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Il Corriere della Sera online, alle 19.32 del 24 agosto 2016, scriveva “Amatrice, il muro rimasto in piedi dopo il terremoto: nel centro di Amatrice semidistrutto è rimasta in piedi solo la parete di un palazzo”. Non era un palazzo, era casa Ciaralli.

Certo: i ricordi restano in piedi. Forti. Vivi. Non svaniscono mica con un terremoto, perché vivono al sicuro dentro noi. E ora chiudete gli occhi e immaginate, dietro quella facciata… al primo piano, un ingresso da cui si accede a una cucina con le maioliche bianche e marroni e le pareti di tavole di legno, attaccate una ad una da un falegname che aveva rivestito la sua bella casetta per la bella famiglia che vi sarebbe cresciuta nel tempo. Immaginate quella famiglia intorno ad un tavolo, in cucina, davanti alla spianatora ricoperta di polenta fumante, con sopra le salsicce con le spuntature. Buona raga.

Sotto il lavandino, se mettete la mano, esce un piccolo sgabello marrone, che Nonna Maria usava per insegnarci a lavare i piatti. Ad un angolo della cucina, la poltrona di nonno, comoda ma semplicissima, avvolgente e schietta, messa li per scaldarsi di fronte al caminetto. Io non l’ho conosciuto a Celestino, ma è il mio poeta preferito e mi ha lasciato L’improvvisazione in eredità. Proseguendo oltre la cucina, passate attraverso una porta in legno stile saloon (sorrido) e, in fondo, entrate nella stanza da letto che odora di naftalina: poi, spalancate la finestra su una vista mozzafiato dei monti.

Respirate l’odore dei pini. Respirate.

Uscite dalla stanza e visitate la sala da pranzo con il tavolo grande (quello per le feste dei nostri compleanni, quello lucido, quello buono) e aprite un attimo la credenza per respirare il profumo di liquori: le caramelle rossana sono nel primo cassetto (se volete favorire). Sulla parete destra, un collage delle nostre foto più belle: matrimonicompleannipicnicallagonataliinsieme. Insomma: attimi di felicità stampati su formato 10×15. Poi, tornate sui vostri passi e raggiungete il secondo piano attraverso alte scale di marmo bianco: la stanza di destra ha 2 lettini, tanti dylan dog in mostra su una piccola libreria e … una portafinestra che arriva su un balconcino, perfetto per giocare a barbie e a bambole nelle fresche domeniche estive di Amatrice.

Se aprite la finestra del balconcino, vi sporgete dalla ringhiera verde e cercate di concentrarvi, scommetto che vi arriva l’odore del forno in fondo al corso, quello che sforna la pizza bianca di notte e le bombe alla crema. Poi visitate la stanza ricoperta di legno, con le foto dei miei zii che fanno la scalata del Gorzano, il bagno verde acqua, la cucina vecchia con la botola sulla mansarda misteriosa e la camera da letto dei miei. Prima di uscire dalla casa, se volete, prendete la grandissima chiave di ferro della cantina ed entrateci per sentire l’odore del legno antico.

I ricordi restano in piedi, statene certi: sono antisismici, anti uragano, anti tsunami, anti calamità.
I ricordi, sono le basi solide per il nostro futuro, sono le radici da cui tutti possiamo nascere o…rinascere.

La casa non è un luogo fisico ma è ovunque sia la famiglia: si sa e me l’hanno sempre ripetuto. E cosi è adesso per me, mentre sfoglio queste 4 foto della nostra casa di famiglia, grazie al cielo disabitata, che mi regalano un viaggio nel tempo.

Amatrice: io lo so che tu rinascerai bellissima, più bella che mai, perché siamo testardi montanari. E rinascerai da dentro di noi, a partire dai nostri ricordi, per poi crescere anche fuori, per tutti noi e con tutti noi.

[Francesca Ciaralli è nata a Roma, madre di Tolfa e padre di Amatrice. Il nonno, Celestino Ciaralli, era un falegname e un poeta a braccio di Amatrice. È impiegata presso una Missione Diplomatica e collabora con diverse associazioni nel campo della progettazione di eventi artistici e culturali].

 

Foto di copertina tratta da wikipedia.
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Francesca Ciaralli
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