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Parlare di Capitan Calamaio è sempre un piacere. Lo avevamo fatto un po’ di tempo fa, quando Ribalta muoveva i primi passi. Lo rifacciamo ora perché, oltre ad essere un’idea e un progetto straordinari, lo sentiamo un po’ come un nostro parente: una specie di cugino che si vede sì di rado, diverso, di aspetto non certo simile al nostro, ma con il quale ci si capisce al volo, si pensa un po’ alla stessa maniera, si condivide tanto: pensieri, visioni del mondo, metodi. E che quando lo si rivede, ci si emoziona sempre. Allora lo abbiamo rincontrato, Calamaio, dopo un paio d’anni. Lui, fedele a se stesso (e per fortuna), vulcanico, traboccante di idee e cose, ci ha raccontato quello che sta facendo.

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Chi è Capitan Calamaio? Ufficialmente, un pirata pacifista, a capo di una ciurma sgangherata e divertente, che salpa nei mari del sapere per mille avventure. Indossa la spada “per salvare l’apparenza”, non è un attaccabrighe perché “è contro ogni violenza” e “ai coltelli e alle pistole, preferisce le parole”, come recita il suo inno. In realtà, si tratta di un progetto straordinario di un duo (anche nella vita) sardo, che ha dedicato a questo personaggio la propria professione e anche un bel po’ della propria esistenza. Insieme hanno inventato il personaggio e scrivono le storie; poi, uno, Massimiliano Micheli, sul palco e con il corpo, è fisicamente il Capitano, e compone le musiche; l’altra, Lenina Giunta, dietro le quinte e in trincea, disegna e illustra il tutto, crea, organizza. L’uno per l’altra e l’uno con l’altra, insomma, perché senza uno dei due, Calamaio semplicemente non esisterebbe. E Calamaio deve esistere, perché serve: parla ai bambini (e ai genitori), li coinvolge, li stimola, li smuove e li fa muovere nelle acque dove è giusto che vadano. Quelle del rispetto per l’altro, della convivenza tra diversi, della cultura e del sapere come mappe che orientano l’esistenza, dell’attenzione e della cura del mondo in cui viviamo. Come si è letto in mille slogan e manuali, i bambini di oggi sono gli uomini e i cittadini di domani; parlare a loro significa parlare al futuro e alla speranza. E scusate la retorica.

Nella prima storia, Capitan Calamaio e il Libro Magico (che abbiamo raccontato qui), Calamaio è un pirata con la passione per i libri e l’arte, che, insieme alla sua ciurma, salva l’Isola del Sapere e la sua Leggendaria Biblioteca dalla minaccia di Capitan Macero. Nella seconda, Capitan Calamaio e la Regina Katrame, “la ciurma è sempre la stessa, ma affronta una nuova avventura”, come ci dice Massimiliano. “Nel rientro all’Isola del Sapere, Calamaio scopre che l’inquinamento sta prendendo il sopravvento. La pappacornacchia lo avvisa che incontrerà una donna molto bella, ma dovrà starci attento perché il suo bacio potrebbe ucciderlo”. È la Regina Katrame, che ha due fedeli (ma non tanto) scagnozzi, Asfalto e Cemento, “e vuole inquinare il mondo, ce l’ha con la natura, ce l’ha con i colori e vorrebbe ricoprire tutto con colate di bitume”. In realtà, “i due scagnozzi non sono cattivi, e vorrebbero staccarsi da questa Regina che li tiene soggiogati. E infatti, quando Asfalto e Cemento saranno in missione per la Regina, la tradiranno e sposeranno la causa di Calamaio, aiutando la ciurma a sconfiggere questa cattiva”. Rispetto alla prima avventura, ci sono personaggi nuovi, tra cui Macchiolina, una piratessa bambina che è un po’ l’antagonista di Pennino, il pirata bambino. Tutto questo va in scena in uno spettacolo entusiasmante (guardate qui e qui per credere), che mischia canzoni, riflessioni, gag, narrazioni. Il celebre Teatro Sistina di Roma, dove Calamaio ha presentato il suo lavoro per ben 25 volte, incontrando 30.000 bambini, lo ha da poco riproposto (ci siamo andati anche noi – come mancare?). Il cast che va in scena è sempre lo stesso dal 2012; al nucleo originale di 5 elementi che, oltre a Massimiliano, comprende Emanuela Maiorani, Maria Silvia De Sanctis, Cristiano Leopardi e Simone Giaccaglia, si sono aggiunte nel tempo Maria Elisa Barontini e Simona Epifani.

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Massimiliano viene dalla musica e dal rock, e si vede. Per Capitan Calamaio e il Libro Magico, aveva autoprodotto un cd con tutte le canzoni dello spettacolo, molto divertente e coinvolgente. Pezzi pescati, ognuno, da un genere musicale diverso, “anche per insegnare ai bambini le differenze tra uno stile e l’altro”. C’era il rock, appunto, il reggae, la ballata. Per questa seconda storia, il Capitano si è superato ed ha infilato, in un secondo cd di nuovo autoprodotto, una serie di brani degni di un musical vero e proprio. “Nel primo cd, oltre alle voci di Simone-Pennino e Cristiano-Macero-Inchiostro, ho avuto come ospiti Valeria Monetti che ha dato la voce a tutti i personaggi femminili e mio nipote Diego, cioè Pink Gijibae, nel doppio ruolo di Biro e Stilo, mentre nel secondo ho coinvolto qualche amico in più. La Regina Katrame la fa una grande cantante, Silvia Di Stefano, molto conosciuta nel mondo del musical. Ci sono ancora Valeria Monetti, Pink Gijibae, Cristiano e Simone. Maria Elisa Barontini è Macchiolina, come nello spettacolo. E poi, una bella chicca: un’ouverture, con un coro che ha riarrangiato tutti i brani del primo disco in un unico pezzo. Tutto vocale, una cosa straordinaria”. Anche qui ci sono generi diversi: “Calamaio ha il suo brano ballade come la prima volta, cioè il secondo inno, Buon vento, poi ci sono swing, super-rock, una specie di rap, La Ciurma, e altro”.

