Migranti e non solo, le cose da fare

Un dialogo come tanti durante una fermata in autogrill. I luoghi comuni basati su fake news, il tentativo di combatterli, il proposito di combatterli per bene, a fondo, studiando di più, parlando meglio e con le persone a cui vanno dette certe cose


Ripartire dai piccoli, fare comunità

Il 18 febbraio è morto don Roberto Sardelli. Si tratta di una figura ricchissima, che è impossibile racchiudere in poche righe. La sua “creazione” più importante è stata probabilmente “Scuola 725”, una struttura per i bambini figli degli emigrati dal sud Italia a Roma che a causa degli scarsi salari non potevano permettersi un’abitazione vera e andavano a vivere nelle baracche a ridosso dell’Acquedotto Felice. I ragazzini nella scuola “ufficiale” venivano emarginati da docenti e compagni a causa della loro provenienza. Don Roberto, nella baracca 725 da cui prese il nome questa scuola “di strada”, offrì loro uno strumento di riscatto a partire dal riconoscimento della propria condizione e dalla costruzione degli strumenti culturali per uscirne. Riproponiamo qui le parole raccolte durante un’uscita pubblica di don Roberto il 6 gennaio 2017 e pubblicate da Comune-info. È un modo per omaggiare una grande figura e per farla conoscere a chi la ignorasse. Ma lo facciamo anche perché pensiamo che quelle parole contengano una validissima indicazione di percorso



Gramsci? Drammaticamente inattuale, ma assolutamente necessario

Riprendiamo uno splendido post dal profilo Facebook del Prof. Angelo D’Orsi, studioso di Gramsci (e di tante altre cose), che ci ha ovviamente autorizzato. Lo facciamo perché condividiamo fino al midollo ciò che scrive e il come ricorda il grande pensatore e politico sardo. E lo facciamo anche per “lanciare”, per parte nostra, una bella iniziativa: uno spettacolo nato proprio dalla biografia di D’Orsi dedicata a Gramsci, che si terrà in Sardegna, insieme ad altre iniziative, nei prossimi giorni.


Parlare agli altri e con gli altri

I monologhi servono a poco

Crotone, ieri. Cronaca di una presentazione che poteva essere una disfatta e invece non lo è stata. Perugia-Pisa in macchina, Pisa-Lamezia in aereo, Lamezia-Crotone in macchina. La neve cancella i voli e chiude le strade, ma io arrivo. I libri, invece, no. La presentazione è alle 18, si fa alla Lega Navale, una sorta di […]


Il marketing del decoro

Il caso Terni

La teoria pratica dei “decoratori istituzionali”: traffico in tilt e buio ovunque, ma bici nelle rastrelliere e skateboard in cantina, secondo un’ordinanza (poi ritirata). È una questione di ordine (e disciplina)


Instagram, trap e nuove generazioni

Vorrei proporre un’idea nuova: la trap e Instagram nascono e crescono insieme. In questa partnership, la trap è quella che assimila talmente bene il modello del social da incarnarne l’estetica e farne linguaggio comune di un’intera generazione, quella che ha eletto Instagram a suo social preferito. Partiamo dal vestiario: la prima cosa che risalta è […]


Ddl Pillon, ovvero come tornare ad un (brutto) passato

Il disegno di legge Pillon tenta di modificare il diritto di famiglia ridefinendo i rapporti famigliari, in completa contraddizione con i principi costituzionali di libertà e uguaglianza e andando a colpire, di fatto, le donne e i figli minori. Una proposta che non può essere emendata, ma che va solo ritirata, in quanto espressione della […]


Radio Evelyn

Un sasso libertario nella Terni degli anni settanta

Le radio libere sono state una delle esperienze più interessanti degli anni settanta. Ne sono sorte un po’ ovunque: anche a Terni, con Radio Evelyn, una sfida coraggiosa in una città operaia e “operosa”. Ce la racconta uno dei fondatori, Marcello Ricci (amatissimo professore di liceo), in uno spaccato “dal vivo” e intenso di cosa significava, in quel periodo, dire che “il personale è politico” e “dare voce a chi da sempre era stato espropriato del proprio diritto di parlare”.



Buonsenso, divano e reddito di cittadinanza

Quando il buonsenso si fa propaganda e più in generale arma politica, il destino collettivo di una società organizzata (lo stato nazione direbbero i nostalgici autarchici di ogni dove) vede virare il proprio timone verso un baratro di cui è impossibile scorgere il fondo. Buonsenso (parola così scontata da non avere significato reale) è tutto […]