L’adulto di Torre Maura

Di Simone, il quindicenne di Torre Maura protagonista del video in cui affronta persone più grandi di lui mostrando molto più buonsenso di loro, hanno parlato in molti. Ma è utile soffermarsi anche sulle parole dell’adulto con cui Simone si è confrontato per capire come la realtà dei sovranisti è virtuale, sganciata dalla vita vera e inutile a risolvere i problemi delle persone vere




Se il mondo torna uomo

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, l’introduzione al libro “Se il mondo torna uomo”, da poco uscito per Alegre. Si tratta di un testo che da un lato mette in evidenza lo stato di salute del movimento femminista, e dall’altro mette in guardia dalle minacce che incombono su quello che viene definito “l’unico grande movimento di liberazione non sconfitto e la cui marcia procede in un senso inverso a quello in cui soffia il vento”.


Si dice populismi, non populismo. E per capirli bisogna cambiare approccio

Si intitola “Populismi, nuove forme di partecipazione e governo dell’economia” il convegno organizzato dall’Università di Perugia che per l’appuntamento di giovedì 28 febbraio ha messo insieme prestigiosi politologi, storici, economisti e giuristi per tentare di capire meglio un fenomeno che, essendo pressoché inedito, va analizzato con strumenti nuovi. Ne abbiamo parlato con Marco Damiani, il ricercatore che coordinerà l’incontro


Le reti sociali “fanno” sicurezza

Cosa rende uno spazio insicuro? Quanto conta nella percezione della sicurezza cosa si è e come si è inseriti in un contesto? Se si può fare riferimento a reti sociali oppure no? Se si sente uno spazio come proprio o ci si sente sradicati? La sicurezza è un insieme di fattori, e attiene alla stessa progettazione delle città, ma viene vista nella sua accezione più superficiale, cioè militare, che è anche la meno efficace per risolvere i problemi, anche se porta consensi a chi ne fa materia di propaganda


Riprendiamoci quello che è nostro. La proposta degli ecodistretti

La qualità dell’ambiente è oggi una variabile che dipende da chi produce in un determinato territorio, spesso al di fuori di controlli efficaci. La proposta degli ecodistretti punta alla ripresa di un controllo comune sui fattori di rischio, riequilibra i rapporti tra chi vive il territorio ed è esposto all’inquinamento e chi l’inquinamento lo produce per fare profitto, e guarda a un nuovo modo di produrre e salvaguardare l’ambiente per le generazioni future


Le persone in concreto, cioè la democrazia

È vero che moltissimi sono a loro agio con i valori di destra, e molti sono proprio fascisti; ma sono tantissimi quelli “attratti da quei partiti perché avvertono che nessun altro ha a cuore i loro problemi”. Se fosse disponibile un linguaggio differente, “molte persone potrebbero vivere e affrontare la loro situazione in maniera diversa e unirsi alla lotta progressista”. L’analisi di Chantal Mouffe nel suo ultimo libro, “Per un populismo di sinistra”.


Un giorno ci chiederemo: come abbiamo potuto vivere senza reddito di base?

Proponiamo di seguito un estratto del volume di Giuseppe Allegri “Il reddito di base nell’era digitale. Libertà, solidarietà, condivisione”, Fefé editore, Roma, 2018, convinti che la discussione sul tema del “reddito per tutti” sia necessaria, utile e attuale (ne abbiamo scritto spesso su Ribalta), anche e soprattutto dopo il varo del Reddito di cittadinanza da parte dell’attuale maggioranza di governo.


Cosa succede a Terni

Il laboratorio della Lega

A Terni la Lega ha raccolto quasi il 30 per cento dei consensi alle ultime elezioni e sta dettando politiche che dicono molto della sua visione del mondo e della gestione del potere. Tentare di capirlo è importante per cercare di opporre creatività e innovazione a una visione rigida e manichea della realtà


2019. Odissea nello spazio (pubblico)

Dalla “teoria del vetro spaccato” e dalla “tolleranza zero” prendono corpo strategie che confondono concettualmente la lotta al crimine con la repressione di comportamenti disturbanti o non omologati ai canoni dominanti e con l’esclusione dagli spazi pubblici di chi causerebbe il “degrado”. Nella migliore delle ipotesi, è solo mettere la (presunta) polvere sotto il tappeto. Nella peggiore, è la via verso la riconfigurazione radicale degli spazi pubblici per finalità che non lo sono



Salvini e noi, gli anti

Salvini, l’uomo in divisa contro cui ci scagliamo è il simbolo di una costruzione a cui si è arrivati attraverso tappe e decisioni di cui siamo stati spettatori e a volte pure complici. Se ne vogliamo uscire (bene) dobbiamo guardarla (bene) questa realtà