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Due spettacoli, due cd, e anche due libri con le rispettive storie, illustrati dall’altra metà di Calamaio, Lenina: il primo, già pubblicato e venduto in alcune migliaia di copie; il secondo, per ora, solo in bozza, in attesa di sbarcare. Ma che promette bene: “nel nuovo libro ci siamo rivolti un po’ agli stessi bambini che ci avevano letto nel primo e che ora hanno 3-4 anni in più. Abbiamo alzato l’asticella, insomma. Magari perderemo qualche lettore più piccolo, ma speriamo di recuperarne qualcuno più grande e già affezionato a Calamaio”. C’è anche un’idea di cartone animato, un altro filone del progetto anche questo in bozza, che ha suscitato l’interesse di un’importante emittente per ragazzi e attende un produttore.

Insomma, tanta roba. Ma al Capitano non basta, perché oltre ai bambini, ha avuto l’idea di coinvolgere anche i grandi. Sono nati così i laboratori GeniAttori, che funzionano in questo modo: “Calamaio fa Calamaio e i genitori fanno gli altri ruoli, riproponendo il primo spettacolo in tutto e per tutto”. Ci sono quattro incontri di prova, poi la realizzazione dello spettacolo, in una scuola o in un teatro. Gli chiedo se ai genitori tutto questo piace: “Sì, tanto, si fomentano tantissimo. E poi non devono fare solo gli attori, ma anche i coreografi, i fonici, i macchinisti, l’aiuto-regia, le luci. Insomma, anche chi recita di meno si diverte lo stesso. E poi ognuno si prepara il vestito, recupera gli oggetti che servono allo spettacolo (il timone, l’àncora, il cannocchiale). Fanno tutto loro, ognuno è responsabilizzato”. I laboratori “stanno andando alla stragrande”, ci dice Massimiliano. “L’ultimo, a Vitinia, ha avuto tre repliche e ha riempito tutt’e tre le volte un teatro da 500 posti. A Civitavecchia abbiamo fatto tre matinée in un teatro da 350 posti, grande successo. Lì eravamo quasi sessanta sul palco. Un delirio! Giorni fa ho iniziato a Casale Garibaldi, un posto occupato di Roma”. L’anno prossimo verranno proposti i laboratori del secondo spettacolo, quello con la Regina Katrame, “perché già ho tante prenotazioni di genitori che hanno fatto il primo e non vedono l’ora di fare il secondo”.

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Non è finita, perché ci sono, sparsi qua e là nel corso dell’anno, diversi appuntamenti con estratti dei due spettacoli, che si svolgono in biblioteche, ludoteche o posti occupati. E poi, gli (imprescindibili) incontri nelle scuole, cioè nelle classi con i bambini. Qui Calamaio sta proprio a contatto con i più piccoli ed è forse in queste occasioni (peccato che non gliel’ho chiesto) che c’è la quintessenza del personaggio, dell’idea, del progetto. Perché i bambini lo vedono in carne e ossa, sentono la sua voce, ci giocano e ci scherzano, incrociano i suoi occhi. E sappiamo quanto è importante, per chi ha quell’età, la comunicazione non verbale. Il Capitano, poi, è molto preciso, perché i bambini vengono preparati: “mando un messaggio in bottiglia, avviso che sto arrivando anche con il tragitto che sto facendo su una mappa geografica. Poi loro, dopo che ci siamo visti, fanno dei disegni, io porto tutto a casa e li pubblico nel sito o nella pagina Facebook”. Sito e profilo, ovviamente, traboccano di disegni. A proposito di pagina Facebook: tra poco ci sarà una nuova rubrica, Capitano Calamaio canta le tue canzoni: “siccome in passato i bambini hanno scritto alcune canzoni dedicate a Calamaio, alcune bellissime, e da poco ne ho arrangiata una, abbiamo pensato che potessero mandarle a noi, che gliele cantiamo e pubblichiamo online”.

Proposte estratti con Pennino e Macchiolina x web

Non posso non chiedergli se ha già pensato alla terza storia: “forse è troppo presto, anche se non passerà il tempo che è passato tra il primo e il secondo libro. Sono sempre stato affascinato dal mondo di Atlantide e mi piacerebbe far fare a Calamaio un viaggio a ritroso nel tempo, anche con i dinosauri. Atlantide potrebbe essere anche la Sardegna! Oppure, a me piacciono tanto anche le stelle, i pianeti, lo spazio… quindi può darsi che Calamaio incontri qualche extraterrestre”.

Sempre all’opera, sempre avanti, sempre con nuove idee, per grandi e piccini, come si dice. Continua così, Capitano, mi raccomando! Alla prossima e un buon vento sincero.

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Ugo Carlone
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