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Amo leggere, leggo molto. Pochi libri nella mia vita hanno lasciato il segno come “Il gioco dei regni”, di Clara Sereni. Lo lessi alla sua uscita, nel 1993, ormai 25 anni fa. Eppure ricordo le parole, i pensieri, le lacrime e i sorrisi. Ricordo le vite intense e cariche di storia che scorrevano in quelle pagine. Emilio, Xenia, le loro famiglie, le loro “figliette”, tra cui Clara, i rischi e il coraggio di vite rivoluzionarie, il loro amore e quei giochi di Emilio bambino e i suoi amici che hanno accompagnato la formazione di una classe dirigente illuminata che ha fatto la storia del nostro paese, il sionismo, il comunismo, l’esilio, la forza rivoluzionaria delle loro esistenze. La Storia, il Novecento che, da quelle pagine, sprigionava forza, inquietudini, sfide cariche di aspettative, dovette scontrarsi, poi, dolorosamente, con fallimenti, nostalgie, consapevolezza di occasioni perdute. Forse anche per questo ne percepivo la grandezza. Di pochi libri ricordo la passione e la commozione che si sono scatenate in me leggendoli.

Oggi Clara non c’è più. Aveva scelto di vivere in Umbria e, in Umbria, ha dato un grande contribuito in ambito culturale e sociale. Ho avuto l’occasione di conoscerla e di incontrarla, anche presentando alcune sue opere, compreso Il gioco dei regni. Ha scritto molti altri libri, oltre questo, carichi di quei sentimenti che nascono da umanità, sensibilità e intelligenza rare. Ma, per me, la lettura de Il gioco dei regni, rimane un’esperienza che non potrò dimenticare.

A distanza di anni, ricordo i dettagli di quelle giornate di lettura, le pause, il desiderio di alimentarsi di quelle parole, le telefonate ricevute che ne hanno, momentaneamente, interrotto il flusso. Ricordo l’ultimo giorno di quella lettura, una domenica, un rimmel (oggetto per me inusuale) messo la mattina per una breve uscita e poi l’immersione in quell’ultima parte della storia di quelle vite straordinarie magistralmente raccontate da Clara, le lacrime che cadendo sulla carta lasciano una macchia scura, la telefonata di una amica che mi invita per la sera al cinema, persino il film (Un giorno perfetto di Clint Eastwood – bellissimo) visto con il cuore ancora in tumulto per quella lettura appena conclusa. Insomma, poche volte un libro mi ha lasciato una così vivida immagine della mia stessa vita per il solo fatto di essere stata immersa nelle sue pagine.

Allora sento di dover salutare Clara Sereni ringraziandola, sento di doverle un tributo, sento di esserle profondamente riconoscente per quello che mi ha dato, per avermi fatto immergere nella storia di esistenze meravigliose, per avermi fatto vivere quei giorni più intensamente di altri e per portarne la memoria per sempre. E per un’autrice penso sia un merito grande e magnifico.

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Sonia Berrettini Laurenti
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