Le reti sociali aiutano. Ma sono disuguali (e di meno)

Perché le reti sociali contano così tanto per il benessere? Che tipo di aiuti ci si può aspettare da chi fa parte delle nostre cerchie? Domande a cui cerca di rispondere il Rapporto annuale 2018 dell’Istat, da cui emergono disuguaglianze anche su questo versante; e il fatto che (a sorpresa?) in Italia le reti di sostegno sono meno presenti rispetto alla media europea.


Rovesciare (per tornaconto) le parole: il “bispensiero”

Il “doublethink” (pensiero doppio o bispensiero) è la capacità di affermare sia la verità che il falso, di essere sia di destra che di sinistra. Molti temi ne stanno subendo l’utilizzo (la flat tax, il reddito di cittadinanza, la cancellazione dei fondi all’editoria) e molti attori politici ne fanno grandissimo uso (su tutti, Donald Trump)


Capire il popolo

Sessanta interviste a persone appartenenti al ceto medio-basso e residenti nei quartieri popolari di quattro città: Cosenza, Firenze, Milano e Roma. Ne è scaturito “Popolo chi?”, volume appena pubblicato da Ediesse. Una ricerca che è una mappa preziosa per capire il popolo al di là delle rappresentazioni mediatiche che lo descrivono senza conoscerlo. Ne pubblichiamo la premessa per gentile concessione degli autori


Reddito per tutti, perché solo per i poveri non basta

Le misure di sostegno al reddito rivolte solo ai poveri (come il Reddito di Cittadinanza) troppo spesso non fanno uscire dalla povertà e non “aboliscono la miseria”. Troppi sono gli individui che ne restano fuori, per diversi e seri motivi. Un “reddito per tutti” risolverebbe questo problema. Alla radice.





L’adulto di Torre Maura

Di Simone, il quindicenne di Torre Maura protagonista del video in cui affronta persone più grandi di lui mostrando molto più buonsenso di loro, hanno parlato in molti. Ma è utile soffermarsi anche sulle parole dell’adulto con cui Simone si è confrontato per capire come la realtà dei sovranisti è virtuale, sganciata dalla vita vera e inutile a risolvere i problemi delle persone vere




Se il mondo torna uomo

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, l’introduzione al libro “Se il mondo torna uomo”, da poco uscito per Alegre. Si tratta di un testo che da un lato mette in evidenza lo stato di salute del movimento femminista, e dall’altro mette in guardia dalle minacce che incombono su quello che viene definito “l’unico grande movimento di liberazione non sconfitto e la cui marcia procede in un senso inverso a quello in cui soffia il vento”.


Si dice populismi, non populismo. E per capirli bisogna cambiare approccio

Si intitola “Populismi, nuove forme di partecipazione e governo dell’economia” il convegno organizzato dall’Università di Perugia che per l’appuntamento di giovedì 28 febbraio ha messo insieme prestigiosi politologi, storici, economisti e giuristi per tentare di capire meglio un fenomeno che, essendo pressoché inedito, va analizzato con strumenti nuovi. Ne abbiamo parlato con Marco Damiani, il ricercatore che coordinerà l’incontro


Le reti sociali “fanno” sicurezza

Cosa rende uno spazio insicuro? Quanto conta nella percezione della sicurezza cosa si è e come si è inseriti in un contesto? Se si può fare riferimento a reti sociali oppure no? Se si sente uno spazio come proprio o ci si sente sradicati? La sicurezza è un insieme di fattori, e attiene alla stessa progettazione delle città, ma viene vista nella sua accezione più superficiale, cioè militare, che è anche la meno efficace per risolvere i problemi, anche se porta consensi a chi ne fa materia di propaganda


Riprendiamoci quello che è nostro. La proposta degli ecodistretti

La qualità dell’ambiente è oggi una variabile che dipende da chi produce in un determinato territorio, spesso al di fuori di controlli efficaci. La proposta degli ecodistretti punta alla ripresa di un controllo comune sui fattori di rischio, riequilibra i rapporti tra chi vive il territorio ed è esposto all’inquinamento e chi l’inquinamento lo produce per fare profitto, e guarda a un nuovo modo di produrre e salvaguardare l’ambiente per le generazioni future


Le persone in concreto, cioè la democrazia

È vero che moltissimi sono a loro agio con i valori di destra, e molti sono proprio fascisti; ma sono tantissimi quelli “attratti da quei partiti perché avvertono che nessun altro ha a cuore i loro problemi”. Se fosse disponibile un linguaggio differente, “molte persone potrebbero vivere e affrontare la loro situazione in maniera diversa e unirsi alla lotta progressista”. L’analisi di Chantal Mouffe nel suo ultimo libro, “Per un populismo di sinistra”.