un evento culturale. Piuttosto uno spicchio di mondo nuovo; o uno specchio in cui vedere il possibile mondo nuovo. Un mondo che ha, deve avere, nel suo Dna l’essere alla portata di tutti. Come “Fa la cosa giusta!”, pensata per essere fruibile da chiunque: dal bimbo all’ingegnere esperto di fitodepurazione. “Abbiamo passato troppo tempo sotto il cliché imperante che certe cose sono o per ricchi o per fricchettoni – dice Gasbarrone – gli espositori e gli eventi della nostra iniziativa dimostrano il contrario: che ci sono cose fattibili qui e ora per cambiare da subito. Tutti. O almeno, chi vuole. Certo, un paio di scarpe non puoi pagarle 10 euro, perché se è così significa che chi le ha prodotte è stato sfruttato. Però pagandole di più eviti lo sfruttamento e magari compri anche un oggetto che dura di più e che non diventerà subito rifiuto”. Anche questo è sostenibilità, che, appunto, non è appannaggio dei ricchi o dei fricchettoni, ma è per tutti. Altrimenti non è. Con buona pace dei cliché.

L'edizione 2015 di "Fa' la cosa giusta!" (foto dalla pagina facebook della manifestazione)

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